<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035</id><updated>2012-02-03T14:50:47.705+01:00</updated><category term='serbia e montenegro 2011'/><category term='francia e olanda 1999'/><category term='Europa dell&apos;est 2005'/><category term='vienna-zagabria 2010'/><category term='bulgaria e romania 2007'/><category term='russia 2008'/><category term='slovenia 2009'/><category term='bosnia erzegovina 2010'/><category term='varie'/><category term='paesi baltici 2006'/><category term='gran bretagna ed irlanda 2003'/><category term='italia 2011'/><category term='cuba 2009'/><title type='text'>storie e racconti di un viaggiatore</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>28</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-1128336785772964380</id><published>2012-01-15T19:12:00.003+01:00</published><updated>2012-01-15T19:13:31.464+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bosnia erzegovina 2010'/><title type='text'>informazioni sulla Bosnia Erzegovina</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1q10pZcP6TY/TxMW5O73kYI/AAAAAAAAAD0/eOZTyYSfeeg/s1600/1+728.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-1q10pZcP6TY/TxMW5O73kYI/AAAAAAAAAD0/eOZTyYSfeeg/s320/1+728.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Alcuni consigli utili sulle principali destinazioni della Bosnia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mostar:&lt;br /&gt;Hostel Miran, via Pere Lazetica 13, nei dintorni di piazza musala e il ponte tito, abbastanza centrale praticamente a metà strada tra la città vecchia e la stazione treno/autobus. letto in camerata a 10 euro. E' un ostello a gestione familiare se ne occupa Miran insieme alla moglie e alla madre. Un bel posto, anche perchè avrete modo di parlare con Miran, è un ragazzo di 32 anni che ama divertirsi, stare in compagnia e confrontarsi. Vi racconterà della guerra che ha distrutto la città e di come si vive prima della dissoluzione della jugoslavia. Inoltre organizza, credo solo la domenica in quanto gli altri giorni fa un altro lavoro, delle gite di una giornata nei dintorni di mostar. Passerà tutta la giornata con voi portandovi a visitare Blagaj, piccolo villaggio a soli 12 km dove sorge il fiume Buna, Pocitelj antica cittadina con una bellissima fortezza arroccata sulla roccia, e alle cascate di Kravice dove potrete farvi un bagno e nuotare nel fiume...&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;altro buon ostello è l'Hostel Miturno, edificio nuovissimo in piena città vecchia, situato sulla via principale Brace Fejica 67, cmq abbastanza visibile con la scritta ostello ovunque. Costo 11-13 euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per mangiare vi consiglio gli ottimi cevapcici, piatto tipico della cucina balcanica che consiste in polpettine cilindriche del diametro di un paio di centimetri e della lunghezza di 7/8 centimetri composti di carne di maiale, manzo e agnello, cipolla tritata finemente, pepe e paprica e cotti sulla griglia o alla piastra. Un buon ed economico posto dove prenderli è un piccolo posticino&amp;nbsp; situato in piazza Musala.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Centro Culturale Okc-Abrasevič&lt;br /&gt;Questo Centro culturale vanta oltre settanta anni di attività. Dopo essere stato chiuso per quasi dieci anni, nel 2003 è tornato a svolgere le sue funzioni, grazie alla rete di associazioni giovanili non governative che si è costituita intorno al MIF (Mostar Intercultural Festival). Una manifestazione che, da undici anni ormai, durante l'estate, promuove un modo nuovo di fare cultura basato sullo scambio, il confronto e la multiculturalità. Sono quasi 2000 gli artisti, provenienti da tutta Europa, che hanno contribuito in questi anni alla realizzazione del MIF, usando come mezzo di comunicazione ed espressione: cinema, video, teatro, mostre, concerti e molto altro ancora. Durante il Festival, tutta la città diventa una scenografia aperta a concerti, spettacoli e mostre, dove tutti, bambini e adulti, si lasciano coinvolgere da suoni, immagini, colori e allegria. Capitare a Mostar durante il MIF è un'esperienza davvero unica.&lt;br /&gt;Indirizzo e contatti: Alekse Šantića 25&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarajevo:&lt;br /&gt;per raggiungere la città da mostar vi consiglio di prendere il treno, partenza alle 8 e costo 5 euro, ma il viaggio è stupendo con la ferrovia che scorre tra il fiume neretva e le montagne e dopo prosegue al di sopra di queste. forse uno dei più suggestivi percorsi in europa.&lt;br /&gt;A sarejevo ci sono molti ostelli ma consiglio su tutti l'hostel city center, di qualità superiore e in pieno centro, c'è la cucina, internet e la colazione è compresa.&lt;br /&gt;Per bere ci sono numerosissimi pub e bar, assaggiate la locale birra Sarajevsko, e la vita notturna della città è abbastanza movimentata. &lt;br /&gt;Altro alimento tipico di tutta la bosnia sono i burek e le diverse varianti. in ogni città potrete trovare decine di panetterie/fornai che qui si chiamano pekara dovre assaggiare i burek, sorta di torta rustica alla carne e la versione con formaggio, chiamata sirnica, o alle verdure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zenica:&lt;br /&gt;raggiungibile da Sarajevo con numerosi bus o con pochi treni. Da Zenica partono molti bus per la vicina cittadina di Vranduk, dite all’autista che andate là. La via più breve per raggiungere il borgo dalla fermata è superare il ponte e prima della galleria salire sulla stradina alla vostra destra, percorrendola tutta arriverete direttamente al minuscolo castello. Paesaggio idilliaco e panorama stupendo, vi immergerete nella pace assoluta. La fermata del bus è di fronte a quella dove siete scesi, nella piazzola della statale, ma nessun orario o informazione. Aspettate che passi un bus e fermatelo oppure fate autostop, sicuramente qualcuno vi darà un passaggio come è successo a me&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Travnik:&lt;br /&gt;raggiungibile da Zenica con alcuni bus, costo circa 2-3 euro. Per dormire sistemazione più economica è il motel abba, via Sumece 166, praticamente rispetto al centro del paese dall’altro lato della statale, vicino a Plava Voda, camera singola 18 euro, doppia 26.&lt;br /&gt;Per mangiare diverse cevabdzinica(locali specializzati in cevapi) situate vicino all’arco dove si entra nella via principale della cittadina, su quella via trovate anche pekara aperte fino a tardi e nei dintorni del mercato alcuni ristoranti economici (ascinica)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jajce:&lt;br /&gt;dalla stazione del bus andate a destra prendendo la strade che costeggia fiume e roccia, vi troverete davanti un ponte pedonale, passatelo e andate a destra, poco tempo la porta di entrata alla città vecchia. Proseguite sulla strada principale e pochi metri sulla sinistra trovate un negozietto che vende di tutto. Li potrete trovare delle camere in affitto, c’è anche un cartello, al costo di 8-10 euro. Le camere in questione si trovano fuori dalla città vecchia ma molto vicino, circa 800 metri, uscendo dall’arco di prima e proseguendo su quella strada. Per andare al lago, pochi o nessun bus, quindi soluzione migliore è percorrere a piedi i 4-5 Km, basta proseguire sulla strada dove si trovano le stanze. Nella città vecchia qualche ristorantino, bar, caffè e una cevabdzinica(di fronte arco entrata)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Banja Luka:&lt;br /&gt;città più simile a Zagabria o Budapest che a Sarajevo. Grandi viale alberati, parchi e numerosissimi bar nelle vie del centro, e ovviamente scritte quasi esclusivamente in alfabeto cirillico.&lt;br /&gt;Per alloggiare vi consiglio il City Smile Hostel, aperto i primi di luglio 2010, nuovissimo, ancora da finire in posizione centrale ed ottimo prezzo(11 euro). Personale cortese e simpatico. Si trova in via S. Kulenovica la prosecuzione della via principale Kralja Petra al numero 16, ma al momento si entra dalla strada precedente, via Koscice, ci sono le insegne comunque. Per mangiare nessun problema con un’infinità di posti e di forni, come per bere dell’ottima ed economica birra, come la locale Nektar(1-1,5 euro).&lt;br /&gt;Per andare a ballare due locali in pieno centro, il Club Kruna vicino alla piazza centrale e all’inizio di via Jevrejska e il Boom Boom Club, situato nella via pedonale all’interno di un arco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il treno da Banja Luka a Zagabria parte alle 15.45 e costa 14 euro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-1128336785772964380?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/1128336785772964380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2012/01/informazioni-sulla-bosnia-erzegovina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/1128336785772964380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/1128336785772964380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2012/01/informazioni-sulla-bosnia-erzegovina.html' title='informazioni sulla Bosnia Erzegovina'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1q10pZcP6TY/TxMW5O73kYI/AAAAAAAAAD0/eOZTyYSfeeg/s72-c/1+728.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-6257844504502243456</id><published>2011-12-27T20:19:00.001+01:00</published><updated>2011-12-27T20:19:56.610+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='serbia e montenegro 2011'/><title type='text'>informazioni su Serbia e Montenegro</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-BKuPapiopqY/TvoZ92ZQ_uI/AAAAAAAAADk/YGbSpFd5ot4/s1600/3+044.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-BKuPapiopqY/TvoZ92ZQ_uI/AAAAAAAAADk/YGbSpFd5ot4/s320/3+044.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Di seguito alcune informazioni utili riguardo le principali mete di Serbia e Montenegro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Belgrado:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Negli ultimi anni il numero di visitatori è aumentato esponenzialmente e fortunatamente sono stati aperti una serie di ostelli. Fra i molti vi cito il Jasmin Hostel in Karadordeva 69, vicino alla stazione dei bus e dei treni. L’ostello situato al primo piano dell’edificio è stato aperto recentemente, da poco più di un anno, dispone di due camerate e di una camera privata. Pulito, economico (10€) è gestito da ragazzi simpatici e gentili. Nello stesso palazzo vi sono anche altri due ostelli il Green Hostel e lo Sweet Dream, insomma un indirizzo da tenere in mente. Nella stessa via ad un centinaio di metri in direzione della stazione ce ne sono altri due...&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Per mangiare a tutte le ore potete recarvi nella zona di Zeleni Venac, qui troverete diverse chioschi che preparano pleskavica e cevapi, costo circa 1,50 €. &amp;nbsp;Nel sottopassaggio si trova una delle più buone palacinkerie della città, ottima qualità e prezzi intorno a 1€.  &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La città offre molti divertimenti notturni, in estate vanno assolutamente provati gli splav ( i barconi su Sava e Danubio), passato il ponte ne trovate decine, scegliete quello che più preferite. Un altro buon locale è il KST(klub studenata tehnike) locale alternativo situato vicino l’università. Ambiente spartano e prezzi economici, sempre ben frequentato e con musica rock. Si trovan in Bulevar Kralja Aleksandra 73 e l’ingresso costa 1,50 €. Altro club che consiglio è Tramvaj (tram) in Ruzveltova 2.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Nis:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La stazione degli autobus si trova a nord vicino al mercato, qui trovate anche numerosi negozietti dove poter mangiare pleskavica e burek. Diversi gli ostelli in città,&amp;nbsp; fra tutti l’ottimo Hostel Nis, Dobrička 3°,&amp;nbsp; che occupa una piccola palazzina di fronte l’università e vicinissimo alla stazione dei bus. Ben tenuto dispone di alcune camerate oltre ad una cucina e accesso internet, prezzo circa 11€. Per le serate un paio di locali con musica anche dal vivo si trovano all’interno della fortezza. Molti i bar invece lungo il viale pedonale, dove trovate anche alcuni posti dove mangiare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Novi Pazar:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La stazione degli autobus si trova a nord del centro uscendo da qui prendete a destra e poi la prima a sinistra e vi trovate nel lungo viale che vi condurrà in centro, circa 1 km. Sul viale trovate un’infinità di posto dove mangiare con prezzi bassissimi. Arrivati alla piazza centrale avrete a sud il fiume al di là del quale si sviluppa il quartiere musulmano. L’unico ostello della città (hostel Khan) si trova vicino la piazza in via Rifata Burdzevica 10, posti letto a 10€. Pochi i turisti lungo le vie della città, l’inglese qui non è molto diffuso. Non molto da vedere oltre ad alcuni particolari edifici che fondono diversi stili architettonici e poi laona musulmana.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Novi Sad:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;In pieno centro diversi ostelli fra cui il Downtown hostel in Njegoseva 2 un po’ vecchiotto e da risistemare, il Lazin Hostel in Laze Teleckog 10 è la via dei bar e locali notturni quindi consigliato per i nottambuli. Le stazioni di autobus e treni si trovano a nord del centro a circa 2 paio di Km dove parte il lungo viale Bulevar Oslobodjenja. A sud lungo la sponda del Danubio vi sono piste ciclabili e pedonali, campi di basket, calcio e pallavolo e zone attrezzate per fare sport. Da visitare il bel centro, la maestosa fortezza che ospita anche l'exit festival e il lungo Danubio.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Subotica:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Città a 10 Km dal confine con l'Ungheria, potrete infatti notare diverse scritte anche in magiaro.Molto grazioso lo stile art nouveau di gran parte degli edifici del suo piccolo centro storico, imperdibile il palazzo municipale. La stazione dei treni si trova in pieno centro, qualche centinaio di metri ad est del viale pedonale.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Negli ultimi anni in Montenegro il numero di visitatori è aumentato esponenzialmente e pur restando un paese molto economico i prezzi sono in rialzo. Fortunatamente sono stati aperti una serie di ostelli, soprattutto nelle città più turistiche, fra i molti voglio segnalare la catena Hostel Montenegro che ha sedi in tre centri, e che offre sconti se si soggiorna in un ostello del gruppo prima di recarsi negli altri.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Hostel Montenegro Budva, via Vuka Karadzica 12, collocato nella splendida città vecchia, nel vicoletto proprio di fronte l’ufficio informazioni. L’ostello, nuovo e ben tenuto, dispone di 3 camere con 8 letti ciascuna ed è gestito da due sorelle, proprietarie anche della boutique accanto. Costo 15€ e reception aperta dalle ore 10. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Hostel Montenegro Kotor, piazza del Museo, anche questo è situato nella città vecchia, nella piazza dove ha sede il museo marittimo. L’ostello dispone di due edifici vicini con diverse camerate al costo di 14€. Il personale è simpatico, disponibile e gentile.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Hostel Montenegro Podgorica, Djecevica 25, 150 metri dalla stazione degli autobus e treni.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Budva:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;vanta una città vecchia affascinante ed un panorama incantevole ed è la perla del turismo montenegrino. Diverse splendide spiagge, consiglio la piccole ma stupenda situata dietro il centro antico alle spalle del promontorio. Piena di bar, ristoranti e locali, che dalla zona vecchia si prolungano per tutto il lungomare. La stazione degli autobus si trova circa 1,5 km a nord, all’interno vi è un’economica tavola calda. I bus per Kotor e Cetinje sono numerosissimi e costano 3.50 € Podgorica costa circa il doppio 6€.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Kotor:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Incastrata nella baia omonima con alla spalle il monte su cui sorgono i resti delle mura di cinta. Incantevole città vecchia dovuta alla lunga dominazione Veneziana. Piacevole perdersi nei vicoletti ed osservare tutta la baia che ricorda un po i fiordi norvegesi. Salite i numerosi scalini che vi portano a visitare le antiche mura e la fortezza, accesso 3 €. Ci sono numerosi pub e ristorantini. La stazione dei bus si trova sulla strada principale circa un 1 km a sud della città vecchia. Vicino alla stazione un ottimo chiosco dove poter mangiare pleskavica e cevapi. Moltissimi bus per Herceg Novi 3,50€.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Herceg Novi:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;vanta un centro storico gradevole ma non bello come Budva o Kotor, invece vi è una lunga e piacevole spiaggia dove rilassarsi. Si consiglia una gita di una giornata da Kotor con fermata anche a Perast&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Perast:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;circa a metà strada fra Herceg Novi e Kotor, e conviene fermarsi qui al rientro verso quest’ultima.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Una piccola perla che merita assolutamente di essere visitata, con una città vecchia priva di mura ma piena di vecchi edifici in pietra e decine di chiese. Sorge proprio sulla baia e di fronte vi sono due piccole isolette raggiungibili in barca. Il panorama e l’atmosfera sono eccezionale e se avete la fortuna di esserci al tramonto il gioco di luci la rende ancor più particolare.&amp;nbsp; Vi sono anche piccole spiagge dove potete fare il bagno. Prendete uno dei bus che da Herceg Novi va a Kotor e chiedete di scendere a Perast, dallo stesso luogo dove scendete potete riprendere il primo bus che passa, ricordatevi di fermarlo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Cetinje:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Già solamente la strada che da Budva vi porta all’antica capitale vale la pena del viaggio. Un percorso che si arrampica sui monti e che offre un eccezionale panorama su tutta la costa e che in pochi km vi porta ad una notevole altezza. Improvvisamente la costa sparisce e si apre un’ampia vallata sui monti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Incastonata fra verdi monti la vecchia capitale appare ora più come un tranquillo villaggio che una città. Da vedere alcuni musei, il monastero e la chiesa. Particolari gli edifici che ospitavano le ambasciate ed oggi luoghi dedicati alla cultura come scuole di arte-musica, biblioteche ecc.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La stazione dei bus è praticamente fantasma e consiste in un piccolo edificio abbandonato, si trova vicinissimo al centro, andate a destra, passata la piazza e poi girate a sinistra e vi ritroverete nel viale pedonale principale. Vi sono solo bus che vanno in due direzioni podgorica e budva.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Vicino alla stazione vi è un posto economico dove managiare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Podgorica:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Una città nuova con molti parchi e poco da vedere. Il centro città offre alcune vie pedonali dove si può passeggiare, numerosi bar e posti per mangiare. Tutte queste vie si trovano nei dintorni della grande piazza Repubblica. La stazione dei treni e dei bus, affiancate sono ad est e per raggiungere il centro basta attraversare la strada prende il lungo viale Octorbaske Revolucije e poi girare a destra in Kralya Nicola, passate il fiume ed eccovi arrivati.&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;Da qui si può prendere il treno notturno per Belgrado, costo 19 € con qualche euro in più si può avere la cuccetta.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-6257844504502243456?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/6257844504502243456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2011/12/informazioni-su-serbia-e-montenegro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/6257844504502243456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/6257844504502243456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2011/12/informazioni-su-serbia-e-montenegro.html' title='informazioni su Serbia e Montenegro'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-BKuPapiopqY/TvoZ92ZQ_uI/AAAAAAAAADk/YGbSpFd5ot4/s72-c/3+044.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-705305724098062694</id><published>2011-09-25T23:17:00.001+02:00</published><updated>2011-11-06T11:39:06.421+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='varie'/><title type='text'>Il festival della letteratura di viaggio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-TzWG6vfvsJc/Tn-aW22gSwI/AAAAAAAAADU/EY8B-tqHfhM/s1600/11.+Logo+FLV.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="249" src="http://2.bp.blogspot.com/-TzWG6vfvsJc/Tn-aW22gSwI/AAAAAAAAADU/EY8B-tqHfhM/s320/11.+Logo+FLV.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Si svolgerà dal 29 settembre al 2 ottobre la quarta edizione del festival della letteratura di viaggio di Roma organizzato dalla Società Geografica Italiana e da Federculture. Quattro giornate dedicate al racconto del mondo attraverso le diverse narrazione del viaggio: incontri, dibattiti, mostre, proiezioni e tanto altro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Come ormai di consueto l’evento si svolgerà essenzialmente nella splendida cornice di villa Celimontana, idilliaco parco romano sulla sommità del Celio. Si terranno nei giardini di questa villa gli eventi principali con un palco allestito proprio davanti al cinquecentesco Palazzetto Mattei, sede dal 1926 della S.G.I, nel cui portico sarà allestita la Libreria del Viaggiatore con adiacente caffè letterario...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;In occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, il tema scelto nell’edizione del 2011 sarà “Viaggio in Italia, viaggi degli italiani”. Oltre trenta gli appuntamenti con viaggiatori e narratori a diverso titolo: scrittori, poeti, geografi, storici, filosofi, antropologi, giornalisti, fotografi, musicisti, registi, attori. A condurre gli incontri troviamo, anche per quest’anno, la brava giornalista Giovanna Zucconi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Tra i numerosi appuntamenti si segnala la giornata di sabato pomeriggio ricca di presenze degne di nota. Si partirà alle 17.30 con lo scrittore bolognese d’adozione e conoscitore di latinoamerica Pino Cacucci, seguirà poi l’incontro con due dei migliori giornalisti-scrittori italiani, Michele Serra e Paolo Rumiz, che parleranno dei viaggi fatti lungo il Belpaese in particolare quello in Panda da Ventimiglia a Trieste (1985) il primo e quello in Topolino sulle strade secondare degli Appennini (2006) il secondo. A concludere la giornata i due autori televisivi Patrizio Roversi e Syusy Blady che indagheranno su grandi misteri storici e geografici intorno al mondo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Da non perdere giovedi l’omaggio-ricordo dedicato a Tiziano Terzani con la partecipazione della moglie Angela Staude Terzani; venerdi il confronto con i direttori italiani di National Geographic e Geo; domenica la chiacchierata con i cronisti di importanti quotidiani sul mestiere di inviati-viaggiatori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Si terranno nei giardini del parco anche il laboratorio di scrittura e fotografia e cinque lectio magistralis (storia, geografia, fotografia, letteratura, musica). Infine sempre a Villa Celimontana vi sarà la mostra documentaria e fotografica “Sul Tetto del Mondo e nell’Impero di Mezzo” dedicata ai viaggiatori marchigiani in Asia Matteo Ricci e Giuseppe Tucci.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Lo Spazio Fontana di Palazzo delle Esposizioni ospiterà invece le mostre fotografiche “Encerrados, viaggio nelle carceri sudamericane” e “The Liquid Stage, storie di uomini e acqua”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Palatino Linotype&amp;quot;; font-size: 11pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Sempre a Palazzo delle Esposizioni ma nella sala cinema si terrà una rassegna televisiva dedicata agli sceneggiati d’autore sui grandi viaggiatori italiani.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 12pt;"&gt;Un programma denso di eventi, tutti gratuiti, che porteranno per quattro giornate a Roma angoli di mondo e della penisola, trasformando Villa Celimontana in una piccola casa del viaggio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;(pubblicato su Il Report, quotidiano on line)&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-705305724098062694?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/705305724098062694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2011/09/il-festival-della-letteratura-di.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/705305724098062694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/705305724098062694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2011/09/il-festival-della-letteratura-di.html' title='Il festival della letteratura di viaggio'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-TzWG6vfvsJc/Tn-aW22gSwI/AAAAAAAAADU/EY8B-tqHfhM/s72-c/11.+Logo+FLV.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-210010411195064703</id><published>2011-08-16T20:56:00.002+02:00</published><updated>2011-08-17T20:33:44.877+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='italia 2011'/><title type='text'>Italia 150. Viaggio in bici nel centro dello stivale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Nel cuore della penisola fra borghi medievali, piccoli paesi e le asprezze dell’Appennino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-oArhTQo_XSg/Tkq8OtLDk6I/AAAAAAAAADQ/AvhNSNKBzCc/s1600/italia150mappa.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="301" src="http://2.bp.blogspot.com/-oArhTQo_XSg/Tkq8OtLDk6I/AAAAAAAAADQ/AvhNSNKBzCc/s320/italia150mappa.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Come ormai di consueto ci ritroviamo seduti ad un tavolo a confrontarci per il viaggio estivo. Cartine sparse qua e là, qualche guida e tanta confusione. Nessun dubbio sul fatto che anche quest’anno ci troveremo a trascorrere una decina di giorni in sella alle nostre bici. Il difficile resta stabilire il dove.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Le idee e le proposte spaziano praticamente per tutti i luoghi d’Europa, ma nessuna appaga entrambi. Francesco boccia le mie numerose proposte estere e alla fine ripropone di visitare la penisola e fare rotta in Sicilia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Si apre un’incrinatura nelle mie difese. Questa volta mi ritrovo in parte sensibile alla richiesta. Alcune letture degli ultimi mesi mi hanno convinto che i numerosi piccoli borghi del nostro paese meritano di essere riscoperti, che non vanno abbandonati e che hanno molto da offrire. L’anniversario dei 150 anni dell’unità d’Italia offre un buon pretesto per dedicarci alla visita del nostro paese, nonché un titolo da consegnare al viaggio...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Penso al libro di Paolo Rumiz &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La leggenda dei monti naviganti&lt;/i&gt;, a quello di Emilio Rigatti &lt;i&gt;Italia fuorirotta &lt;/i&gt;e a Wu Ming 2 con &lt;i&gt;Il sentiero degli dei&lt;/i&gt; che hanno suscitato in me quella curiosità per i centri minori e così rilancio la proposta. “Vada per lo stivale però ci facciamo l’Appennino ed escludiamo le grandi città”. Immediatamente mi rendo conto della mia affermazione e mi mordo le labbra mentre un ghigno soddisfatto compare sul volto del mio compare. Porca miseria, ci sarà da faticare, chissà quante maledette salite dovrò affrontare, ma quel che è detto è detto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Alla fine tra una birra e l’altra decidiamo che orientativamente percorreremo le strade di Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Marche ma tutte le opzioni restano aperte. Si pensa addirittura di raggiungere Venezia o perché no Trieste. Altra grande novità che non stabiliremo nessun itinerario ma decideremo il percorso giorno per giorno, in base agli umori e ai dolori del momento e a quello che ci suggerirà la strada lasciandoci trasportare da un nome o da un panorama. Un viaggio molto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;easy&lt;/i&gt;, senza tappe fisse e troppi pensieri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Anche quest’anno mi presento al nastro di partenza con un allenamento scarso, anzi per dirla tutta praticamente inesistente. Un’unica uscita ciclistica degna di nota, mentre tutte le altre che avevamo progettato sono, per un motivo od un altro, saltate. Confermata la bicicletta del precedente viaggio, una mountain bike affidabile e robusta ma purtroppo eccessivamente pesante. So già che mi pentirò dell’eccessivo peso ma resto legato alla mia fida compagna, non mi sento pronto di mollarla per una da corsa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Non sono un ciclista, è la frase che mi ripeto e che ripeterò sicuramente spesso durante il vagabondaggio, ma un viaggiatore. Un globe trotter che usa i diversi mezzi di trasporto per scoprire lentamente i luoghi che attraversa, e così come molte volte ho preso treni e bus altre monto sulla sella o adopero i piedi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;D’altronde basta osservarmi per rendersene conto. Una bici che molti ciclisti snobberebbero, guardandomi con quell’aria che lascia intendere che tutte le rotelle a posto non devo averle e che non riuscirò mai nell’impresa; uno zaino legato sul portapacchi piuttosto che le utili, graziose e apposite sacche; un abbigliamento da uomo comune più adatto ad una passeggiata che ad una pedalata; qualche chilo di troppo che conferma il mio non essere un professionista.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Domani è il gran giorno, ultime concitate telefonate con Francesco. “Va bene allora deciso, treno fino a Chiusi e poi si inizia a pedalare. Ok ci vediamo alle 8.30 a Tiburtina”. Preparo lo zaino, controllo la bici, prendo i pochi attrezzi del mestiere. Ormai tutto è pronto, non resta che partire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-210010411195064703?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/210010411195064703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2011/08/italia-150-viaggio-in-bici-nel-centro.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/210010411195064703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/210010411195064703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2011/08/italia-150-viaggio-in-bici-nel-centro.html' title='Italia 150. Viaggio in bici nel centro dello stivale'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-oArhTQo_XSg/Tkq8OtLDk6I/AAAAAAAAADQ/AvhNSNKBzCc/s72-c/italia150mappa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-3844448563901837282</id><published>2011-07-31T20:43:00.001+02:00</published><updated>2011-09-11T17:18:16.124+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bosnia erzegovina 2010'/><title type='text'>Mostar, un ponte fra le culture</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-dCIkjnqBoeA/TjWh9ULGkWI/AAAAAAAAADM/LsZEwx3L2-k/s1600/1+517.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-dCIkjnqBoeA/TjWh9ULGkWI/AAAAAAAAADM/LsZEwx3L2-k/s320/1+517.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Sono circa le 12 quando arrivo a Mostar, fa un caldo torrido e la città mi sembra deserta. Lascio la stazione e mi incammino alla ricerca di un letto per la notte. Trovo posto in un piccolo ostello a gestione familiare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Giungo in centro e un via vai di persone mi circonda, i bar sono pieni di uomini e donne che bevono caffè e parlottano. I numerosi edifici che supero sono tutti crivellati di colpi, probabilmente schegge di mortai o proiettili di armi di grosso calibro.&amp;nbsp; A 16 anni di distanzi restano ancora là, sotto gli occhi di tutti, i segni della tragedia che si è consumata in questa magnifica terra... &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;L’incontro con la prima moschea e con l’imponente minareto dal quale risuona la voce del muezzin, mi avvisa che sto per entrare nella città vecchia. Le vie acciottolate dell’antico quartiere di epoca ottomana, pieno di negozi di artigiani, restano tuttora un piccolo gioiello. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Spettacolare, affascinante, meraviglioso. Lo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;stari most,&lt;/i&gt; il ponte vecchio che collega le due sponde della Neretva e che dà il nome alla città, si apre davanti ai miei increduli occhi. Quello che fu per secoli il simbolo di questo luogo, e che poi divenne l’emblema della tragedia che si stava consumando nei Balcani, è stato oggi ricostruito in maniera fedele all’originale. Realizzato nel 1566 venne distrutto nel 1993 dai bombardamenti croati, ma fortunatamente nel 2004 fu eseguita l’opera di restauro riconsegnando alla città un patrimonio fondamentale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Oggi è l’attrazione turistica principale e vede centinaia di persone visitarlo ogni giorno, purtroppo molti di essi scappano via senza ammirare le altre meraviglie ma soprattutto senza vivere le atmosfere che offre questo luogo. Proseguendo una vecchia tradizione, i membri del club dei tuffatori si cimentano in spettacolari salti proprio dalla balaustra del ponte, non prima però di aver raccolto intorno a sé gli incuriositi turisti ed aver racimolato una determinata somma in denaro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Poco più avanti l’ultimo lembo della zona musulmana, pieno di ristorantini e caffè, prima di giungere in Bulevar/Starcevica, quella che fu la linea del fronte. La via, parallela al fiume, divide i quartieri bosniaco-musulmani situati ad oriente da quelli croato-bosniaci situati ad occidente. &amp;nbsp;E’ qui che i segni della guerra sono maggiormente vivi e palpabili. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Una lunga serie di edifici completamente distrutti, un’immagine di devastazione totale. Fabbricati senza tetti, muri abbattuti, cumuli di macerie, solo scheletri di quello che furono. La follia umana appare chiara, come in un flash la realtà ti porta a pensare a quei lunghi giorni di guerra, a quelle che erano le abitazioni e le vite di centinai di esseri umani.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Avventurandosi all’interno, oltre ai detriti e immondizia è ancora abbastanza facile trovare numerosi bossoli. Nessuno ancora è stato in grado di recuperare quei luoghi, di restituirli ad una vita migliore, ma forse è bene così. Un monito costante per le future generazioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Miran è un ragazzo di 32 anni, è lui il gestore e proprietario del mio alloggio. Un tipo simpatico ed intelligente che ama parlare e conoscere persone. Nel piccolo e grazioso giardino del suo ostello, dove su un muretto campeggiano delle granate, mi racconta la sua storia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Poco più che ragazzo durante il conflitto ricorda bene quei difficili momenti. Non ha combattuto ma ha dato il suo contributo portando viveri, medicinali e aiutando i feriti. Il suo volto diventa serio e triste quando mi parla dei parenti e degli amici che non ci sono più, uccisi in un conflitto fratricida. Uomini e donne che fino a poco tempo prima vivevano insieme, in pace ed armonia, in un unico grande paese e che poi furono travolti da una follia etnica e nazionalistica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;La tragedia non riguarda solamente gli anni della guerra ma anche i seguenti. Il suo racconto prosegue infatti con il periodo della difficile e dura ricostruzione in cui svolse il servizio militare. La sua rabbia esplode quando mi parla dell’Onu e dei caschi blu, pronti ad offrire qualche migliaio di dollari al mese a chi si fosse offerto di partecipare allo sminamento di zone isolate e fuori città, mentre a Mostar uomini e donne continuavano a morire sulle mine antiuomo. Risentimento e dolore si alternano sul suo volto, “&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;io volevo aiutare i miei concittadini, salvare vite umane, ma a loro questo non importava&lt;/i&gt;”. Ormai non riesce più a trattenersi, il pensiero va alle persone care perse e sulle sue guance scorrono le lacrime.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;“&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Quelli si che erano bei tempi&lt;/i&gt;”, la repubblica Jugoslavia è rimpianta e ricordata come un periodo felice. “&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Potevamo girare tranquillamente in tutta Europa ed eravamo rispettati come popolo&lt;/i&gt;”. “&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Lavoro, casa, istruzione, sanità, avevamo tutto e non importava se eri serbo, croato o musulmano, si viveva insieme con rispetto ed armonia e tutti con le stesse opportunità&lt;/i&gt;”. Ringrazio Miran per la preziosa chiacchierata, uno sguardo di intesa poi la stretta di mano e gli auguri per una vita felice.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;(pubblicato su &lt;i&gt;Il Reporter&lt;/i&gt; quotidiano on line)&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-3844448563901837282?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/3844448563901837282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2011/07/mostar-un-ponte-fra-le-culture.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/3844448563901837282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/3844448563901837282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2011/07/mostar-un-ponte-fra-le-culture.html' title='Mostar, un ponte fra le culture'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-dCIkjnqBoeA/TjWh9ULGkWI/AAAAAAAAADM/LsZEwx3L2-k/s72-c/1+517.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-8771551961462607504</id><published>2011-06-26T19:34:00.002+02:00</published><updated>2011-06-27T13:43:46.026+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='varie'/><title type='text'>Thomas è a Roma</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-0LfaJMdQ81A/TgdtUoeLahI/AAAAAAAAADI/RB7rCoKNn8U/s1600/174605_153302828046642_1108962_n.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-0LfaJMdQ81A/TgdtUoeLahI/AAAAAAAAADI/RB7rCoKNn8U/s1600/174605_153302828046642_1108962_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;E' con molto piacere che annuncio, con queste poche righe, l'arrivo a Roma di Thomas.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Thomas è il ragazzo slovacco che abbiamo conosciuto lo scorso anno durante il viaggio da vienna a zagabria e che ci ha aiutato a trovare una sistemazione nella cittadina di Sturovo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La sua non è una semplice visita di cortesia e neanche una normale vacanza. Infatti, come ci aveva già annunciato nel nostro primo incontro, sta facendo un viaggio desiderato e preparato da diverso tempo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Partito dalla sua città natale il 14 maggio è arrivato ieri a Roma dopo aver percorso poco più di 3000 Km in bicicletta. Il suo viaggio è solamente a metà, infatti quando il 14 agosto rientrerà a casa avrà percorso oltre 6000 Km. Il suo itinerario si articola principalmente nel nostro paese, e l'ingresso è avvenuto dopo aver attraversato Austria, Germania e Svizzera. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scenderà lungo la penisola seguendo la dorsale tirrenica e dopo aver raggiunto la punta dello stivale, risalirà da quella adriatica. Lascierà il bel paese da Trieste e farà rotta verso casa passando per Slovenia e Ungheria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Buon viaggio Thomas, siamo con te in questa piccola grande impresa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di seguito i suoi link,&amp;nbsp; &lt;/div&gt;http://www.majeristvan.emlektura.hu/&lt;br /&gt;http://www.facebook.com/majeristvan.emlektura&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-8771551961462607504?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/8771551961462607504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2011/06/thomas-e-roma.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/8771551961462607504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/8771551961462607504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2011/06/thomas-e-roma.html' title='Thomas è a Roma'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-0LfaJMdQ81A/TgdtUoeLahI/AAAAAAAAADI/RB7rCoKNn8U/s72-c/174605_153302828046642_1108962_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-7803935264388214523</id><published>2011-03-21T19:33:00.002+01:00</published><updated>2011-03-21T19:34:29.170+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vienna-zagabria 2010'/><title type='text'>In bicicletta da Vienna a Zagabri 4</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;UN BICCHIERE DI KOFALA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-1cgMw_EAoEg/TYeZjbWMQDI/AAAAAAAAADE/2L94Fwah8lQ/s1600/1+144.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="https://lh5.googleusercontent.com/-1cgMw_EAoEg/TYeZjbWMQDI/AAAAAAAAADE/2L94Fwah8lQ/s320/1+144.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Le operazioni di preparazione dei bagagli si protraggono a lungo, lasciamo l’immensa residenza quando il sole è già alto. Prima di lasciare la città dei fiumi ci concediamo una visita del suo affascinante centro. Andiamo a zonzo un po’ per le antiche e strette vie soffermandoci a vedere la cattedrale vescovile, le chiese sparse qua e là, l’imponente piazza del mercato. Alziamo gli occhi al cielo dove volteggiano, a bassa quota, piccoli aeroplani ad elica. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Anche oggi uscire dall’urbe richiede tempo e pazienza. Andiamo ancora verso oriente, due le opzioni. Prendere la statale numero uno raggiungere il Danubio e costeggiarlo fino alla nostra destinazione odierna, oppure passare all’interno per una strada secondaria, arrivare a Tata e da qui tagliare in direzione del fiume. Ci incamminiamo su questa seconda ipotesi visto anche che, in teoria, sulla statale uno il traffico è interdetto alle biciclette. Fino ai margini di Gyor utilizziamo la pista ciclabile, poi sparisce nel nulla e non ci resta che proseguire sulla stretta e poco traffica carreggiata...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Intorno a noi il deserto rappresentato da distese immense di campi, sopra un sole cocente che riscalda l’aria e brucia la pelle, all’orizzonte enormi pale eoliche. L’utilizzo di energie rinnovabili è fondamentale per lo sviluppo di una nazione. Un sistema integrato basato sull’uso del sole e del vento, oltre a riparare agli enormi danni ambientali che la nostra società sta causando, risolverebbe anche i problemi energetici ed economici. Purtroppo l’Italia è ancora arretrata, non vi sono politiche serie e quella che potrebbe essere una ricchezza per un popolo corre il rischio di trasformarsi nell’ennesima speculazione. Francesco è molto interessato all’argomento e ne sa sicuramente molto più di me, in fin dei conti questo è il suo campo di studio e lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Bony, Bana, Babolna, minuscoli villaggi che diventano i nostri traguardi volanti. Brevi soste solamente per rinfrescarci e fare scorta di acqua fredda dalle inseparabili fontanelle blu. Avviene anche il primo incontro del viaggio con una cicogna. La vedo ferma, immobile, nel suo splendido nido eretto sopra un piccolo traliccio della corrente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;La monotonia della strada e del territorio, un leggero saliscendi continuo fra campi coltivati, e la calura degna delle peggiori estati romane fiaccano il morale. Le mie soste aumentano a dismisura e si concentrano sotto quei pochi arbusti che concedono un po’ di ombra e sollievo per l’anima e il corpo. Francesco, beato lui, sembra quasi immune da tutto ciò, invece di fermarsi gironzola avanti e indietro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Appare all’orizzonte come un miraggio ma presto si materializza in realtà. Tata, chiamata la città delle acque, sorge sui laghi Oreg e Cseke. Ci concediamo una lunga sosta per visitarla e approfittiamo anche, essendo ora di pranzo, per abbuffarci con un delizioso kebab. Il pezzo forte della città è il castello gotico dalla forma quadrangolare, ornato da quattro torri d'angolo costruito agli inizi del 1400. Il castello è protetto da una parte dal lago Öreg mentre dal lato nord-ovest e sud-ovest da un fossato d'acqua; per rafforzare il sistema protettivo intorno al 1570 fu recintato da mura con bastioni e casematte italiani. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Mi sento rigenerato, carico, fresco come una rosa e pronto a cimentarmi in una nuova impresa. I segni dei faticosi 50 km percorsi restano solamente sul mio viso, rosso più della maglietta della Roma che indosso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Riprendiamo la marcia puntando verso il Danubio. Pochi illegali chilometri sulla statale uno e poi svolta per il borgo di Szomod. Un cartello indica che la strada è chiusa. Ci fermiamo, ragioniamo. Abbiamo poche alternative, questa stradina ci consente di attraversare le colline che ci separano dal fiume ed è l’unica esistente. Di tornare indietro e intraprendere l’altra via non se ne parla proprio, si allungherebbe troppo. Andiamo avanti confidando nella buona sorte. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Inizia una dura e faticosa salita verso Dunaszentmiklos, di fronte a me una costante ascesa. Maledico la decisione di seguire questo itinerario, avrei preferito allungare piuttosto che scalare. Mentre la mia velocità scende drasticamente attestandosi a 5 orari, Francesco se ne va su leggero come un fringuello e presto mi abbandona. La pendenza non è eccessiva ma è regolare, zigzago da una estremo all’altro della via sperando così di addolcirla. Ad ogni curva che nasconde il proseguo vi è la speranza di esser giunti alla sommità, ma tutto è vano. Una coppia di anziani signori ha desistito al tentativo, li sorpasso, li guardo e nella mia testa l’idea che a breve anche io farò come loro. Altre curve, una serpe morta sull’asfalto, cerco rapporti ancor più leggeri ma è da un pezzo che sono al limite. Poco dopo mi trovo a spingere la bicicletta, è piacevole camminare e molto meno faticoso. Chi se ne frega, non ho nulla di cui vergognarmi, non devo battere nessun record né superare nessuna sfida, l’importante è viaggiare, proseguire, indipendentemente dal come.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Ritrovo Francesco al culmine della salita, poco dopo il tratto di strada interrotto per cedimento con evidenti solchi profondi e dislivelli nell’asfalto, fortunatamente a piedi come in bici si può proseguire. Siamo nel piccolo villaggio a circa 5 km dal Danubio, lo possiamo ammirare dall’alto in tutta la sua maestosità. Ci buttiamo a capofitto nella rapida discesa, la stradina non è in buone condizioni e così tocchiamo i freni di tanto in tanto. Giù a 40 orari con solo la paura che lo zaino si possa spostare e farmi fare un volo indimenticabile, pochi minuti e siamo già a quota zero e all’imbocco con la statale 10.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Procediamo spediti sulla bella ciclabile che costeggia la carreggiata, in diversi tratti separata da guardrail, attraversando piccole località connesse una all’altra. Un ambiente allegro e vivo che sfrutta sicuramente l’influenza del grande vicino. I chilometri aumentano oltre ogni nostra previsione, il bivio per Esztergom e l’illusione di essere arrivati. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;L’entrata in città è quasi trionfale, sono le 19 e dobbiamo trovare un alloggio. Con un ultimo sforzo raggiungiamo la cittadella dove ha sede l’imponente cattedrale, simbolo del luogo, con i suoi 118  metri per 49 e con una cupola di 33 metri di diametro e 71 d'altezza. Nell’adiacenza della Basilica si trovano i ruderi dell’ex Palazzo Reale e poi vescovile ed qui che si dovrebbe trovare un ostello indicato dalla guida. Entriamo, memori dell’esperienza di Gyor, ma alla nostra richiesta la risposta è negativa, nessun ostello. Il custode ci fa capire che sempre sullo slargo se ne dovrebbe trovare uno, ma che risulta inesistente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Fermi nell’enorme piazza a decidere il procedere. Non ci resta che provare al campeggio. Un ciclista a qualche decine di metri da noi ci saluta, ricambiamo e si avvicina. Tomas, offre immediatamente il suo aiuto e ci guida in città alla ricerca di un posto per la notte. Ci fermiamo in un ostello ma non c’è nessuno, prova anche a telefonare ma non riceve risposta. Poi tentiamo in un alberghetto ma costa troppo per le nostre tasche. Ringraziamo il nostro amico fin troppo gentile e a cui non vogliamo sottrarre altro tempo, ma lui non ci molla, ormai deve trovarci una sistemazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Superiamo il lungo ponte che collega le due sponde del fiume, siamo a Sturovo, Slovacchia e qui Tomas ci assicura che troveremo qualcosa. Si ferma sotto un insegna, prende il cellulare e compone un numero, poco dopo ci chiede se 14 euro per una stanza ci vanno bene. Un largo sorriso compare sui nostri volti, c’è da aspettare un po’ prima di poter andare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Seduti in un bar sorseggiamo un bicchiere di Kofala, bevanda analcolica tipica che a me ricordo un po’ il chinotto. Il nostro nuovo amico è slovacco ma lavora come somelier in un ristorante di Esztergom e abita a 30Km da qui. Per un periodo ha vissuto in Olanda, è un ciclista molto più bravo ed esperto del sottoscritto ed ogni giorno copre la distanza casa lavoro con la sua mountain bike impiegando circa un’ora. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Raccontiamo del nostro viaggio e si mostra molto interessato, poi ci parla dei suoi e del progetto che ha per l’anno a venire. Partendo dalla sua terra vorrebbe, passando per Austria, Germania e Svizzera entrare in Italia e scendere sulla costa Tirrenica, risalire da quella Adriatica ed infine attraversando Slovenia e Ungheria ritornare a casa. Un itinerario di circa 6000 Km da percorre in 100 giorni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Il feeling con Tomas è incredibile, ci scambiamo consigli ed informazioni tecniche ma come nelle favole più belle arriva il momento dei saluti. E buio quando ci accompagna al nostro alloggio, una graziosa casettina prefabbricata di due stanze bagno e cucina, appena fuori dal centro. Purtroppo non siamo gli unici ospiti, una colonia di feroci zanzare si butta a capofitto sui nostri indifesi corpi. Un paio di foto di rito, lo scambio dei contatti e la promessa di fare qualche tappa con lui in Italia. Ciao Tomas, il tuo aiuto è stato fondamentale, a presto amico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Il contachilometri segna ben 120, nostro record personale, in quasi 7 ore ad una media di 17,5. E’ stata una lunga ed intensa giornata ma non puoi certo finire così. Camminiamo nelle zona pedonale del piccolo centro cittadino alla ricerca di un taverna dove cenare, ma sono già le 22.30 di domenica ed è tutto chiuso. Nella mia mente stavo già pregustando gli squisiti gnocchetti slovacchi, la delusione si impossessa di me. Eccolo un buon motivo per ritornare in questa terra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Sorseggiando una bionda assistiamo alla finale dei mondiali, e proprio quando ormai i rigori sembravo l’unico modo per sancire il vincitore, il gol di Iniesta gela tutti e regala alla Spagna il primo titolo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Ma non siamo ancora stanchi e così seguendo un suggerimento raggiungiamo l’unico locale cittadino. Dolphin, un posto veramente underground, arredo spoglio praticamente inesistente, muri bianchi grezzi e tetto di lamiera, mi piace. Alcune decine di giovani e non solo, si scatenano a ritmo di una musica che va dai successi degli anni ottanta alle ultime hit, passando per canzoni tradizionali e un po di rock. E’ un ambiente divertente e non possiamo tirarci indietro, anche noi siamo travolti dalle danze.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 12pt;"&gt;A tarda notte l’ultima sorpresa di questa indimenticabile giornata. La ruota posteriore della bici di Francesco è completamente a terra. La prima foratura del viaggio, ce l’aspettavamo, ma non di certo in questo modo. Impassibili, nulla può rovinare questo momento, ci avviamo a piedi, spingendo le nostre compagne di strada, verso il meritato riposo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-7803935264388214523?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/7803935264388214523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2011/03/in-bicicletta-da-vienna-zagabri-4.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/7803935264388214523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/7803935264388214523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2011/03/in-bicicletta-da-vienna-zagabri-4.html' title='In bicicletta da Vienna a Zagabri 4'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh5.googleusercontent.com/-1cgMw_EAoEg/TYeZjbWMQDI/AAAAAAAAADE/2L94Fwah8lQ/s72-c/1+144.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-7376265281804670060</id><published>2010-12-31T17:39:00.002+01:00</published><updated>2010-12-31T17:40:47.288+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vienna-zagabria 2010'/><title type='text'>In bicicletta da Vienna a Zagabria 3</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;LIBERANDOSI DI TUTTO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TR4HAfM8nPI/AAAAAAAAAC8/THzOM2HPuZ0/s1600/1+173.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TR4HAfM8nPI/AAAAAAAAAC8/THzOM2HPuZ0/s320/1+173.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;La sveglia suona abbastanza presto. Come ogni mattina da qui ai prossimi giorni prepariamo le nostre borse e carichiamo tutto sulle bici. Francesco è incredibilmente lento, ha i suoi ritmi e tra una cosa e l’altra passa circa un’ora da quando si alza. Ma non mi dispiace attendere, un modo per trascorrere il tempo si trova sempre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Alle 10.00, dopo la classica incertezza iniziale per trovare la giusta via, lasciamo Bratislavia e riprendiamo la ciclabile numero 6 che ci condurrà in terra magiara. Il sole è già alto e cuoce, il caldo è torrido, il cielo è limpido e all’orizzonte neanche una nuvola. Decine i ciclisti che incrociamo, poi persone con i rollerblade e altre che fanno jogging. Riflettendo è sabato mattina e gli abitanti della capitale slovacca si stanno godendo la fantastica giornata su questa incredibile strada...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Siamo meravigliati, felicemente sorpresi. Non ce lo aspettavamo e neppure potevamo immaginarlo. La ciclabile che lascia la capitale si trasforma presto in una vera e propria strada statale a due corsie con tanto di guardrail, segnaletica e asfalto perfetto. A fianco invece resta una stradina più stretta che costituisce il classico circuito riservato alle bici. Un istantaneo ragionamento ci porta a ritenere che probabilmente si tratta di una strada ormai chiusa al traffico e diventata il regno della mobilità lenta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Non riesco a stargli dietro, lo lascio andare, uno scatto di orgoglio e adrenalina. Francesco è in fuga, è andato a ruota di un ciclista che ci ha sorpasso ma che pedala con scioltezza nonostante gli oltre 30 orari. Ci ritroviamo poco dopo, rallentiamo il ritmo e ci godiamo il paesaggio. Prati e boschi ci circondano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;All’improvviso un lago, gli occhi ci brillano ed il caldo ci opprime. Decine le persone sulle sue sponde ed anche qui, come a Vienna, scopriamo che la maggior parte è completamente nuda. Freniamo, torniamo indietro e decidiamo di fermarci. Cerchiamo un posto un po’ isolato, un strano senso del pudore ci impedisce di metterci vicino agli altri. Dopo un imbarazzo iniziale e al grido “ma chi se ne frega” ci spogliamo liberandoci di tutto e ci tuffiamo in acqua godendo del meritato refrigerio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Riprendere a pedalare dopo una piacevole sosta è sempre difficile, soprattutto quando la tua pelle comincia ad abbrustolirsi sotto un sole implacabile. D’improvviso la ciclabile si interrompe e di fronte ad un bivio prendiamo ovviamente la strada sbagliata. Continuiamo a costeggiare il fiume blu ma proseguendo per questa rotta non raggiungeremo mai il confine magiaro. Si torna indietro, perso altro tempo prezioso che sommato alla lunga pausa ci farà arrivare anche stavolta tardi a destinazione. D’altro canto il bello del viaggiare in bici è anche questo, spesso sono proprio gli imprevisti che regalano incontri stupendi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Quest’anno avevamo deciso di fare tappe più brevi, cosa che si rivelerà completamente errata, per giungere alle varie mete in orari decenti che ci consentissero di apprezzare i diversi luoghi. Anche oggi arriveremo al calar delle tenebre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Nuovamente un confine in stato di abbandono, la dogana ormai è roba di altri tempi. Entriamo in terra ungherese e fortunatamente, dopo qualche centinaio di metri, lasciamo immediatamente la statale 150 seguendo le indicazioni per il circuito eurovelo 6. Svoltiamo addentrandoci nel paesino di Rajka. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;La piccola piazzetta ci regala il primo incontro con il bene più prezioso per un essere umano. Incrociamo la prima fontanella blu, un colore che impareremo a distinguere bene e che ci regalerà d’ora in poi una gran gioia. Sarà infatti la prima di una lunga serie di fontanelle, con una pompa per far uscire il prezioso liquido, che scopriremo essere disseminate in tutta l’Ungheria, anche e soprattutto nei minuscoli villaggi e paesini che ci troveremo ad attraversare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Le indicazioni per la pista ciclabile, rappresentate da un’inconfondibile segnale verde e giallo, ci portano a deviare per strade secondarie. Nessuna corsia riservata alle due ruote ma carreggiate poco trafficate e in pessime condizioni. Vi sono buche ovunque, l’asfalto solcato di crepe ci impedisce di camminare ai margini e ci costringe a diventare i padroni della via.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Attraversiamo uno dopo l’altro microscopici villaggi, molti hanno in comune il prefisso del nome che trae origine dal Danubio che scorre nelle vicinanze. Proseguiamo verso est, l’arrivo è ancora lontano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Lipot, un immenso parcheggio colmo di automobili, non ne capiamo il motivo. Un piccolo paesello di circa 500 anime, eppure qui oggi ci saranno centinaia se non migliaia di persone. Ci fermiamo approfittando dell’ennesima fontanella, della curiosità e di una buona occasione per riposarci. Leggiamo i cartelli e scopriamo che qui vi è un importantissimo e famoso centro termale. Una serie di piscine si trova oltre le mura ed il cancello che ci si pone dinanzi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Ripartiamo, ma subito la nostra attenzione viene catturata. Musica a tutto volume, un vociare allegro di fondo, odore di prelibatezze alla brace. Nel piccolo parco che domina il centro del borgo si sta svolgendo una festa. Parcheggiamo i nostri bolidi e ci intrufoliamo a dare un’occhiata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Siamo a meno di 30 km dal traguardo giornaliero. Superato il paesino di Hedervar ritroviamo la ciclabile. La pista destinata alle bici corre parallela alla statale che comincia anche ad essere più trafficata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Come capita sempre, più si è vicini alla meta e più sembra che ci si allontani. Per coprire questa breve distanza impieghiamo infatti molto tempo. Le soste aumentano a dismisura ed il mio sedere chiede pietà, vorrebbe fermarsi e non andare avanti. Il dolore è quasi insopportabile e il sollievo dato dalle pause dura solo qualche breve istante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Senza quasi accorgecene siamo a Gyor, “finalmente”. Ci avventuriamo alla ricerca di una residenza universitaria che in estate dovrebbe funzionare anche da ostello. Giriamo intorno ai palazzi ma non c’è traccia dell’entrata. Chiediamo, qualcuno non sa, altri ci indicano l’edificio che continuiamo a circondare. Imbocchiamo una piccola stradina che ci porta all’interno del complesso. Un immenso cortile, un piccolo bar e alcuni negozi, dall’altro lato l’accesso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Il portiere parla solo ungherese ma con semplici gesti e qualche parola riusciamo a farci capire ed avere una camera per due. Ma gli ostacoli non sono finiti. Non abbiamo fiorini con noi e così parto alla ricerca di un cambio. Incredibilmente non riesco a trovare un ufficio, percorro tutte le vie e quando mi imbatto in uno di questi la triste scoperta. Sabato pomeriggio è tutto chiuso. Siamo costretti così a prelevare dal bancomat.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Nella graziosa camera tiriamo il bilancio della giornata. 98 km percorsi in 5 ore e un quarto ad una media di quasi 19  km/h. Siamo soddisfatti, orgogliosi della prestazione addirittura migliore del giorno precedente. Dobbiamo continuare così, anzi ora dovremmo cercare di ridurre i tempi morti dovuti alle numerose, seppur brevi, pause che ci concediamo. Sulle ali dell’entusiasmo e stretti dai morsi della fame ci avviamo verso la città vecchia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Oramai l’oscurità è calata su di noi, decidiamo di rimandare l’aspetto culturale a domani mattina, per ora prioritario è il cibo. Qualche ristorantino, diversi bar ma non è quello che cerchiamo, sfortunatamente nessuna “trattoria” economica che serve piatti tipici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Andiamo dietro una folla di giovani, del fumo si alza in lontananza e sulle sponde del Raba, un’affluente del Danubio, scopriamo esserci una festa. Una sorta di festival estivo dello sport, ci sono banchetti gastronomici e un maxischermo che sta proiettando la finale per il terzo posto. E’ vero, ce l’eravamo dimenticati, ma ci sono i mondiali di calcio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Carne alla brace, una strana ma buona specie di pizza, non saprei proprio come definirla e delle ghiacciate Dreher. Sdraiati sul prato osserviamo la Germania battere purtroppo l’Uruguay 3-2. Dopo aver gironzolato un po’ alla ricerca di un locale dove divertirci ci fermiamo nell’ex piazza del mercato a fare due chiacchiere rinfrescandoci con una granita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 12pt;"&gt;La stanchezza si fa sentire e sotto pressione di Francesco decidiamo di rientrare nonostante sia solamente mezzanotte. Ma proprio vicino al nostro ostello troviamo un locale. Lo costringo ad entrare. E’ situato proprio sul Danubio o per essere precisi su un ramo laterale. Ci godiamo un birra ammirando dai tavoli il bel fiume che seguiremo ancora per due giorni. I pensieri volano e con loro la mia fantasia, sarebbe bello accompagnarlo fino al mar Nero.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-7376265281804670060?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/7376265281804670060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/12/in-bicicletta-da-vienna-zagabria-3.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/7376265281804670060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/7376265281804670060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/12/in-bicicletta-da-vienna-zagabria-3.html' title='In bicicletta da Vienna a Zagabria 3'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TR4HAfM8nPI/AAAAAAAAAC8/THzOM2HPuZ0/s72-c/1+173.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-6962320213099336092</id><published>2010-10-25T18:35:00.005+02:00</published><updated>2010-10-26T13:19:50.523+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vienna-zagabria 2010'/><title type='text'>In bicicletta da Vienna a Zagabria 2</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;UNA CICLABILE TROPPO PERFETTA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TMWxm6l-XHI/AAAAAAAAACw/fqOVWi4NcTc/s1600/p+copia.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TMWxm6l-XHI/AAAAAAAAACw/fqOVWi4NcTc/s320/p+copia.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Il marciapiede della stazione Meidling di Vienna è ormai deserto. Siamo rimasti solo noi tre impegnati nel montaggio delle bici. La mountain bike di Fabrizio è un vero spettacolo, un mezzo di alto livello che ci confessa di aver pagato “solo” 600 euro grazie agli incentivi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Di essere in Austria te ne accorgi subito. Appena fuori troviamo immediatamente una pista ciclabile. Bella, pulita, perfetta. L’asfalto liscio senza crepe o buche. Seguiamo le indicazioni, la nostra destinazione è Stephans Platz. La via destinata ai ciclisti non ci abbandona mai. I viennesi ci sorpassano da tutte le parti, qui la bici insieme a metro e treno è il più diffuso mezzo di trasporto....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;L’incantevole chiesa gotica è nuovamente davanti i miei occhi. Dieci anni fa l’ultima volta che ero stato qui. Rifletto sul passere inesorabile del tempo. “Comincio a farmi vecchio” è quello che penso. Ma nulla sembra essere cambiato nella mia mente, ancora una volta pronto ad affrontare un viaggio e tutto quello che comporta. Mille avventure e centinaia di incontri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Dopo una foto di rito salutiamo Fabrizio. Noi stiamo per lasciare la città dei musicista per la piccola e vivace Bratislava percorrendo 93 km lungo la pista ciclabile più famosa d’Europa, quella parallela al Danubio. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Il sole è alla sua massima altezza. Ci dirigiamo ad est alla ricerca del corso d’acqua. Non riusciamo a vederlo ma sappiamo che è là, oltre quegli edifici e la ferrovia che gli corre a fianco. Stiamo ormai ai margini della città. Eccolo, finalmente un cavalcavia, oltrepassiamo le sede ferrata e ci ritroviamo sulla sponda del fiume.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Una diga, a destra un’enorme scalo merci ferroviario che funge da interporto. Il ferro qui fortunatamente è preferito al trasporto su gomma. Un ponte e ci ritroviamo sull’altra sponda o è quello che pensiamo. Invece no. Siamo su un isolotto nell’immenso fiume. Vediamo uomini e donne in acqua, altri a prendere il sole ed ecco la sorpresa. Sono tutti nudi, e si, inaspettatamente siamo in una sorta di spiaggia per nudisti. Proseguiamo con un certo imbarazzo, filando sulla nostra via senza nessuna o quasi distrazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Finalmente, eccola, dopo aver perso circa mezz’ora l’abbiamo imboccata. La ciclabile che ci porterà fino alla capitale slovacca. La segnaletica riporta le varie distanza e il numero sei del circuito europeo eurovelo che ci accompagnerà fino a Budapest. Pranzo con wurstel e birra in uno dei diversi chioschi situati lungo il percorso. Ci fanno compagnia due ragazzi inglesi che fanno il nostro stesso tragitto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Il fondo continua ad essere buono, maciniamo chilometri e abbiamo seminato i sudditi di sua maestà. Il sole cuoce il nostro volto, iniziamo a prendere quella tintarella tipica dei ciclisti o anche dei muratori. Ce ne dovremmo abituare perchè il caldo ed il sole non ci abbandoneranno mai durante il viaggio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Il lungo ponte sembra non finire mai, la maestosità del fiume è impressionante. Giungiamo nella graziosa Hainburg an Donau, in lontananza Bratislava, a meno di 20 km. La ciclabile si interrompe, proseguiamo per poco sulla statale 9 poi eccola di nuova. Costeggiamo campi coltivati e la ferrovia che cattura la mia attenzione. Singolo binario elettrificato, osservo la linea di contatto e le sospensioni…piccola deformazione professionale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Sulla nostra destra il vecchio confine, ora abbandonato. Fa un certo effetto vedere una delle dogane che rappresentava la cortina di ferro giacere in uno stato di degrado. Senza nemmeno accorgecene siamo nella repubblica slovacca anche se il fondo stradale ci fa percepire questo passaggio. L’ultima fatica è oltrepassare il ponte nuovo e poi eccoci in pieno centro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Alloggiamo in un grazioso ostello e dopo una meritata doccia rigenerante facciamo i primi calcoli. Siamo soddisfatti di aver chiuso la tappa in poco più di 5 ore e con una media di 18 km. Meglio di quello che ci aspettavamo. Se il buongiorno si vede dal mattino non potremmo che migliorare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Usare la ciclovia è stato gradevole e sicuro ma ciò non ci ha permesso di entrare in contatto con la gente del posto, di attraversare minuscoli villaggi, di fare incontri imprevisti nonostante le decine e decine di ciclisti incrociati. Oggi è sicuramente stato utili ma già da domani valuteremo se proseguire oppure continuare sulle strade statali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;La giornata volge al termine, usciamo per dedicarci alla visita della città. Le stradine del centro antico e il piacente viale alberato Hviezdoslavovo, il castello e la porta di San Michele, poco tempo ma riusciamo a vedere tutto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Cena con ottime birre locali e i gustosi &lt;i&gt;Bryndzove halusky,&lt;/i&gt; i mitici gnocchetti serviti con formaggio di pecora e lardini abbrustolini, che da anni speravo di rimangiare. Vicino a noi due tedeschi che tracannano birra a volontà, due chiacchiere e una bevuta in compagnia poi ci diamo appuntamento davanti a un locale per terminare la serata, ma non ci incontreremo più.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 12pt;"&gt;La musica esce a tutto volume, prendiamo parte alla movida del venerdì notte entrando e uscendo dai diversi disco pub situati uno vicino all’altro. Siamo proprio dei pessimi atleti, o meglio io lo sono visto che devo convincere Francesco a fare tardi. Ad una certa però mi abbandona sopraffatto dal sonno e dalla stanchezza. Verso le 4 decido anche io di rientrare, fra poche ore la sveglia e molti chilometri da affrontare.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-6962320213099336092?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/6962320213099336092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/10/in-bicicletta-da-vienna-zagabria.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/6962320213099336092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/6962320213099336092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/10/in-bicicletta-da-vienna-zagabria.html' title='In bicicletta da Vienna a Zagabria 2'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TMWxm6l-XHI/AAAAAAAAACw/fqOVWi4NcTc/s72-c/p+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-5183049516911221171</id><published>2010-09-27T18:58:00.000+02:00</published><updated>2010-09-27T18:58:41.408+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='varie'/><title type='text'>ciclomundi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TKDHMAgZDrI/AAAAAAAAACs/5hWocQaPrvk/s1600/ciclomundi-siena-bassa-264x300.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TKDHMAgZDrI/AAAAAAAAACs/5hWocQaPrvk/s1600/ciclomundi-siena-bassa-264x300.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il passato fine settimana, con molto piacere ed interesse, ho potuto partecipare alla terza edizione di ciclomunci, il festival nazionale del viaggio in bicicletta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'evento, che si è svolto nella bellissima cornice della città di Siena, ha visto la partecipazione di moltissimi viaggiatori e scrittori. Molti gli incontri interessanti organizzati, peccato che non era possibile partecipare a tutti data la contemporaneità. Da evidenziare sicuramente l'evento con Wu Ming2, Enrico Brizzi e Claudio Sabelli Fioretti che hanno affrontato il tema del viaggio lento. Un modo di spostarsi che esiste fin dall'antichità e che permette il miglior contatto possibile con l'ambiente e gli esseri umani, cioè viaggiare a piedi. Da questo incontro si è rafforzata in me l'idea di tentare anche questo tipo di esperienza che già da qualche anno stuzzica la mia mente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molta curiosità e coinvolgimento mi ha messo l'impresa del bresciano Francesco Gusmeri, partito dalla sua città natale per giungere dopo quasi 30000 km e 16 mesi in Australia. Un'esperienza unica ed incredibile che ti cambia la vita. Infatti a distanza di due anni non si è ancora "riadattato" alla routine quotidiana e come ha detto,l"a cosa peggiore è stato il ritorno". Sentirne il racconto e vederne alcune immagini è stato veramente molto emozionante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma un festival a cui ho assistito con gioia e che mi auguro continui a tenersi, e chissà, forse un giorno, sarò anche io lì a parlare dei miei viaggi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Complimenti alla casa editrice Ediciclo che ha ideato e realizzato tutto ciò.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-5183049516911221171?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/5183049516911221171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/09/ciclomundi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/5183049516911221171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/5183049516911221171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/09/ciclomundi.html' title='ciclomundi'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TKDHMAgZDrI/AAAAAAAAACs/5hWocQaPrvk/s72-c/ciclomundi-siena-bassa-264x300.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-6430330580341734291</id><published>2010-09-20T17:51:00.001+02:00</published><updated>2010-09-20T17:52:26.547+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vienna-zagabria 2010'/><title type='text'>In bicicletta da Vienna a Zagabria</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;IDEA DI ITINERARIO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TJeCvGToMFI/AAAAAAAAACk/whO9oLxH4gA/s1600/1+077.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TJeCvGToMFI/AAAAAAAAACk/whO9oLxH4gA/s320/1+077.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Primavera. Raggiungo Francesco a casa sua, dobbiamo prendere una decisione. L’esperienza dello scorso anno ha lasciato il segno. Ormai come una droga ne siamo assuefatti. Non resta che decidere l’itinerario, il mezzo di trasporto è invece confermato. Danimarca la mia proposta, troppo pianeggiante per lui che suggerisce la Sicilia. Pro e contro da valutare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Ecco l’illuminazione. “Che ne dici di partire da Vienna e costeggiare il Danubio?”. La proposta viene accolta, non resta che definire i dettagli. Scartata l’ipotesi di raggiungere Belgrado si opta per terminare il giro a Zagabria. Si passerà per Bratislava costeggiando poi il fiume blu sino a Budapest, da qui si taglierà in direzione del lago Balaton fino ad arrivare a Pecs e da li in Croazia....&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;In pochi giorni attraverseremo ben quattro nazioni diverse con altrettante capitali. Un’incredibile opportunità per apprezzare culture e stili di vita differenti e gustare le specialità locali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Estate. Manca poco alla partenza programmata per l’8 di luglio. Devo sostituire la mia bicicletta. La mountain bike dello scorso anno non può ripete l’imprese. Non è in grado di sostenere un viaggio del genere e poi troppi guasti che non vorrei ripetere. Dal mio amico Giuliano ricevo in dono una discreta e tutto sommato nuova mountain bike, che rispetto all’altra sembra la perfezione. Catena robusta, cambio efficiente, nessun cigolio, unica cosa in comune l’eccessivo peso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Invidio un po’ Francesco con la sua leggera bici da corsa. Sollevarla non è assolutamente uno sforzo per lui e poi gli consente velocità maggiori che mi costringono sempre ad inseguirlo. Però so di rifarmi quando le sue foratura lo costringeranno ad intervenire ed io sarò semplice spettatore o al massimo aiutante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Prova generale per testare i mezzi. Giro nei dintorni del lago di Bracciano. Tutto va bene. 70 chilometri fatti in scioltezza e con una buona media. Ormai non resta che aspettare la partenza. Incredibile, ma l’ultima volta che ero montato in bici per percorre almeno qualche decina di chilometri era stato lo scorso anno durante il tour della Slovenia. “Ce la faro?” Un leggero dubbio che dura solo qualche istante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;L’ultimo ostacola resta trovare il modo di trasportare le bici sul treno. Da internet arriva il suggerimento. Compriamo degli economicissimi teloni di plastica, quelli blu e verdi per intenderci, da campeggio. Basterà solamente smontare le ruote, girare il manubrio e il gioco è fatto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;8 luglio. Sono al binario 3 di Termini e aspetto Francesco. Gli altoparlanti annunciano la cancellazione dei treni. Lo sciopero dei ferrovieri sta per iniziare e l’adesione sembra massiccia. Sono contento che i colleghi stiano aderendo in massa, mentre gli altri passeggeri maledicono le ferrovie. Un po’ di preoccupazione mi assale, anche se il nostro è sicuramente uno dei treni garantiti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Solita fortuna, la nostra carrozza è in fondo. Decine e decine di metri trasportando quel pesante fagotto che è diventata la mia bici. “Maledetta perché devi pesare così”. Sono zuppo, il treno è stracolmo ed ora dobbiamo sistemare le bici. Proviamo a disporle sui porta pacchi presenti negli scoparti, fatica inutile. Mezza carrozza si impegna ad aiutarci, poi la decisione. Le lasciamo legate nel corridoio e per tutto il viaggio il via vai di persone intrupperà puntualmente nei nostri mezzi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Fabrizio va anche lui a Vienna con la sua bici, ma poi viaggerà in direzione opposta alla nostra. Noi stiamo andando verso oriente. Ci diamo appuntamento l’indomani all’arrivo. Parliamo con gli altri passeggeri presenti nello scompartimento. Il nostro progetto attira la loro curiosità e si complimentano con noi. Cerco di spiegare che se lo faccio io è alla portata di tutti, basta avere volontà e determinazione e tanta voglia di spendersi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 12pt;"&gt;Qualche ora di sonno e già le prime luci dell’alba entrano dal finestrino. Vienna ormai è alle porte e il nostro viaggio sta per cominciare.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-6430330580341734291?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/6430330580341734291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/09/in-bicicletta-da-vienna-zagabria.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/6430330580341734291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/6430330580341734291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/09/in-bicicletta-da-vienna-zagabria.html' title='In bicicletta da Vienna a Zagabria'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TJeCvGToMFI/AAAAAAAAACk/whO9oLxH4gA/s72-c/1+077.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-5508238418380739854</id><published>2010-09-08T18:48:00.000+02:00</published><updated>2010-09-08T18:48:21.713+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bosnia erzegovina 2010'/><title type='text'>Riportando tutto a casa</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TIePZ0nqW5I/AAAAAAAAACc/lPLUUOfZ0r0/s1600/1+637.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TIePZ0nqW5I/AAAAAAAAACc/lPLUUOfZ0r0/s320/1+637.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scrivere a caldo con la mente ancora frastornata e i ricordi belli vivi è sempre molto difficile, in quanto sono le emozioni a prendere il sopravvento sulla ragione. Poche righe voglio però condivide per fissare un primo impatto del mio viaggio in Bosnia ed Erzegovina, seguiranno poi reportage dettagliati....&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una terra con dei paesaggi magnifici, con fiumi azzurri che scorrono in strette gole, montagne verdeggianti e vallate in cui sorgono città e paesini. In poche parole una natura che vi terrà con il fiato sospeso anche perchè le strade e la ferrovia attraversano proprio i più belli di questi scenari.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Città come Sarajevo in cui si mischiano culture e religioni diverse, rendendola un piccolo gioiello con la parte araba che diventa un tutt'uno con quella di epoca austroungarica. Mussulmani, ortodossi e cattolici che vivono nuovamente uno affianco a l'altro anche se le cicatrici sono ancora fresche. Purtroppo i segni del doloroso conflitto che ha insanguinato la ex Jugoslavia sono ampiamente visibili, sia nei cuori&amp;nbsp; che nei ricordi delle persone e non tarderanno infatti ad emergere nei discorsi che farete con loro. Come resterà indelebile nei vostri occhi la città di Mostar con i suoi numerosi edifici distrutti e i molti altri danneggiati dalle schegge dei mortai.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fortunamente le persone nonostante i drammi e i lutti hanno deciso di  andare avanti e vivere la loro vita. I numerosi bar dove sorseggiare  birra o caffe sono sempre pieni. Bellissime ragazze girano per le vie  del centro e la musica riempie molte delle serate. E poi ci sono gli anziani che giocano  per tutta la giornata con scacchi giganti nelle piazze. Per citare un  noto film direi che "la vita è bella".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altro dei temi dominanti in un viaggio da queste parti è la nostalgia che tutti provano per la ex repubblica socialista federale di Jugoslavia. Tutti ricordano quegli anni come indimenticabili, felici e spensierati. Si viveva bene, il lavoro non mancava, l'assistenza sanitaria e l'istruzione erano gratuite. Inoltre era possibile viaggiare in tutta Europa senza visti e problemi burocratici, cosa che invece ora richiede somme notevoli, documenti e tanta fortuna. Il maresciallo Tito è ancora amato e rimpianto da tutti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-5508238418380739854?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/5508238418380739854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/09/riportando-tutto-casa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/5508238418380739854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/5508238418380739854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/09/riportando-tutto-casa.html' title='Riportando tutto a casa'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TIePZ0nqW5I/AAAAAAAAACc/lPLUUOfZ0r0/s72-c/1+637.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-6174788049796486394</id><published>2010-08-08T19:31:00.001+02:00</published><updated>2011-08-17T20:48:57.552+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slovenia 2009'/><title type='text'>viaggiare con lentezza. su due ruote a spasso per la slovenia</title><content type='html'>&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TF7prVFdknI/AAAAAAAAACM/oBcO2VNxfLQ/s1600/slo09.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TF7prVFdknI/AAAAAAAAACM/oBcO2VNxfLQ/s320/slo09.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;“Ma sei matto, ti prende un infarto”. “Non ce la farai mai”. “Ma chi te lo fa fare”. Le reazioni di amici e parenti al viaggio che di li a poco avrei intrapreso non erano certo positive. Io invece mi sentivo convinto, carico e determinato, impaziente di mettermi alla prova e pronto a cimentarmi in una nuova avventura.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Sono anni che dico di voler affrontare un viaggio in bicicletta, da quando durante il pellegrinare in Europa ho conosciuto numerose persone che usavano questo mezzo di trasporto. Un ulteriore impulso è arrivato dai libri &lt;i&gt;Europa Europa&lt;/i&gt; di Matteo Scarabelli e &lt;i&gt;E’ oriente&lt;/i&gt; di Paolo Rumiz....&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Così un po’ per gioco e quasi all’improvviso è arrivata l’occasione, ed invece di trascorrere agosto in un’afosa e deserta Roma sono partito per un tour di otto giorni della Slovenia. Merito anche del mio amico Francesco, ciclista molto più di me, che ha deciso di seguirmi in questa folle corsa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Onestamente, qualche perplessità di riuscire nell’impresa mi aveva attraversato la mente. Fatica tanta, anche se devo ammettere molto meno di quello che si potrebbe pensare, ma soprattutto grande soddisfazione. 625 km percorsi in sette giorni, tutti fatti solamente con l’ausilio delle proprie gambe ed energie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Un giro della piccola Slovenia attraverso un itinerario circolare che, partito da Gorizia e terminato a Trieste, ci ha consentito di visitare molte regioni dello stato balcanico. Un viaggio lento, molto lento, che permette di entrare in sintonia con l’ambiente e con le persone. Viaggiare in bici da’ infatti un’incredibile opportunità di socializzare e di stabilire quel rapporto umano che dovrebbe essere la norma fra gli uomini.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Spesso ho avuto l’impressione che quel freddo e antico mezzo di trasporto fosse un’utile strumento per aprire il cuore e le porte delle persone. E devo ammettere che gli sloveni da questo punto di vista non hanno tradito le aspettative. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Non smetterò mai di ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato: da chi ci ha rifornito di acqua a chi ci ha fatto riparare da un improvviso acquazzone estivo, da chi ci ha rimediato due letti in un misterioso ostello quando ormai eravamo convinti di passare la notte all’addiaccio a chi ha ritardato ad una festa di compleanno per offrirci della frutta fresca e una bevanda.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Non posso poi non concedere una menzione speciale a Franz, guardia forestale di Postumia e marciatore amatoriale, che non ha dubitato un attimo nel soccorrerci vedendoci appiedati. Ha caricato i nostri mezzi sull’automobile della moglie e noi due sulla propria e ci ha portato a destinazione salvandoci così dal calar delle tenebre e da un diluvio pronto a scatenarsi sulle nostre teste.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Un rapporto umano costante alternato solamente dalle ore trascorse in solitaria sul sellino, con quell’insopportabile dolore al sedere, ma ripagate dal magnifico ambiente naturale che ci ha circondato. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Costeggiare l’Isonzo vedendo in lontananza il Monte Triglav; percorrere strade secondarie delimitate da vecchi tracciati ferroviari di montagna e corsi d’acqua; morire di fatica per raggiungere la sommità di un monte e poi pensare di essere giunti in paradiso godendo del panorama che si ha dalla sua cima, per poi meravigliarsi di scoprire su questa sommità un’estesa e verde pianura; attraversare minuscoli e sperduti paesini salutando i pochi abitanti; giungere inaspettatamente dopo una stretta curva sull’antico ponte di Most na Soĉi; planare per chilometri a folle velocità verso la costa, con l’Adriatico sempre più vicino e Venezia all’orizzonte, fermandosi solo per gustare qualche mora selvatica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Nel nostro andare ho potuto constatare che da queste parti sono numerosi i ciclisti e che vi è un’ampia cultura delle due ruote con piste ciclabili in ogni città, tutte in ottimo stato, e che si dipanano anche lungo le strade statali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 12pt;"&gt;Complessivamente un viaggio ricco di emozioni, un’esperienza che proverò a ripetere e che tutti possono emulare. Non necessità di nessuna particolare condizione fisica né speciali mezzi tecnici, però un consiglio mi sento di darlo. Evitate di usare una bicicletta troppo scadente come ahimè ho fatto io, restando fin dal primo giorno vittima di guasti che hanno rallentato il cammino ma arricchendolo ulteriormente. La semplicità delle due ruote consente anche ai profani di meccanica di poter riparare un semplice difetto e comunque nella peggiore delle ipotesi trovare qualcuno in grado di saperlo fare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;(pubblicato su Il Reporter, quotidiano on line)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-6174788049796486394?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/6174788049796486394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/viaggiare-con-lentezza-su-due-ruote.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/6174788049796486394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/6174788049796486394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/viaggiare-con-lentezza-su-due-ruote.html' title='viaggiare con lentezza. su due ruote a spasso per la slovenia'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TF7prVFdknI/AAAAAAAAACM/oBcO2VNxfLQ/s72-c/slo09.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-1532862588962721421</id><published>2010-08-08T19:26:00.004+02:00</published><updated>2011-08-17T20:47:58.820+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cuba 2009'/><title type='text'>cuba, l'isola che c'è</title><content type='html'>&lt;link href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Ccileno%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml" rel="File-List"&gt;&lt;/link&gt;&lt;style&gt;&lt;!-- /* Font Definitions */ @font-face	{font-family:Georgia;	panose-1:2 4 5 2 5 4 5 2 3 3;	mso-font-charset:0;	mso-generic-font-family:roman;	mso-font-pitch:variable;	mso-font-signature:647 0 0 0 159 0;} /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal	{mso-style-parent:"";	margin:0cm;	margin-bottom:.0001pt;	mso-pagination:widow-orphan;	font-size:12.0pt;	font-family:"Times New Roman";	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";}@page Section1	{size:612.0pt 792.0pt;	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;	mso-header-margin:36.0pt;	mso-footer-margin:36.0pt;	mso-paper-source:0;}div.Section1	{page:Section1;}--&gt;&lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TF7oAGzAhPI/AAAAAAAAAB8/U48YLNiRb_E/s1600/2+468.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TF7oAGzAhPI/AAAAAAAAAB8/U48YLNiRb_E/s320/2+468.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Toño mi invita a sedermi a suo fianco. Sono le 20.10 e come tutte le sere sta guardando il notiziario alla tv. “Questo è Ortega, quello lì Chavez e quest’altro Raul”. Me li indica uno a uno mentre compaiono sullo schermo. Annuisco dicendo che so chi siano. Mi osserva con i suoi due occhietti furbi, riflette, si assicura che capisca ciò che dice e poi è un fiume in piena. Questo arzillo settantottenne con una memoria eccezionale mi parla con passione e dettagli della storia del suo paese e della rivoluzione dove ha combattuto come clandestino in un &lt;i&gt;pueblo&lt;/i&gt;...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Passa un servizio sulla mortalità infantile che a cuba è pari quasi allo 0%, mi sorride e commenta. “Non sono questi diritti umani? Non sono diritti umani avere una casa, un lavoro, l’istruzione e l’assistenza sanitaria? Gli yanquee dico che qui non si rispettano i diritti umani ma loro queste cose, per noi scontate, non le hanno. Sono loro che non rispettano i diritti umani”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Ci diamo appuntamento all’indomani, sono le 20.30 il tg è finito ed è ora che vada a riposarsi. Ho passato tre giorni nella sua casa, tre brevi serata trascorse a chiacchierare di Josè Martì, di Julio Antonio Mella, dell’incontro che ha avuto con Fidel. La sua felicità nello spiegarmi è aumentata dopo aver scoperto la mia laurea in storia e la passione per l’Americalatina. Ci lasciamo con un forte abbraccio e con l’indimenticabile banconota da 3 pesos cubani, quella con il volto del Che, che mi regala e che conservo gelosamente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;El &lt;i&gt;camion&lt;/i&gt; è pieno. Lascio il posto a sedere ad una graziosissima bambina che viaggia in compagnia della sorella e di una amica. Le scuole oggi sono chiuse e se ne vanno al mare. Sono due studentesse prossime alla laurea. “Dopo l’estate torneremo nelle nostre città e inizieremo a lavorare”. Ci spiegano che qui, terminata l’università hai già il posto di lavoro, naturalmente attinente agli studi effettuati e così fra pochi mesi inizieranno a fare le farmaciste.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Sorseggio un caffè seduto comodamente nella cucina di Mariela, docente di chimica in pensione. Suo marito è insegnante di inglese e la figlia di diritto. Una famiglia di accademici, molto cordiali e alla mano. “Sai, a Cuba, l’istruzione è completamente gratuita oltre che obbligatoria. C’è la primaria, la secondaria ed infine l’università. Tutti i bambini sono tenuti ad andare a scuola senza sborsare un pesos, neanche per i libri. A tutto provvede lo Stato”. Esistono poi, una per provincia, scuole speciali per lo sport o la musica, come quella che frequenta la nipote, a cui si accede dopo una selezione e si paga un piccolo contributo di pochi pesos.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 12pt;"&gt;Mi parla della duplice importanza del sistema educativo. “Solo un popolo colto, formato e cosciente può essere una parte attiva e partecipe nella gestione di uno stato. Bisogna assicurare a tutti i migliori servizi avendo specialisti e tecnici preparati in ogni settore”. Dalla chiacchierata emerge anche il ruolo sociale che la scuola svolge garantendo a tutti i bambini un luogo dove stare insieme, crescere ed apprendere, assicurando un futuro ed escludendo la possibilità di fenomeni di abbandono e degrado. “Non vedrai mai qui, un bambino che chiede l’elemosina o si droga. Ma li vedrai allegri di giocare e studiare”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;link href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Ccileno%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml" rel="File-List"&gt;&lt;/link&gt;&lt;o:smarttagtype name="PersonName" namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;style&gt;&lt;!-- /* Font Definitions */ @font-face	{font-family:Georgia;	panose-1:2 4 5 2 5 4 5 2 3 3;	mso-font-charset:0;	mso-generic-font-family:roman;	mso-font-pitch:variable;	mso-font-signature:647 0 0 0 159 0;} /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal	{mso-style-parent:"";	margin:0cm;	margin-bottom:.0001pt;	mso-pagination:widow-orphan;	font-size:12.0pt;	font-family:"Times New Roman";	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";}@page Section1	{size:612.0pt 792.0pt;	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;	mso-header-margin:36.0pt;	mso-footer-margin:36.0pt;	mso-paper-source:0;}div.Section1	{page:Section1;}--&gt;&lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Pochi secondi e quell’imbarazzo iniziale è già finito. Ero andato li a portare i saluti e un regalo per le bambine e in un attimo eccoci seduti sul divano a chiacchierare con tutti. Osvaldo fa il tassista, ci parla della sua terra che ha girato in largo e lungo dandoci consigli sui luoghi da non perdere. La famiglia è quasi al completo, infatti oltre a lui e alla moglie, vivono li per ora, anche il figlio e i due nipoti perché la nuora, essendo medico, si trova in Venezuela per uno dei numerosi scambi di solidarietà del governo cubano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Siamo tartassati di domande in quanto si erano molto preoccupati per il terremota che ha distrutto L’Aquila. In poco tempo giunge anche l’altra nipotina, una vivacissima bambina che inizia a chiacchierare chiedendo informazioni di mia sorella. Il tempo non ci basta e torniamo a trovarli il giorno successivo, ormai anche noi siamo di famiglia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Ci offrono da bere e non possiamo rifiutare, poi ci mostrano numerose foto ed infine si torna a parlare di Cuba. Ci salutiamo con molta tristezza, il nostro viaggio deve proseguire. Ci scambiamo i contatti e ci pregano di chiamarli prima di ripartire per l’Italia per sapere che tutto è andato bene. Osvaldo prima di lasciarci apre un cassetto e prende un libro. “Questo è per voi, leggetelo è importante”, è una raccolta di scritti di Fidel Castro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;La festa nell’associazione culturale è finita. Una serata passata in compagnia di giovani artisti cubani ascoltando musica e guardando cortometraggi. Si beve e si parla. Fra poche ore sarà il primo maggio e partirà il corteo con migliaia di lavoratori ma molti di questi giovani non ci andranno, mentre io sarò presente. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Yoani ha 34 anni&amp;nbsp; e fa l’attrice di teatro, questo è il mestiere che voleva fare fin da piccola. Pedro è il regista della compagnia ed ha la sua stessa età. Non sono famosi, ma i loro spettacoli vanno in scena per i teatri di Santiago. Per loro questa attività non è solo una passione ma è diventata anche un lavoro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Non sono entusiasti di Cuba e vorrebbero andare via dall’isola come hanno fatto diversi loro amici. Parlando però emerge che difficilmente in Italia come in un altro paese questo loro amore si sarebbe potuto trasformare in un’attività lavorativa e piuttosto sarebbero finiti a fare i camerieri o i baristi, come è accaduto a molti dei loro conoscenti. Pedro ci saluta, si incammina con tranquillità per i vicoli della città vecchia mano nella mano con il suo ragazzo ed io intanto penso alla stessa scena a Roma e quel che invece sarebbe accaduto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;“Vorrei andar via di qua ma non credo che troverei un posto migliore per vivere”. Manolito ci coinvolge in un’approfondita discussione economica. Ex docente universitario di economia gestisce ora una graziosa casas particular. Ci fa un’infinità di domande sul costo della vita in Italia, poi parliamo della Danimarca paese dove è stato per tre mesi e dove forse vorrebbe tornare. Si meraviglia di scoprire come riusciamo a campare con i nostri bassi salari rapportati all’enorme costo di prodotti e servizi. “l’Italia e &lt;st1:personname productid="la Spagna" w:st="on"&gt;la Spagna&lt;/st1:personname&gt; sono bei paesi, ma certo è difficile viverci. Non ci verrei mai”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;I concerti riempiono come lo sport la vita dei cubani, nessuno di loro potrebbe farne a meno. La musica proviene da ogni piazza della città e non mancano nemmeno le mostre di quadri e sculture. Non possiamo perdercela e ci buttiamo nella mischia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;“Qui tutto è una gioia ed allegria. Ci divertiamo e stiamo bene”. “Tranquilli qui non ci sono pericoli, è sicuro e nessuno vi farà mai del male”. “ La solidarietà e il rispetto del bene comune”. “ Vorrei girare e vedere altri paesi, ma perché dovrei andarmene via di qui?”. “El bloque ci costringe a sacrifici enormi”. “Ovvio, abbiamo problemi economici e vorremo stare meglio, ma non rinunceremo mai a tutto questo!”. “La rivoluzione va fatta giorno per giorno”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 12pt;"&gt;Queste le voci di uomini e donne raccolte in un viaggio nell’isola.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;(pubblicato su Il Reporter, quotidiano on line)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 12pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-1532862588962721421?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/1532862588962721421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/cuba-lisola-che-ce.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/1532862588962721421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/1532862588962721421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/cuba-lisola-che-ce.html' title='cuba, l&apos;isola che c&apos;è'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TF7oAGzAhPI/AAAAAAAAAB8/U48YLNiRb_E/s72-c/2+468.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-4362270146347436742</id><published>2010-08-08T19:16:00.000+02:00</published><updated>2010-08-08T19:16:49.713+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cuba 2009'/><title type='text'>cuba, l'altro mondo possibile</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TF7mRSfugjI/AAAAAAAAAB0/vg_bdOOKsiM/s1600/2+016.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TF7mRSfugjI/AAAAAAAAAB0/vg_bdOOKsiM/s320/2+016.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Scrivere di Cuba non è mai cosa facile soprattutto in occidente. Non ho la presunzione di affermare che il mio scritto sia la verità assoluta e nemmeno un’oggettività indiscutibile; è semplicemente ciò che ho visto, ascoltato, provato. Credo che per onestà intellettuale sia doveroso fare questa precisazione e non comportarsi come i molti pennivendoli della stampa italiana che denigrano l’isola riportando per filo e per segno la propaganda controrivoluzionaria, scrivendo spesso da miami o madrid e senza aver mai visitato il paese. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Ho trascorso circa un mese viaggiando da occidente a oriente, osservando, parlando e stando il più possibile a contatto con la gente del posto e quello che è emerso rivela che Cuba è un’isola felice, un ottimo luogo dove vivere, non solo nel contesto latinoamericano ma anche in quello mondiale.....&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Le categorie con cui sono abituati a ragionare gli occidentali non vanno bene qui. Noi viviamo in società basate sul capitalismo e sul consumismo sfrenato. Tutto è in funzione del consumo, l’importante è produrre il più possibile e poi consumare sempre più. Siamo spinti a sprecare e consumare merci inutili, che abbondano in negozi e centri commerciali ma che fondamentalmente non ci servono.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Cuba è esattamente l’opposto, l’invito è a consumare sono quello che è necessario. Lo spreco è accuratamente evitato e la produzione è in funzione delle necessità della popolazione e non il contrario. Un esempio che spiega bene il concetto è l’inesistenza della pubblicità. Non un cartello, un manifesto, uno spot televisivo che reclamizzi la marca di un prodotto piuttosto che un’altra. Che liberazione!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;L’istruzione è sicuramente un vanto per l’isola. L’analfabetismo praticamente non esiste, perché dove c’è anche un solo bambino deve esserci una scuola. Dalle primarie all’università tutto è completamente gratuito ed obbligatorio fino a circa sedici anni. I libri di testo vengono consegnati all’inizio dell’anno scolastico e restituiti alla fine in modo che possano essere dati ad altri alunni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;L’importanza di un così notevole sistema di istruzione è fondamentale non solo perché capace di formare cittadini con un’ampia cultura, tecnici e personale specializzato ma soprattutto perché è il miglior modo per impedire il degrado sociale. In un attimo vi renderete conto di ciò e non vedrete mai, come in buona parte del mondo, un bambino abbandonato per strada o che chiede l’elemosina o che si droga o sfruttato o vittima della delinquenza.&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Qui è impossibile e inconcepibile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Terminati gli studi, tutti ve lo confermeranno, si entra automaticamente nel mondo del lavoro svolgendo una mansione attinente al percorso intrapreso. Insomma si fa il lavoro per cui si studia e a cui si aspira. La disoccupazione è una parola priva di significato. Un po’ come da noi, dove masse di laureati lavorano nei call center, sono operai precari oppure in cerca perenne di occupazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;La formazione ludico-culturale dei cittadini occupa un ruolo principale. Nelle città abbondano centri culturali, biblioteche, teatri, cinema, musica, circoli ricreativi per lavoratori e per bambini, luoghi per lo sport. I cubani usufruiscono in massa di queste possibilità che vengono offerte a tutti a costi irrisori. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;E poi come non parlare dell’efficienza sanitaria con presidi medici sparsi in tutto il territorio nazionale e anche nelle zone più piccole e remote con un personale altamente qualificato che presta spesso la sua opera in tutto il mondo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Sono stato molto colpito dalla dignità e fierezza di questo popolo, un popolo che da cinquant’anni si difende dai tentavi di aggressione americani e da un blocco economico che lo costringe a sforzi incredibili. Uomini e donne che hanno una coscienza collettiva e solidaristica immensa, che conoscono bene le difficoltà da superare per mantenere l’indipendenza e la libertà conquistate con la revolucion, che sanno di essere un faro per tutto il latinoamerica. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Ho pertanto notato che nel complesso la qualità della vita è veramente alta. Oltre a tutto quello fin ora detto va infatti aggiunto un ambiente naturale fantastico, una socialità diffusa e l’assenza di violenza. E si questo è un altro aspetto che va ricordato. Cuba è probabilmente uno dei luoghi più tranquilli al mondo dove la criminalità è pressoché inesistente. Ma non solo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Mentre nel florido occidente i livelli di violenza aumentano di giorno in giorno con omicidi, accoltellamenti e risse per futili e banali motivi come liti condominiali, stradali, per uno sguardo di troppo o per un approccio ad una ragazza; con il fenomeno del bullismo che dilaga nei giovani, la diffusione del razzismo, xenofobia e dell’odio verso il diverso che porta spesso ad aggressioni; cioè con una società imperniata sempre più sulla sopraffazione del più forte verso i più deboli e ormai prossima alla barbarie. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Lì non sentirete nulla del genere, questi fatti semplicemente non accadono. Sono altri i valori e i comportamenti che permeano la popolazioni come rispetto, condivisione, solidarietà, altruismo, senso civico e bene comune.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Alla fine sono arrivato alla conclusione che uno dei principali problemi dell’isola, è la sua principale risorsa. E si, il turismo o meglio i turisti. Se da una parte portano moneta preziosa per l’economia del paese dall’altra trasmettono anche una serie di atteggiamenti e modi di fare altamente negativi. Così le classi sociali abolite con il trionfo rivoluzionario si stanno, soltanto dal punto di vista economico, leggermente ricostituendo. Infatti chi lavora con il turismo o ne è a contatto, ha spesso la possibilità di guadagnare maggiormente rispetto agli altri lavoratori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Spesso in Europa si&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;accusa il governo cubano di non rispettare i diritti umani. Ma come alcuni mi hanno fatto notare, non sono diritti umani avere garantiti casa, istruzione, lavoro, alimentazione, avere la più bassa mortalità infantile dell’intero continente americano, la più alta media di vita di tutto il Sudamerica, un sistema sanitario esemplare e perfino la più efficiente e attenta protezione civile di quella parte di mondo? Come non essere concordi e notare che invece ciò non avviene in molti altri paesi compresi Stati Uniti ed Italia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Naturalmente Cuba non è perfetta, ci mancherebbe altro, ha i suoi gravi problemi soprattutto economici e le sue forti contraddizioni. Sarebbe miope e da stupidi affermare che si è raggiunti la migliore società realizzabile e la perfezione assoluta. E’ molta la strada ancora da fare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Il popolo cubano però, non è disposto a rinunciare a tutto quello che ha conquistato ma giustamente aspira a vivere meglio, a livellare sempre più in alto le proprie condizioni di vita, a condurre un’esistenza eccezionale. Quale miglior esempio di socialismo!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Come disse Ernesto Guevara “abbiamo vinto la guerra ora bisogna vincere la rivoluzione”. Sono cinquant’anni che lo stanno facendo, anche abbastanza bene, ma è un processo lungo, quotidiano e impegnativo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-4362270146347436742?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/4362270146347436742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/cuba-laltro-mondo-possibile.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/4362270146347436742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/4362270146347436742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/cuba-laltro-mondo-possibile.html' title='cuba, l&apos;altro mondo possibile'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TF7mRSfugjI/AAAAAAAAAB0/vg_bdOOKsiM/s72-c/2+016.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-9111266130167265935</id><published>2010-08-08T19:12:00.001+02:00</published><updated>2011-08-17T20:47:19.592+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cuba 2009'/><title type='text'>casas particulares, vivere a contatto dei cubani</title><content type='html'>&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TF7kRFYWeOI/AAAAAAAAABs/yuHr6gmo5LM/s1600/2+285.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TF7kRFYWeOI/AAAAAAAAABs/yuHr6gmo5LM/s320/2+285.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Nell’incantevole isola dei caraibi un’ottima soluzione riguardo all’alloggio, per chi viaggia in maniera indipendente, è quello di rivolgersi ad una &lt;i&gt;casa particular.&lt;/i&gt; Abitazioni di cittadini cubani che regolarmente iscritti e registrati affittano una o due camere. Ogni camera dispone generalmente di due letti e di un bagno ed ha un costo che varia dai 20 ai 25 cuc. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;In tutta Cuba sono migliaia, tutte di buona qualità e con persone che vi accoglieranno nella loro famiglia dimostrandosi spesso anche ottime guide turistiche in grado di fornirvi ogni sorta di informazione. Riconoscerete queste case dal triangolino blu apposto sulla porta dello stabile e dalla scritta &lt;i&gt;arrendador&lt;/i&gt; in divisa, in alcune cittadine come Viñales o Trinidad se ne contano a centinaia.....&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Una vera e propria rete di queste case è costituita da ogni singolo locatario che saprà fornirvi indirizzi in ogni città, chiamerà per voi i suoi contatti prenotandovi la camera e nel caso non fosse libera vi è l’abitudine di indirizzarvi verso qualcun altro. Insomma una struttura di solidarietà ed aiuto reciproco che vi impedirà di rimanere senza un alloggio e un appoggio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Oltre che un modo economico di alloggio avrete la possibilità di vivere a contatto con le famiglie cubane, di interagire con loro, di parlarci, di scambiare opinioni, di farvi un’idea di come vivono. La loro protezione nei vostri confronti sarà sempre massima, qualsiasi cosa chiediate saranno sempre pronti a darvi un aiuto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Professori universitari, giornalisti, professionisti, pensionati parlando con i proprietari vi capiterà spesso di sentirvi dare queste risposte. Un panorama ampio di professioni, una vera e propria sorpresa per noi occidentali, invece una normalità a cuba dove le classi sociali sono pressoché inesistenti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Soffermatevi un po’ negli splendidi patii che molte di queste casa hanno magari sorseggiando una spremuta di &lt;i&gt;guayaba&lt;/i&gt;, guardando l’interessante tv cubana, leggendo il periodico &lt;i&gt;Granma&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;Juventù Rebelde&lt;/i&gt; ma soprattutto conversando con i vostri padroni di casa e ascoltando le numerose storie che hanno da raccontarvi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Dai nonni ai nipoti tutti nella stessa abitazione, vi capiterà spesso di vedere diverse generazioni che vivono insieme e non mancherà modo di osservare i bambini che giocano o studiano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Molte case offrono la possibilità di fare colazione e cena. I prezzi sono in media di 3-4 cuc per la colazione e tra 5-8 per il pasto. La cucina è buona e molto abbondante, generalmente servono una zuppa seguita dal piatto principale e accompagnata dai diversi contorni(pomodori, cetrioli, patate fritti, banane fritte ecc). Suggerisco di evitare il breakfast troppo pesante e differente dalle usanze italiane, meglio comprare qualche spuntino per la strada tra l’altro sfiziosi ed economici(si pagano in pesos cubani). &lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Mentre dovrete almeno provare qualche cena. Visto che vi domanderanno cosa vorrete mangiare chiedete del pesce, dei gamberi, dei calamari e anche se vietato, dell’aragosta. Però, anche se deliziose e soddisfacenti, non limitatevi a cenare all’interno delle case ma provate le numerose opzioni che vi riserva l’isola come le bancarelle che vendono panini in tutti i modi, le squisite pizzerie e le caffetterie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 12pt;"&gt;Ricordate soprattutto che Cuba va vissuta. Alloggiare nelle &lt;i&gt;casas particulares&lt;/i&gt; è sicuramente il primo modo, proseguite quindi vivendo quello che vi offre la &lt;i&gt;calle&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Di seguito l’elenco delle case dove sono stato, sono tutti ottimi posti con gente gentilissima e cortese, potrete alloggiare in queste ma sicuramente anche le altre vi offriranno la stessa qualità. Ricordate di contrattare sempre sul prezzo, 20 cuc per camera(2 letti) è un prezzo accettabile sia per voi che per loro mentre per una cena 5 o 6 cuc è il minimo a cui potrete arrivare, provateci sempre. Potete farvi prenotare direttamente dalla casa dove alloggiate oppure fatelo voi, al massimo recatevi da soli direttamente all’indirizzo e se dovesse essere occupato ci penserà lui a dirigervi da altra parte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Di qualsiasi informazioni abbiate bisogno chiedete ai vostri proprietari, vi sapranno sempre rispondere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;(pubblicato su Il Reporter, quotidiano on line)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Habana&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Sra. Ana Maria Farinas calle Salvador Allende 1005 tra calle Requena e Almendares zona plaza de la revolucione&amp;nbsp; tel. (53 pref. di cuba) (7 pref. habana) 8782946 email anacaribe@yahoo.com&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;(posizionato nell’ampio viale allende che parte da piazza della revolucion, è nei pressi dell’università vicino l’incrocio con av, de Infanta. Una simpatica signora, professoressa di chimica e il marito di fisica che parla un po di italiano, stanza con entrata indipendente bagno e televisione in camera, c’è anche un giardino. Prezzo 20-25 cuc)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Sra Juana Rodriguez calle Neptuno 256 apto 1 tra Aguila e Amistad, zona centro habana tel. (53)(7)8603969 email juanineptuno@yahoo.es&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;(in centro habana, buona posizione a due passi dal paseo de martì e dal parque central, una camera all’interno della casa, potete anche fare colazione e cena prezzi 4 e 8 cuc mentre per la camera viene 20-25 cuc)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Viñales&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;ci sono 300 case in un paesino di 14.000 persone. Non avrete problemi a trovare l’alloggio e sarete praticamente assaliti di offerte appena scendete dal bus. Cmq vi consiglio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Villa Toño calle Salvador Cisnero 179 tel. (0148 pref. di vinales) 696898&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;(bella casa sulla via principale, è la prima appena entrate in paese, gestita dalla gentilissima settantenne Aracelis e da sua figlia Mari, il signor Toño ha preso parte alla revolucion come clandestino in un pueblo. Magnifico il patio prima della porta di ingresso. La camera è spaziosa e dispone di bagno, disponibile servizio gastronomico, cena 8 cuc, colazione 4. Costo 20-25 cuc)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Trinidad:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Vale lo stesso discorso di Viñales, cioè un numero elevato di abitazioni, cmq ecco due buoni indirizzi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Alfredo y Margarita calle Camillo Cienfuegos 206 tra Martì e Cadahia tel (0141 pref. di trinidad) 992453&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;(vicino a plaza cespedes dove ha sede il municipio, lungo la via ci sono molte altre case. Il signor Alfredo lo riconoscerete perché indossa una camicia e un cappello gialli. La casa è graziosa, dispone di due camere con bagno e c’è anche un giardinetto interno. È possibile cenare 8 cuc, decidendo anche il menù pesce, gamberi ecc. costo camera 20-25. Alfredo potrebbe portarvi da un suo amico per affittare la bicicletta, 3 cuc al giorno, però la qualità non è delle migliori hanno problemi alla catena, valutate)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Osvaldo Beltran (detto Pompi) calle Calzada 111 tra Perez e Cienfuegos, tel (0141) 994084&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;(un paio di traverse dalla precedente, veramente una bella casa, molto ampia con due buone stanze in affitto. Bel giardino e terrazza dove si ha un interessante panorama. Consigliato. Solito discorso per i pasti e per il costo della camera)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Se vi dovesse servire un taxi(ufficiale) chiamate Osvaldo Guedes Almeida(è un amico, salutatemelo), persona eccezionale che ama la sua terra e conosce tutta cuba, potrà portarvi negli angoli più sconosciuti. Tel (0141)992227 anche la sua famiglia è stupenda.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Cienfuegos&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Manolito calle 39&amp;nbsp; n. 5019 tra calle 50 e 52, tel. Movil (43) 01-52450833&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;(in buona posizione a metà strada fra la stazione degli autobus e la piazza centrale e vicino al viale pedonale. Dispone di due camere con bagno e ben sistemate. E’ gestito da Manolito, docente universitario di economia e da un altro simpatico ragazzo. Provate assolutamente la loro cucina, è squisita ed anche economica, 5 cuc per la cena, imperdibile la zuppa di pesce. Manolito potrà esservi molto utile, conosce praticamente tutti. Se andate a Santa Clara, visto che l’unico bus Viazul parte nel tardo pomeriggio, fatevi accompagnare alla stazione per farvi dare una mano a salire su un taxi collettivo, in teoria vietato agli stranieri)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Camaguey&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Puchy calle San Antonio 70 tra Martì e Hnos Aguero tel. (532) 293317&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;(Puchy e sua moglie vi accoglieranno in una bella e grande abitazione, le stanze in affitto sono due, una al piano terra e l’altra al primo ed entrambe con bagno. Cena a 8 cuc, deliziosi gamberi. In centro, leggermente ad est di Parque Agromonte. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Baracoa&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Come Viñales e Trinidad la quantità di casas particulares è sproporzionata, vi aspetteranno in molti alla stazione. Due buoni indirizzi adiacenti, sono:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Pedro Jimenez Martinez calle Flor Cromber 213 tra Galano e Reyes tel. 642336&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;(una coppia di arzilli anziani gestisce questa casa, bell’ambiente. Terrazza con vista mare. Camera a 20 cuc, servizio gastronomico)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Vivian Bozan Gamez calle Flor Cromber 215 tra Galano e Reyes tel. 641338&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;(E’ l’edificio a fianco al precedente, due camere ampie e con bagno, terrazza vista mare. Costo 20 cuc, possibilità di cenare a 6 cuc, provate a chiedere le aragostine)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Bayamo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Città poco turistica e più realmente cubana, quindi qui pochi vi assaliranno alla stazione per offrirvi un alloggio, ci sono cmq diverse possibilità. Veramente un ottimo indirizzo è:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Frank calle Pio Rosado 73 tra calle Capote e Willian Soler cell. 01 52933119, email frankliceamilan@yahoo.it&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;(Qui avrete a disposizione un vero e proprio appartamento con entrata completamente indipendente, &amp;nbsp;gestito da una coppia di anziani aiutati dai nipoti giornalisti. La camera da letto è molto bella e con tv, oltre al bagno e sgabuzzino c’è una stanza con angolo cottura e tavolino. Prezzo 20 cuc. Si trova leggermente a nord del centro, ma sono pochi minuti a piedi.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Holguin&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;È la quarta città di Cuba ma più o meno può valere il discorso della precedente. In calle Aguilera e Narciso Lopez ci sono diverse possibilità di alloggio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;S.ra Maelia Silveira Granado e Sr. Gustavo Perez Quintero calle Aguilera 173 tra Narciso Lopez e Cervantes tel. (0124) 462708 email gusta@fcm.hlg.sld.cu&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 12pt;"&gt;(una coppia di docenti universitari, lei di chimica in pensione e lui di inglese, gestisce questo bel edificio. Si trova in centro leggermente ad ovest del viale pedonale e dii Parque Calixto Garcia, la piazza principale. La stanza che affittano è molto ampia e dispone di bagno. C’è un piccolo patio interno con un simpatico pappagallo. Possibilità di mangiare. Costo 20-25 cuc)&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-9111266130167265935?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/9111266130167265935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/casas-particulares-vivere-contatto-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/9111266130167265935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/9111266130167265935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/casas-particulares-vivere-contatto-dei.html' title='casas particulares, vivere a contatto dei cubani'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TF7kRFYWeOI/AAAAAAAAABs/yuHr6gmo5LM/s72-c/2+285.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-4517801698898409252</id><published>2010-08-08T19:03:00.002+02:00</published><updated>2011-08-17T20:56:22.776+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bulgaria e romania 2007'/><title type='text'>la regione contadina del Maramures</title><content type='html'>&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TF7jE5gNgRI/AAAAAAAAABk/pay0FKTMPQs/s1600/DSCN0853.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TF7jE5gNgRI/AAAAAAAAABk/pay0FKTMPQs/s320/DSCN0853.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;I miei occhi si alternano fra le bellissime valli che ci circondano e la guida. Giuliano, mani sul volante e occhi sulla strada dissestata, ascolta le mie indicazioni. Tre giorni in auto prima di tornare a viaggiare in treno, era l’unico modo per scoprire questa antica regione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Il percorso si alternerà lungo alcuni piccoli paesi in direzione di Săpânţa, dove sosteremo per poi proseguire attraverso la valle dell’Iza fino a raggiungere il passo Prislop, varcare i Carpazi e pervenire in Bucovina. Dopo la visita di questa terra ritorneremo a Cluj Napoca....&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Entriamo, tra colline ondulate e paesaggi da sogno, nell’idilliaca ed incantevole regione del Maramureş. Nord della Romania al confine con l’Ucraina qui sopravvive l’ultima cultura contadina d’Europa. Una zona poverissima e un tuffo nel passato, ci è sembrato di tornare indietro di oltre un secolo in un luogo dove la storia si è fermata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Lungo queste valli si susseguono infiniti villaggi con vecchie case di legno ed antichi pozzi a bilanciere, chiese stupende di legno in un paesaggio di covoni di fieno, buoi aggiogati e richiami nei campi. Numerosi artigiani proseguono le proprie attività e vi aspettano pronti a vendere i prodotti della loro fatica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Passata la città di Baia Mare giungiamo nella valle del Cosău e in quella del Mara. Pochi, pochissimi gli automezzi, sono i carretti ad ingombrare la carreggiata. Un antico mezzo di trasporto che qui è ancora quello più in uso, persone e merci si spostano con ritmo lento. Ai bordi contadini armati dei loro utensili camminano con tranquillità. Şişeşti; Şurdeşti con la piccola chiesa in legno dalla gigantesca guglia; Budeşti con la chiesetta del 1643 arricchita di icone e quattro torrette esterne; Sârbi, Călineşti, Corneşti, Fereşti numerose chiesette in legno; sono i nomi dei luoghi che attraversiamo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Decine di persone sostano ai lati della strada in cerca di un passaggio. I mezzi pubblici sono pressoché inesistenti e l’unica valida alternativa è l’autostop o il carrostop. Dopo un’iniziale indifferenza entriamo nello spirito locale caricando una donna dall’abbigliamento tradizionale. Calcolare la sua età è impossibile, credo dimostri molti più anni di quelli che possiede. Scambiano qualche parola e giunti a destinazione decliniamo gentilmente il suo pagamento. L’usanza vuole che si contribuisca con qualche &lt;i&gt;lei&lt;/i&gt; alle spese di trasporto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Nel paesello di Giuleşti gli sgangherati cottege in legno hanno nel cortile alberi ai quali sono appesi ad asciugare pentole e tegami. A Berbeşti un grosso crocifisso in stile rinascimentale attira tutta l’attenzione. Ovunque anziane dai variopinti costumi e dalle tipiche gonne a fiori siedono sulle panchine ai margini delle abitazioni e della strada. Animali liberi scorrazzano in ogni direzione e il rischio di investirli è forte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Il sole sta calando quando accediamo nel borgo di Săpânţa, ci diregiamo al Camping Poieni immerso nel verde ed adiacente ad un ruscello. Il nostro alloggio consiste in uno spartano bungalow che sarebbe più appropriato definire capanna. La cena, a base di trote pescate nel rio qui vicino, è deliziosa. Ci fa compagnia una famiglia olandese che sta visitando in roulotte il paese. Scambiamo le impressioni del viaggio e raccontiamo le esperienze passate.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Prima tappa obbligatorio è l’indimenticabile “Cimitero Allegro” il camposanto con le croci a legno dipinte che adornano le sue lapidi. Una vicina all’altra di un colore blu più o meno intenso con la rappresentazione del defunto impegnato a svolgere il suo lavoro e un simpatico epitaffio che ricorda, spesso in tono scherzoso, le sue principali caratteristiche. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Proseguiamo attraversando la lussureggiante valle dell’Iza. Dopo il villaggio di Vadu Izei compiamo una pausa nel suggestivo monastero ortodosso di Bârsana. Diamo un passaggio ad una ragazza e alla figlia, ci confessa che il marito è all’estero per lavoro come molti da queste parti. Uno dopo l’altro tocchiamo tutti i paesini lungo il percorso: Botiza, Poienile Izei, Ieud dove sorge la più antica chiesa della regione (1364), Dragomireşti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Il paesaggio sta ormai cambiando, ci avviciniamo alla catena montuosa dei Carpazi che delimita anche il confine fra i dipartimenti del Maramureş e della Moldavia. L’ultima paese che superiamo, Borşa, ci lascia perplessi. Le numerose automobili che incontriamo sono targate Italia, sembra infatti che oltre 3000 abitanti siano emigrati nella nostra nazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Superato il passo Prislop entriamo nella Bucovina, la parte nord-occidentale della Moldavia, ricca di monasteri medievali affrescati e colline coperte di boschi. Passiamo la serata in un altro campeggio spartano pronti all’ultima giornata. L’intera mattinata è dedicata alla visita dei cospicui monasteri che arricchiscono la zona. I loro affreschi sono di una sconvolgente bellezza ed un pellegrinaggio dovuto, anche per due non credenti come noi, ci porta a vederne la quasi totalità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Molti chilometri ci separano ancora dal nostro obbligato arrivo in serata. Dobbiamo nuovamente superare la barriera montuosa questo volta lo faremo transitando per le gole di Bicaz. Una lunga strada tortuosa si inerpica per 5 km attraverso le montagne tra pareti di calcare alte 300  m. Il sentiero corre direttamente sotto le rocce sporgenti, dall’auto lo spettacolo è imponente e maestoso sembra quasi di entrare dentro rocce, la salita è molto lenta. Nella sommità si raggiunge un altro luogo di rara bellezza, Lacul Roşu ovvero il lago rosso. Il lago è straordinariamente colmo di ceppi d’alberi morti che sporgono dalle sue torbide acque. Una bizzarra meraviglia che lasci di stucco. Sul ciglio della strada anziane signore vendono frutti di bosco ed uno strana bevanda dal colore limpido che potremo chiamare succo di pino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Comincia la discesa, siamo entrati in Transilvania ma questa è già un’altra storia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;(pubblicato su Il Reporter, quotidiano on line)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-4517801698898409252?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/4517801698898409252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/la-regione-contadina-del-maramures.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/4517801698898409252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/4517801698898409252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/la-regione-contadina-del-maramures.html' title='la regione contadina del Maramures'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TF7jE5gNgRI/AAAAAAAAABk/pay0FKTMPQs/s72-c/DSCN0853.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-1816803978153545757</id><published>2010-08-06T20:44:00.001+02:00</published><updated>2011-08-17T20:45:24.026+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='russia 2008'/><title type='text'>terza classe</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFxX36kaU8I/AAAAAAAAABE/wKKiqkVkUlc/s1600/DSCF2407.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFxX36kaU8I/AAAAAAAAABE/wKKiqkVkUlc/s320/DSCF2407.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Uomini,  donne e bambini, caldo insopportabile ma anche freddo impensabile,  odore inconfondibile ma soprattutto una situazione pazzesca. Così appare  agli occhi di un occidentale un treno russo. Platskart, ovvero terza  classe, non ci può essere modo migliore, più bello ed economico per  scoprire questo immenso paese. Grazie alla ferrovia potrete arrivare  quasi in ogni dove, dai confini con l'Unione Europea alla Cina,  attraversare fusi orari e paesaggi diversi passando dalla metropoli  moscovita alla deserta Siberia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Un lungo vagone, 52 posti, o per  meglio dire letti, e si perchè qui tutti i viaggi a lunga percorrenza  sono in cuccetta. L'unica differenza è che la terza classe è un'unica  cuccetta collettiva, dove non ci sono scompartimenti e non esistono  porte. E' un po' come abitare nella stessa casa, perchè viaggiare qui e  come essere in una vera e propria casa. Zero intimità ma tante  possibilità di socializzare, di vedere stranezze ed apprendere. Non  preoccupatevi, ci sarà sempre qualcuno pronto ad aiutarvi, ad offrirvi  qualcosa, a scambiare due parole, in russo naturalemente. Date le  distanze siderali fra le varie destinazioni, la gente si porta di tutto.  Cibo a volontà, bevande, cambio di vestiti, si porta praticamente  dietro tutta casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo scorre fra un pasto e l'altro con gli  odori del cibo che si sprigionano nell'aria come in una cucina; una  tazza di thè, ogni viaggiatore ha con se sempre una tazza, non può  mancare, da riempire con l'acqua calda che è presente in un contenitore  (Samovar) disponibile all'inizio di ogni vagone; e una bella dormita sui  comodissimi letti. E come dimenticare il via vai di gente che passa per  il treno e vende di tutto, dai giornali ai libri, dal cibo ai  giocattoli.E poi che dire della controllora (provodnitsa), ognuna  addetta al controllo di un vagone e dei suoi passeggieri, dalla verifica  dei biglietti a tutto quello che può servire. Delle vere e proprie  donne di casa che badano alla loro abitazione e che vi fornirà lenzuola  ed asciugamani, vi darà la sveglia e potrà vendervi da bere, da mangiare  e non è raro trovare alcune che addirittura cucinano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c'è  un'età, giovani e anziani e soprattutto molte donne, è uno spaccato di  società e potrete incontrare un po' di tutto e forse, l'unica cosa che  li accomuna è di non essere ricchi. Non potrete dire di essere stati in  Russia se non avrete provato la terza classe.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;(pubblicato su Il Reporter, quotidiano on line)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-1816803978153545757?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/1816803978153545757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/terza-classe.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/1816803978153545757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/1816803978153545757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/terza-classe.html' title='terza classe'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFxX36kaU8I/AAAAAAAAABE/wKKiqkVkUlc/s72-c/DSCF2407.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-4134454925045916652</id><published>2010-08-06T20:42:00.000+02:00</published><updated>2010-08-06T20:42:05.617+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='russia 2008'/><title type='text'>CCCP</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFxWmsMv8wI/AAAAAAAAAA8/b7sBVP_lD1I/s1600/DSCF2017.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFxWmsMv8wI/AAAAAAAAAA8/b7sBVP_lD1I/s320/DSCF2017.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="color: #f3f3f3; font-size: medium;"&gt;Me  la ricordo questa scritta, quando ero bambino, stampata sulle maglie  della nazionale Russa, o meglio sovietica. Fra di noi, ma credo che  fosse prassi comune&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;, &lt;span style="color: #f3f3f3;"&gt;si diceva che cccp stava per :  col cazzo che perdemo. Eppure la sconfitta è arrivata puntuale. Prima  quella nella finale europea contro l'Olanda delle meraviglie di Gullit,  Van Basten, Ryakard e poi quella ben più grave che ha portato alla fine  di un mondo. Il crollo dell'Urss, con tutto quello che ha rappresentato,  è stato la fine di un immaginario collettivo, di una speranza per gli  sfruttati di tutta la terra, di un modello a cui ispirarsi. Forse questo  è ancor peggio della fine della prima esperienza dei paesi socialisti.  La possibilità di dar vita a un&amp;nbsp; mondo migliore, ovvero un mondo  socialista arde ancora nel cuore di milioni di essere umani. &lt;/span&gt;&lt;br style="color: #f3f3f3;" /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #f3f3f3;"&gt;Ora  qui in Russia, si mischiano una serie di fattori riguardo il passato  recente di questo paese: storia di un popolo, uso strumentale di simboli  ed uomini, affezione a quella che era la propria vita ma anche grossi  rimpianti e una voglia di tornare indietro. Strade intitolate a Lenin e  Marx, statue in ogni città, falce e martello ancora stampate sui  palazzi, ponti ed altri edifici, banchetti che vendono magliette,  bandiere e tutta una serie interminabile di oggettistica sovietica. Non è  difficile neanche vedere gente che indossa abiti con la scritta Urss e  con tanto di stemma.&lt;/span&gt;&lt;br style="color: #f3f3f3;" /&gt;&lt;br style="color: #f3f3f3;" /&gt;&lt;span style="color: #f3f3f3;"&gt;L'Unione Sovietica non c'è più, al suo posto  una serie di repubbliche indipendenti che hanno prodotto milioni di  poveri e poche centinaia di ricchi.&amp;nbsp; Le contraddizioni fra passato e  presente sono evidenti in Russia; un capitalismo sfrenato e un perenne  ricordo del glorioso passato comunista. Emblema di tutto ciò, il  mausoleo di Lenin, che se fosse ancora vivo sarebbe sicuramente in prima  fila per dar vita ad un nuovo soviet dei lavoratori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-4134454925045916652?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/4134454925045916652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/cccp.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/4134454925045916652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/4134454925045916652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/cccp.html' title='CCCP'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFxWmsMv8wI/AAAAAAAAAA8/b7sBVP_lD1I/s72-c/DSCF2017.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-7772503860240795920</id><published>2010-08-06T20:32:00.001+02:00</published><updated>2011-08-17T20:43:55.091+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bulgaria e romania 2007'/><title type='text'>il cimitero allegro di Sapanta</title><content type='html'>&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFxVBwOSDHI/AAAAAAAAAA0/f4SDBvkT27Y/s1600/sapanta002.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFxVBwOSDHI/AAAAAAAAAA0/f4SDBvkT27Y/s320/sapanta002.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Nord della Romania. Regione contadina del Maramures. A soli 4 km dal confine ucraino, immerso in una paesaggio da sogno con dolci colline alternate da campi, prati e boschi, si trova il piccolo villaggio di Sapanta. Poche case in legno, qualche anziana in abiti tipici seduta fuori dai cottage, occasionali carretti trainati dai cavalli e animali che scorrazzano liberi lungo la strada.&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;E’ in questo luogo, che vi farà compiere un salto indietro nel tempo ricordandovi un mondo ormai scomparso da primi del novecento, che ci si imbatte nel famoso e grazioso “cimitero allegro”. Il camposanto conosciuto in tutto il continente per le croci a legno dipinte che adornano le sue tombe.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Già all’entrata del camposanto, insieme a molti altri visitatori, resterete colpiti da quello che si pone innanzi ai vostri occhi. Simpatia e curiosità si impossesseranno immediatamente di voi con una strana sensazione di allegria e gioia, che generalmente poco si addice ad un cimitero.&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Una vicina all’altra, immerse nel verde e nei fiori, vedrete numerose croci in legno di colore blu più o meno intenso. Colore che tradizionalmente rappresenta la speranza e la libertà. Su ognuna di esse è rappresentato il defunto, impegnato a svolgere il suo lavoro, con al di sotto un simpatico epitaffio che ricorda, spesso in tono scherzoso, le sue principali caratteristiche. &lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Ogni croce narra pertanto una storia diversa e personale e non faticherete a notare persone che svolgono i mestieri tradizionali. Pastori, barbieri, tessitori, contadini sono solo alcune delle professioni che incontrerete nel vostro pellegrinare.&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Passeggiate tranquillamente alla circa delle tombe che più vi incuriosiscono ma ce n’è una che non dovrete perdervi assolutamente. Dalla luminosità dei colori capirete facilmente quali le più antiche e quali le più recenti e naturalmente tentate di comprendere le scritte in rumeno o fatevele tradurre, potrete così apprezzare meglio la parte ironica presente in ognuna.&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Tutto questo è iniziato nel 1935 grazie all’opera di uno scultore locale. Ioan Stan Patras ha scolpito e adornato queste croci fino al 1977, anno in cui è morto ma non prima di aver realizzato anche la sua lapide con tanto di autoritratto ed ironico epitaffio. Capirete facilmente di quale lapide sto parlando, infatti ai suoi piedi una targa, sempre il legno, riportata la dicitura “creatorul cimitirului vesel”.&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Non preoccupati, questa curiosa attività non è cessata con il suo creatore, ma è proseguita grazie ad suo apprendista, Dumitru Pop, che continua a realizzare una decina di croci l’anno utilizzando gli stessi metodi tradizionali. &lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; text-align: left;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 12pt;"&gt;Che dire, oltre che essere un vero e proprio museo a cielo aperto richiamo per turisti e utile per la comunità, è sicuramente un bel modo per ricordare chi non c’è più, con il sorriso sulle labbra e la spensieratezza nel cuore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;(pubblicato su Il Reporter, quotidiano on line)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-7772503860240795920?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/7772503860240795920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/il-cimitero-allegro-di-sapanta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/7772503860240795920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/7772503860240795920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/il-cimitero-allegro-di-sapanta.html' title='il cimitero allegro di Sapanta'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFxVBwOSDHI/AAAAAAAAAA0/f4SDBvkT27Y/s72-c/sapanta002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-2535321214006922841</id><published>2010-08-06T20:29:00.000+02:00</published><updated>2010-08-06T20:29:19.707+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bulgaria e romania 2007'/><title type='text'>Bulgaria, alcune informazioni</title><content type='html'>&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;div&gt; &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFxUFCBiGUI/AAAAAAAAAAs/FYzbtfRjF1s/s1600/DSCN0800.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFxUFCBiGUI/AAAAAAAAAAs/FYzbtfRjF1s/s320/DSCN0800.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;I ricordi sono ancora freschi e indelebili e voglio condividere con voi tutte le informazioni che ho ricavato.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Con  questo viaggio il puzzle dell’Europa è quasi completo, e così l’anno  prossimo o varcherò i confini del nostro continente (non che mi  dispiacerebbe!) o la scelta ricadrà fra Islanda, Russia e Bielorussia,  Ucraina, o i balcani occidentali; anche se continua a frullarmi in testa  l’idea di lasciare tutto e girovagare per mesi. E’ anche il secondo  anno che non utilizzo il mitico biglietto inter rail, credo che ormai mi  fermerò alla quota di 7 consecutivi, sarà veramente difficile che nel  futuro ritorni ad utilizzarlo viste le mete che vorrei raggiungere.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Il  viaggio di questa estate mi ha portato alla scoperta degli ultimi due  membri dell’Unione Europea, paesi ancor poco esplorati soprattutto dai  viaggiatori italiani.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Abbiamo  preso un volo andata e ritorno Roma-Sofia con la compagnia low-cost  Wizz air (100€), organizzando il nostro itinerario prima attraverso la  Bulgaria, poi Romania, per finire a tornare nella capitale bulgara...&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;&lt;b&gt;Bulgaria&lt;/b&gt;,  è sicuramente il più enigmatico paese dell’Europa, l’ultima terra  incognita. Una nazione piccola con circa 8 milioni di abitanti e un  paesaggio che varia tra montagne e foreste, pianure verdi e terre  coltivate, fiumi e valli ed ogni tanto qualche piccolo centro abitato.  Vedrete animali che pascolano liberamente e ve li troverete anche ai  bordi della strada, potrete ammirare le cicogne che nidificano sui pali  della luce o sui camini. La Bulgaria è ancora una paese povero, ve ne  accorgerete non appena vi allontanerete dalla capitale, dal treno  noterete numerosi palazzi e soprattutto fabbriche chiuse, abbandonate ed  in degrado. Gli stipendi medi si aggirano sui 250 € al mese ma il costo  della vita non è molto alto. Sono evidenti i danni che il capitalismo  selvaggio ha prodotto in questi anni così come le differenze di classe  createsi ed il divario fra ricchi e poveri, detto ciò una buona parte  della popolazione rimpiange la vecchia repubblica popolare, e come  dargli torto?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Per  noi occidentali rappresenta pertanto ancora una destinazione molto  economica ed allo stesso tempo interessante. La gente è molto dignitosa,  disponibile e gentile, pochi parlano inglese ad eccezione dei giovani e  di chi lavora nel turismo.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Le  strutture ricettive, come gli ostelli, si sono molto sviluppate negli  ultimi anni. I prezzi per un posto letto vanno dai 14-20 Leva (7-10 €).&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;La  cucina è deliziosa , numerosi chioschi soprattutto nei pressi delle  stazioni dove comprare qualcosa di veloce (1-2 Lv). Mangiare in una  taverna–ristorantino popolare, è economico e gustoso, per un pasto si  spende tra i 6-8 Lv (3-4 €). I piatti tipici che vi consiglio di  assaggiare sono:&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;salumi  (sudjuk, lukanka, pastrama) le zuppe (ciobar) fatte in diversi modi, ma  soprattutto i più robusti e squisiti Musaka e Kavarma (carne di maiale o  pollo a pezzettini, pomodori, peperoni, funghi, cipolla, spesso  ricoperto da un uovo tutto immerso in una gradevole salsetta) serviti in  graziose scodelline di terracotta, oppure potete scegliere i Kebabceta  (polpettine allungate di carne macinata) o Kufteta (nella forma  sferica), senza naturalmente dimenticarsi i peperoni farciti (pulneni  cuski). Accompagnate il tutto con un’ottima birra bulgara come la  Kamenitza o la Zagorka, digerite con la rakyia, una sorta di grappa,  anche la più dolce mastica (anice, sembra sambuca) non è da buttare e  poi ovviamente il vino che viene prodotto numeroso.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Per  visitare il paese utilizzate tranquillamente il treno, la rete  ferroviaria è ben sviluppata e copre buona parte del territorio  nazionale. I treni sono lenti e vecchi, ma viaggiarci sopra è veramente  affascinante, incontrerete gente e vedrete dai finestrini paesaggi  magnifici, ed in più costa veramente pochissimo. La tratta Sofia-Varna  la più lunga del paese (500 Km circa) viene 20 Lv (10 €). Il sito della  compagnia ferroviaria è ben fatto, con una versione in inglese,  troverete tutte le informazioni sugli orari ed i prezzi.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;I pulmann, più veloci ma anche più cari, utilizzateli per raggiungere quei posti non serviti dal treno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Giunti  nel paese noterete presto alcune cose insolite che non dimenticherete  di certo. Prima cosa da sapere è che i bulgari fanno il nostro contrario  per dire si e no con la testa, infatti per una risposta affermativa la  scuotono lateralmente mentre per una negativa la inclinano avanti ed  indietro. Quindi non stupitevi di sentirvi rispondere “da” e vedere  girare la testa a destra e sinistra, anche se ne sarete a conoscenza  rimarrete lo stesso meravigliati e un attimo perplessi, come è capitato a  me.&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;L’altra stranezza che vedrete sono dei manifestini  con gli annunci funebri, e tanto di foto del defunto, appesi sui muri,  pali ed alberi che restano li finché la pioggia o il vento non li  staccano, possono passare giorni come anni. Ma la prima cosa di cui vi  accorgerete sarà sicuramente l’alfabeto, qui infatti si usa quello  cirillico, a prima vista vi apparirà tutto incomprensibile, non  riuscirete a comprendere neanche le più elementari indicazioni, ma non  vi preoccupate troppo, dopo un po’ vi diventerà familiare e comincerete a  distinguere le lettere, inoltre alcune indicazione sono riportate anche  con l’alfabeto latino.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;1 Leva = 0,50 €&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;&lt;b&gt;Sofia&lt;/b&gt;,  la capitale è una città piccola e a dimensione umana, graziosa ma con  non molto da vedere, si sviluppa ai piedi del monte Vitosa,  raggiungibile con un’escursione giornaliera. L’aeroporto si trova alcuni  chilometri ad est del cento, formato da due terminal (il terminal 1, il  più piccolo dove arriva e parte la Wizz Air e le compagnie minori) per  raggiungere il centro prendete l’autobus 84 (fa capolinea di fronte il  terminal 1) e termina la sua corsa all’università, ma se siete diretti  in centro (boulevard Maria Luisa, ecc) vi conviene cambiare in Pliska e  da lì prendere uno fra i bus 214-213-305 scendendo poi al ponte dei  leoni. Il biglietto costa 0,70 Lv (35 eurocents) ed in teoria dovreste  farne uno anche per&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;il vostro zaino. In alternativa potete prendere il taxi, mi raccomando uno ufficiale, per il centro città vi costerà&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;circa 10 Lv.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Per dormire non preoccupatevi, negli ultimi anni a Sofia hanno aperto numerosi ostelli fra questi ve ne posso suggerire tre:&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Backpaker’s  Inn, struma street 6, la terza a sinistra di Boulevard Maria Luisa  venendo dalla stazione (nord). E’ un appartamento situato al primo piano  di una piccola palazzina formato da tre camere (6 letti 18 Lv, 4 letti  20 Lv e doppia) due bagni, cucina e sala comune con internet, la  colazione è compresa. Si respira una bella atmosfera, il personale è  gentile e simpatico e si socializza facilmente, sembra più di essere in  un appartamento universitario.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Sisters  Inn, Boulevard Slivnitsa 168, venendo da nord attraversate il ponte dei  leoni e svoltate a destra ve lo troverete dopo pochi metri. Dispone di 4  camere (18-20 Lv) cucina, sala comune, internet e la colazione è  compresa.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Hostel  Mostel, Boulevard Macedonia 2°, una traversa di Boulevard Hristo Botev,  il viale parallelo a Vitosha, prezzi da 14 a 20 Lv, se prenotate e  chiamate vengono a prendervi alla stazione del treno/bus. Colazione  inclusa, internet e cucina disponibile in più vi offrono una birra e una  pizzetta o piatto di pasta, sconto del 10% se state più di tre notti o  se siete più di tre persone.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Due  giornate per visitare la capitale bulgara sono abbastanza, purtroppo  nonostante sia una città gradevole c’è poco da vedere. Passeggiate lungo  boulevard Maria Luisa e Vitosha (la&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;via Veneto di Sofia)  fino ad arrivare ad un parco molto frequentato alla cui estremità si  erge l’immenso palazzo della cultura, soffermatevi nella piazza Sveta  Nedelya (fra uno e l’altro viale) dove sorge la chiesa omonima. La  moschea ed i bagni con il grazioso giardino pieno di fontane dove sgorga  acqua minerale (molti i bulgari che riempiono bottiglie, peccato che  sia bollente), la piccola chiesetta semisprofondata nel passaggio  sotterraneo dei magazzini Tzum, piazza Battenberg il centro della vita  politica dove sorge il capolavoro architettonico sovietico l’ex casa del  partito, non potete poi perdere la neobizantina cattedrale Aleksandar  Nevski.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Per  mangiare qualcosa velocemente diversi negozietti che vendono kebab e  panini, provate anche i dolci come le sfogliatine ripiene di ricotta od  altro.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Per  le serate non ho nessun locale in particolare da segnalare, sappiate  comunque che in estate al di fuori del fine settimana difficilmente si  riempiono, comunque alcuni locali si trovano ad est di piazza Sveta  Neleya neri pressi di piazza Batenberg. Un quartiere che ci hanno detto  essere molto movimentato la sera, dove incontrare giovani del posto, è&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Studentski  grad (città degli studenti) situato qualche chilometro a sud del centro  e raggiungibile in bus o taxi. Comunque abbiamo trascorso un paio di  piacevoli serate in un simpatico ed allegro bar all’aperto dove un dj  mette buona musica, nel parco vicino allo stadio del CSKA, ambiente  tranquillo ed alternativo.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;La  stazione ferroviaria si trova a nord del centro, treni per tutto il  paese, in più collegamenti giornalieri per Istanbul, Mosca via Bucarest e  Ucraina, Serbia. Noi da Sofia ci siamo spostati a Plovdiv, tra 2-3 ore  costo 6.70 Lv. Treni anche per Veliko Tarnovo, con cambio a Gorna  Orijahovica, 5 ore 11.50 Lv.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Causa  imprevisto abbiamo rinunciato a visitare il monastero di Rila, il più  bello e conosciuto della Bulgaria, situato 120 Km a sud della capitale,  se possibile dedicategli una giornata. Per raggiungerlo c’è un pulmann  in partenza nella mattinata da Sofia, peccato che il ritorno sia nelle  prime ore del pomeriggio, costringendovi quasi a pernottare lì. Una  possibile alternativa che ho escogitato, è prendere il treno o bus per  Blagoevgrad, da lì partono dei bus per Rila (da verificare comunque)  infine dal villaggio al monastero, 20 Km, un autobus fa la spola oppure  potete tentare con autostop od altro. Tragitto al contrario per il  ritorno, ultimo treno da Blagoevgrad per Sofia alle 21.30.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;&lt;b&gt;Plovdiv&lt;/b&gt;, la seconda città della Bulgaria è abitata dai tempi dei Traci, successivamente Greci,&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Romani,  Bizantini, Ottomani. Adagiata su sei collinette è una città molto  vivace con diverse manifestazioni culturali con strade frequentatissime  ed un affascinante ed interessante città vecchia, un vero museo  all’aperto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Diversi ostelli in cui alloggiare, fra questi vi consiglio:&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Hikers  Hostel, Suborna street 53, nel cuore della città vecchia, è la strada  che cale da piazza Stamboliski quella dove termina il viale pedonale  Aleksandrovska. Situato in un bel edificio del 19° secolo dispone di  letti in camerate da 6-8 posti, 20 Lv colazione inclusa, possibilità di  usare internet e cucina. Raggiungibile dalla stazione dei treni con gli  autobus 7,20,26 scendete dopo il tunnel e prendete la strada che sale  sulla collina; a piedi è una bella camminata soprattutto con lo zaino in  spalla, circa 20 minuti.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Raisky  Kat Hostel, P.R. Slaveikov 6, anch’esso nella città vecchia, piccolo  non molti letti, ha camere doppie con\senza bagno 24-22 Lv e da 3 letti  20 Lv.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;PBI  Hostel, Naiden Gerov 13, nella parallela a sinistra del corso pedonale,  letto in camerata 20 Lv, collegamento internet e cucina disponibile.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Per  mangiare diversi ristorantini in centro ma anche nei pressi della  stazione, proprio nella piazza lì davanti, all’inizio di Boulevard  Ruski, ce n’è uno buono ed economico con tavoli all’aperto ed al chiuso e  cucina tradizionale.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Nella  bellissima Plovdiv ci sono molte cose da vedere, la città vecchia è un  vero e proprio museo architettonico a cielo aperto ed è stupendo  perdersi nelle sue strette e ripide viuzze in un insieme di rovine  antiche ed alte muraglie che nascondono cortili fioriti e fontane.  Passeggiate quindi tranquillamente per queste stradine respirando la  particolare atmosfera che provocano, soffermatevi ad ammirare le molte  case barocche magnificamente affrescate. Non perdetevi anche il teatro  romano costruito da Marco Aurelio nel II secolo, le rovine di Nebet Tepe  da dove si ha una vista su tutta Plovdiv; Via Alexandrovska, la  principale strada pedonale piena di negozi e caffe e sempre molto  affollata. Ad est del centro sulla sommità di un alto colle si trova il  monumento all’armata rossa mentre potrete rilassarvi nel parco Na  Svobodata, a fianco della grande piazza dove si trova la posta e  l’albergo Trimontium.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;La città ha una discreta vita notturna, con molti caffè e bar soprattutto nelle vie Kostantin Iricek, Gladstone e Alexandrovska.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;La  stazione del treno e dei bus si trovano a sud del centro e vicine tra  loro, circa 1,5 Km. Molti treni per Sofia, collegamenti anche per la  costa e per il nord. Per Veliko Tarnovo un treno la mattina con cambio a  Stara Zagora (5 h) e uno diretto nel pomeriggio (5h). Pertanto dopo  Plovdiv ci siamo recati nella perla dei Balcani.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;&lt;b&gt;Veliko Tarnovo&lt;/b&gt;  è uno dei luoghi più straordinari della Bulgaria, il fiume Jantra vi  descrive sette meandri racchiusi in un anfiteatro di montagne verdi e  boscose. Case sospese nel vuoto che si addossano alla rinfusa una  sull’altra, vie che si intrecciano per la collina. Un piccolo gioiellino  imperdibile, anche voi ne rimarrete affascinati. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Fate attenzione solo le maggiori vie riportano l’indicazione del nome.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Anche qui molti gli ostelli ma anche i privati che affittano camere, vi fermeranno anche per strada per offrirvele.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Hostel  Mostel, Iordan Indjeto 10, nei pressi della fortezza di Carevec, in una  stradina che si dirige verso il fiume. Dalla fortezza prendete la  strada che scende a sinistra e poi di nuovo a sinistra. In un  bell’edificio appena ristrutturato in stile rustico, tutto nuovo e  aperto da pochissimo. Veramente un buon indirizzo, posto letto a partire  da 14 Lv (7€) ma è più probabile che paghiate 20 Lv. Colazione  compresa, possibilità di usare internet e cucina, fra le 19 e le 20  viene offerta birra e pizza (o hot dog). Il personale è simpatico e  disponibile, c’è anche un bel giardino dove rilassarsi e cuocersi  qualcosa al barbecue. Se chiamate vengono a prendervi alla stazione.  Sconto del 10% per più di 3 notti o 3 persone. Dalla stazione del treno  prendete il bus 5 e scendete alla fortezza.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Low  Costel Hostel, Assen Ruskov 6, situato in pieno centro, in una traversa  della via principale, praticamente dietro la posta centrale e l’ufficio  informazioni. Camere da 4-6 letti a 20-18 Lv, piccolo con soli 12  posti, dispone di una cucina. Raggiungibile dalla ferrovia con i bus  4,5,10,13 scendete alla posta.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Nomads  Hostel, Gurko street 23, si trova nel cuore della città vecchia, nella  magnifica via Gurko. Posto letto 18-20 Lv, colazione compresa e cucina  disponibile. Servizio di trasporto gratuito, sconto del 10% per più di  due persone o notti.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Hiker  Hostel, Rezervoarska street 91, nella zona di Somovodene, quella sopra  la via principale. Colazione, internet, cucina al costo di 16-20 Lv.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Rosa  Grigorova, una simpatica signora che affitta camere a 20 leva a persona  colazione inclusa, in un edificio in una piccola stradina in pendenza  fra ul. Stambolov e ul. Gurko.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Per  mangiare vi consiglio assolutamente, non perdetelo, l’Art Restorant  (Tavern), dalla strada principale, all’altezza della piazza, scendete le  scale della piccola stradina che si dirige verso ul. Gurko. Vedrete  l’insegna Apt Restorant e praticamente di fronte c’è un’altra trattoria.  Un posto da favola con tavolini all’aperto che offrono una magnifica  visuale, ottima cucina tradizionale casalinga, a prezzi bassissimi (6-7  leva un pasto completo), servizio cordiale e simpatico anche se non  parlano inglese vi capirete. Non sarà difficile socializzare con le due  signore che gestiscono la taverna (una si chiama Zora), sono la cuoca e  la cameriera ed è facile che alla fine saranno loro a ringraziarvi.  Un’esperienza unica e fantastica. Potrà anche capitarvi, come è successo  a noi, di essere fermati da una signora sulla cinquantina un po’  grassottella, sempre di corsa, che parla inglese e che vi proporrà sia  la taverna che l’edifico dove affitta le camere, quella è Rosa  Grigorova.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;L’incantevole  Veliko Tarnovo offre un panorama eccezionale al visitatore, la  disposizione delle abitazioni arroccate sulla montagna e il distendersi  tutto intorno dei boschi suscitano un’attrazione particolare alla quale è  difficile resistere. Girovagate per le stradine della città vecchia,  farete un salto nel tempo, in particolar modo non perdetevi ulica Gurko e  ulica Rakovski e soffermatevi ogni tanto ad ammirare la visuale che  avrete davanti gli occhi. La maggior attrazione e bellezza è  indubbiamente la fortezza di Carevec, ingresso 4 Lv studenti la metà. Un  fantastico picco roccioso circondato da una spessa muraglia merlata,  una vera cittadella imprendibile, trincerata dietro le sue temibili  mura. Offre anche una veduta su tutta la vallata. In alcune sere  d’estate è illuminata per pochi minuti da uno spettacolo di suoni e  luci. Sicuramente non vi sfuggirà poi uno strano monumento con quattro  cavalieri che si trova oltre il fiume, è dedicato agli Assen i fondatori  della città. Molte le chiese presenti, alle quali se volete potrete  concedere un po’ di tempo.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Tarnovo  è una città universitaria, i divertimenti non mancano, diversi pub e  discoteche sono presenti lungo la strada principale, scegliete quello  che più si addice ai vostri gusti, comunque l’estate non è il periodo  migliore.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Siamo  stati fortunati perché abbiamo potuto ammirare il festival  internazionale del folklore che si tiene da fine luglio ai primi di  agosto nel parco in prossimità della posta, chiedete e tutti vi sapranno  indicare. Non so se avviene tutti gli anni ma una volta lì non avrete  certo difficoltà a scoprirlo. I gruppi folkloristici provenienti da  tutto il mondo con musiche, abiti e danze tradizionali vanno  assolutamente visti, non lo scorderete facilmente. Vedere esibirsi la  compagine bulgara è stata un’esperienza che ci ha toccato molto.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;La  stazione dei treni è situata a 3 Km a sud del centro, è raggiungibile  con i bus(0,60 Lv) fatelo perché conoscerete sicuramente qualcuno del  posto, male che vada chiacchiererete con il bigliettaio che sarà curioso  della vostra presenza. Oppure con il taxi vi costerà circa 3 Lv. Vi  suggerisco di prendere il bus dalla stazione verso il centro mentre al  ritorno soprattutto se in serata utilizzate il taxi. Alla stazione  troverete sicuramente tassisti abusivi, preferite quelli ufficiali, non  sono pericolosi ma vi chiederanno sicuramente qualcosa in più. Non molti  i treni diretti alle altre grandi città che passano per la stazione di  Veliko Tarnovo ma tutti si fermano al nodo ferroviario di Gorna  Orjahovica (13 Km da Tarnovo) raggiungibile con treni regionali o in  taxi. Da qui abbiamo lasciato ahimè la Bulgaria dirigendoci a Bucarest  con il treno proveniente da Sofia e che dopo la Romania procede verso  Mosca. Da Veliko Tarnovo alla capitale rumena il costo è di 25,60 Lv per  un posto a sedere mentre 35,20 Lv per la cuccetta da sei, da Sofia  calcolate circa una decina di leva in più. Il treno parte tutti i giorni  dalla capitale bulgara alle 19.30 e ferma a Gorna Orjahovica a  mezzanotte mentre arriva a Bucarest alle 6.15&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Purtroppo  non abbiamo potuto visitare la costa, servirebbe sempre molto più tempo  di quello che si ha a disposizione, ma se desiderate farlo non  perdetevi Varna, terza città del paese che d’estate si riempie ed offre  molti divertimenti.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Nasebar,  più o meno a metà strada fra Varna e Burgas, un grosso borgo adagiato  su una penisola rocciosa, un luogo splendido con viuzze tortuose. In  estate è la località più turistica della costa. Raggiungibile in pulman  dalle due città.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Sozopol (33 Km a sud di Burgas) un bellissimo borgo costruito su una penisola rocciosa. Molto affollato d’estate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-2535321214006922841?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/2535321214006922841/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/bulgaria-alcune-informazioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/2535321214006922841'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/2535321214006922841'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/bulgaria-alcune-informazioni.html' title='Bulgaria, alcune informazioni'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFxUFCBiGUI/AAAAAAAAAAs/FYzbtfRjF1s/s72-c/DSCN0800.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-2718275909051380462</id><published>2010-08-02T21:41:00.000+02:00</published><updated>2010-08-02T21:41:38.970+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesi baltici 2006'/><title type='text'>estonia</title><content type='html'>&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFcfLmfyr8I/AAAAAAAAAAk/UBkt1MM9otY/s1600/tallin16.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFcfLmfyr8I/AAAAAAAAAAk/UBkt1MM9otY/s320/tallin16.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Lasciata  Sigulda siamo tornati a Riga per poche ore, giusto il tempo per  concederci un pasto a base di gnocchetti, un ultimo saluto alla città  vecchia, uno sguardo alla folla di giovani pronti alle follie del fine  settimana, un’occhiata al nostro ostello e via a prendere l’autobus che  ci porterà in Estonia. Partenza alle 23.40 arrivo a Tallin alle 5.50,  fortunatamente abbiamo dormito per tutta la durata anche perché le poche  volte che ho aperto gli occhi davanti a me vedevo solo nebbia e non so  assolutamente come l’autista faceva a guidare. Arrivati, si è montato  sul primo autobus per Tartu alle 6.45, dove ci fermeremo per una  giornata mentre nella capitale estone ritorneremo più avanti, il costo  varia a seconda dell’autobus da 70 a 120 EEK, in questo caso 90 EEK (6  €) e comunque all’interno della stazione sono affissi tutti gli orari  con i rispettivi prezzi, la durata del viaggio è di 2,30-3 ore. Non  siamo andati direttamente a Tartu in quanto esiste un solo collegamento  con partenza alle 19.00 e arrivo alle 23.20 che ci avrebbe costretto a  dormire una notte in più e così per comodità e risparmio, anche se poi  neanche di molto, abbiamo optato per l’altra soluzione...&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Tartu  seconda città dell’Estonia è una località piccola ma molto graziosa  vista la ricca vita culturale data dalla presenza della storica  Università. Passeggiate per le vie del centro ammirando la piazza  principale, l’università, il vicino orto botanico con un piacevole giro  nel giardino, salite alla collina di Toomemagi e concedetevi un po’ di  riposo sulle spende del fiume. Fra i tanti musei presenti in città  consentitevi assolutamente la visita del Museo Nazionale Estone  (Kuperjanovi tanav 9) probabilmente il più interessante dell’Estonia,  che ne illustra la storia e le tradizioni culturali ed inoltre prima  dell’uscita trovate un computer con collegamento ad internet che abbiamo  utilizzato abbondantemente. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Nel  complesso non siamo rimasti particolarmente colpiti da questa cittadina  anzi alla fine è stata un po’ una delusione forse anche perché c’era  poca gente dovuto probabilmente al fatto che l’università è chiusa in  agosto. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;In  compenso abbiamo alloggiato in uno dei migliori ostelli, per qualità e  confort anche se era privo di atmosfera, della mia vita, il Tu Student  Villane o anche Hostel Pepleri (in Pepleri Tanav 14) è un enorme e  moderno edificio di 4 piani situato a meno di un Km a sud-ovest del  centro, offre camere singole/doppie 300/250 EEK (20/16,50 €) a persona.  Delusi e spaventati dall’eccessivo costo eravamo tentati di andarcene ma  alla fine stanchi abbiamo deciso di rimanere ed una volta entrati in  camera ecco la sorpresa: bagno enorme con doccia, angolo cottura, Tv,  asciugami e saponette è più un mini appartamento e credo che vangano  utilizzati molto dagli universitari. Un altro ostello il Tartu Hostel,  Soola Tanav 3, si trova nei pressi dell’autostazione ma non abbiamo  verificato costi e qualità.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Un  posto dove potete mangiare in centro e spendere poco è presso l’Old  Student Caffè, Ulikooli Tanav 20, collocato in una parte  dell’università, ma fate attenzione perché al piano terra c’è la mensa  che offre sazianti piatti del giorno a prezzi abbordabili mentre al  primo piano il caffè vero e proprio con una maggiore scelta di pietanze  ma anche dei costi. All’incrocio delle due vie pedonali Kuuni Tanav e  Vanemuise Tanav trovate un centro commerciale con un fornito  supermercato.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;A  questo punto si è deciso di modificare il nostro itinerario e così  invece di recarci un paio di giorni nel parco nazionale di Laheema siamo  andati direttamente a Tallin e avremmo fatto successivamente  un’escursione nel parco.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Tallin  non ha bisogno di presentazioni, senza ombra di dubbio, fra le tre, è  la capitale più conosciuta e più affascinante, grazie soprattutto alla  vicinanza con la scandinavia e alla bellezza della sua città vecchia  così autenticamente medievale, anche se ciò ahimè causa un maggior  numero di turisti e dei costi. Ci siamo fermati 4 giorni, praticamente  gli ultimi della nostra incredibile vacanza per poi partire alla volta  di Stoccolma da dove avevamo il volo per casa.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Anche  se non particolarmente grande la città vecchia è magnifica e attraente,  è piacevolissimo passeggiare nelle vie acciottolate ammirando le  stupefacenti mura e torri medievali fra le migliori al mondo, godere del  panorama che si ha dalla collina di Toompea, respirare l’atmosfera da  medioevo che si percepisce ad ogni angolo. Poi se avete tempo potreste  concedervi due passi nel parco di Kadriog o lungo Pirita Tee che  costeggia la baia di Tallin a un paio di km a nord-est del centro,  oppure visitare il museo all’aperto di Rocca al Mare, 6 km ad ovest,  dove sono conservate le più antiche strutture in legno d’Estonia.  Evitate invece di recarvi sulle isolette di fronte Tallin, sono una gran  delusione.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;In  agosto, l’elevato numero di visitatori potrebbe creare qualche problema  nella ricerca di un posto letto, ma non disperate, sono molti gli  ostelli nel centro storico. Fra tutti vi consiglio il Tallin Backpackers  ina Lai Tanav 10, ambiente simpatico e giovanile, cucina ed internet a  disposizione, posto letto 225 EEK (15 €) ma sono anche disponibili dei  comodi materassini nel sottotetto a 150 EEK. In Uus Tanav ce ne sono  altri due, l’Old Town Hostel e l’Hostel Uus 26, posti letto tra 250-300  EEK. Altro buon ostello è il Vana Tom in Vaike-Karja 1 nei pressi della  piazza, letto in camerata 250 EEK, nello stesso stabile dello strip  club. In Nunne Tanav, vicino la piazza, tra le vie Lai e Pikk si trova  l’Eurohostel, letto in camerata 290 EEK, un po’ anonimo. Questi più o  meno gli ostelli del centro storico.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Sul  fronte divertimenti, la città abbonda ancor di più, praticamente ogni  vicoletto nasconde una birreria, quindi girate alla ricerca di quello a  voi più congeniale. Tanto per dare qualche informazione: in Suur-Karja  Tanav trovate 4-5 pub con pista da ballo, sono locali turistici e sempre  frequentati, i maggiori sono il Nimega e il Nimeta Baar, uno di fronte  l’altro. Mentre due locali più alternativi e meno turistici dove si può  respirare un’atmosfera diversa sono il Von Krahli Bar (Rataskaevu 10/12)  e il Levi’st Valjas (Olevimagi 12) entrambi molto graziosi. Per le  discoteche la più famosa è L’Hollywood (Vani-Posti 8) aperta dal giovedì  al sabato entrata a pagamento, poi vi sono il Venus Club all’incorcio  fra Viru Tanav e Mere Puiestee è locale alla moda e il Caffè Amigo nel  centro commerciale Viru Keskus in Narva Mantee, entrambi all’estremita  orientale della città vecchia.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;La  nostra ultima giornata in terra di Estonia l’abbiamo trascorsa nel  parco nazionale di Laheema e fortunatamente a differenza dei giorni  precedenti è stata una giornata soleggiata. Per raggiungerlo ci sono due  diverse possibilità: dall’autostazione di Tallin che si trova a un paio  di Km a sud est del centro partono due autobus al giorno ( 8.30 –12.00  65 EEK) per Vosu, villaggio costiero all’interno del parco e molti bus  per Viitna all’estremità meridionale.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Il  Lahemaa è il più grande parco dell’Estonia e comprende un tratto di  costa frastagliata con penisole e baie, 480 Km di entroterra boscoso con  laghi, fiumi e cascate. Tanti i percorsi escursionistici che si snodano  al suo interno e che permettono di apprezzarne la flora e la fauna.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Il  problema principale però rimane quello di riuscire a spostarsi al suo  interno, in quanto non esistono mezzi di trasporto locali e se non si  dispone di un’auto sarete in grosse difficoltà. Un buon modo per  visitarlo può essere in bicicletta, ma anche qui affittarla non è cosa  semplice, o al massimo tentare la sorte con l’autostop. Così alla fine  ci siamo ritrovati a percorrere una quindicina di Km nel nulla più  assoluto della boscaglia, senza purtroppo poter apprezzare al meglio le  bellezze del parco avendo come unico mezzo di locomozione le nostre  gambe, e non finirò mai di ringraziare quella ragazza che con il suo  passaggio ha evitato probabilmente che perdessimo l’autobus.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Se  volete soggiornare ci sono dei campeggi e degli ostelli sparsi qua e  la, informatevi prima o chiede al centro turistico di Palmse.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;La  mattina successiva abbiamo lasciato l’Estonia con destinazione Helsinki  parecchi i collegamenti marittimi fra le due città gestiti da 5-6  compagnie, il porto è a nord del centro. Le navi si dividono in due  categorie: i traghetti che impiegano 3 ore e mezzo ma costano meno e gli  aliscafi 1 ora e mezzo, avete pertanto solo l’imbarazzo della scelta in  base alle vostre esigenze. Noi abbiamo optato per il traghetto della  Viking Line delle 8.00 che ci è costato con sconto studenti 13 €, prezzo  pieno 18. Esiste anche un collegamento diretto tra Tallin e Stoccolma  gestito dalla Tallink e che dura 13 ore, solo cabine.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-2718275909051380462?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/2718275909051380462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/estonia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/2718275909051380462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/2718275909051380462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/estonia.html' title='estonia'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFcfLmfyr8I/AAAAAAAAAAk/UBkt1MM9otY/s72-c/tallin16.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-4691385174948782402</id><published>2010-08-02T21:36:00.001+02:00</published><updated>2010-08-02T21:36:56.929+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesi baltici 2006'/><title type='text'>lettonia</title><content type='html'>&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFcdqm7DbXI/AAAAAAAAAAc/4BcaXmYbGBU/s1600/riga28.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFcdqm7DbXI/AAAAAAAAAAc/4BcaXmYbGBU/s320/riga28.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Beh  Riga, che dire, sicuramente la grande città del Baltico, quella che più  ricorda una metropoli. Con una deliziosa città vecchia e una  movimentata vita notturna. Apprezzate il fascino delle strade e dei  colori dei palazzi della parte antica, godetevi una bella visione  panoramica dalla torre della chiesa di S. Pietro, non perdete l’enorme e  stravagante mercato ed il particolare ed interessante museo  Etnografico. La stazione ferroviaria e quella degli autobus si trovano  al limite sud-orientale della città vecchia, 5 minuti a piedi, e nei  loro pressi ci sono un paio di centri commerciali con enormi e  fornitissimi supermercati.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Per  dormire, nonostante l’elevato numero di visitatori non preoccupatevi,  molti gli ostelli nel centro. Noi abbiamo alloggiato al Riga Old Town,  in Valnu iela 43, di fronte all’autostazione dovete attraversare la  grande strada che delimita la parte vecchia, letto in camerata da 12 con  bagno a 8 Ls (12 €) ma se prenotate su internet può costare meno, da 5  Ls in su. La reception è collocata nel pub al piano terra, da li tramite  una porta si accede alle scale interne che portano alle stanze,  all’ultimo piano c’è una postazione internet gratuita e nel seminterrato  la cucina, inoltre vi vengono date lenzuola ed asciugamani. Il  personale è gentile e simpatico, inoltre sono disponibili per  consultazioni le guide Lonely Placet, in inglese, delle repubbliche  baltiche e dei paesi limitrofi. Altri ostelli sono il Riga Backpackers  ed il Riga Hostel, entrambi in Marstalu iela, il primo al civico 6 e  l’altro al 12, nella città vecchia e dispongono di camere con diverse  tipologie di letti a partire da 6/7 Ls. Mentre vicino alla stazione dei  treni ci sono il Central Hostel e l’Elisabeth Youth Hostel in Birznieka  upisa iela 20....&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Dopo  la prima giornata passata a perdersi piacevolmente nella città vecchia e  nei suoi dintorni, procedendo da chiese a monumenti, il secondo giorno  siamo andati ad esplorare l’immenso mercato collocato all’interno di 5  hangar per dirigibili Zeppelin e sviluppato tutto intorno, dove  troverete veramente ogni sorta di cosa. E’ un luogo strano e pittoresco a  cui dedicare un po’ del vostro tempo.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Successivamente  ci siamo recati al museo etnografico lettone, stupendo museo all’aperto  che sorge sulle sponde del lago Jugla ai confini orientali della città,  dove potrete ammirare bellissimi e particolari edifici in legno della  campagna lettone dei primi del novecento e migliaia di oggetti della  vita rurale di un tempo. L’ingresso costa 1,50/1 Ls (adulti/studenti) e  per raggiungerlo prendete l’autobus numero 1 da Merkela iela (biglietto  0,20 Ls) e scendete a Brivdanas Muzejs, una mezz’oretta circa, fate  attenzione a non sbagliarvi con il filobus n.1 che passa all’incrocio  con Terbatas iela.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Provate  assolutamente i pelmeni, gnocchetti ripieni di vari tipi di carne ma ci  sono anche alle verdure, bolliti oppure fritti, presso il locale  Pelmeni (Kalku iela 7) in pieno centro, aperto dalle 9 alle 4. Funziona  come un self service, ci si reca al bancone, ci si riempie il piatto e  poi si va alla cassa, una porzione abbondante costa circa 1 Ls; altra  cosa da non perdere sono i piragi, pasticci di carne cotti in forno,  venduti nel locale di fronte.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;La  vita notturna è molto movimentata, diversi i locali dove andarsi a  divertire, peccato invece per i tanti ragazzi che vi fermano in strada  invitandovi ad entrare negli strip club che abbondano nel centro. Un  buon disco pub è Pulkvedim Neviens Neraksta che letteralmente significa  nessuno scrive al Colonnello, situato in Peldu iela 26, aperto tutti i  giorni entrata 2 Ls, sempre ben affollato, potete bervi una birra seduti  ad un tavolino, scatenarvi in pista o magari fare conoscenza mentre  siete in strada a fumarvi una sigaretta. Di fronte trovate un altro  locale in cui potrete passare una serata. La discoteca che va per la  maggiore è il Roxy, in pieno centro della città vecchia, Kalku iela 24, è  aperto tutti i giorni 5 Ls, composto da due piani e 4 sale da ballo con  diversa musica. Un posto divertente se amate ballare, pieno di gente,  tante le ragazze del posto e forse un po’ troppi italiani. Nella piazza  centrale trovate invece alcuni graziosi bar all’aperto, ottimi per bere  qualcosa prima di fare due salti in qualche locale. Nel fine settimana  aprono altri locali, fra questi le due principali discoteche l’Hollywood  e il Club Essential.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;L’ultima  giornata l’abbiamo trascorsa a Jurmala, una serie di piccoli centri  abitati che si sviluppano lungo la costa ad ovest di Riga. Prendete il  treno e scendete a Majori (diversi treni l’ora, 0.51 Ls 40 minuti) il  centro maggiore, fate una passeggiata lungo la via principale Jomas  iela, pedonale, qui trovate molti negozietti, ristoranti dove bere o  mangiare qualcosa. Essendo una località abbastanza turistica i prezzi  non sono economicissimi, vi consiglio pertanto il Veranda al civico 58,  carino e più rustico degli altri, si mangia bene, si spende poco e i  piatti sono abbondanti, portate principali a base di carne alla brace  accompagnata da contorni misti. Se le condizioni climatiche lo  permettono andate sull’immensa spiaggia, che poi è l’attrazione  principale del luogo, situata a nord della stazione e godetevi un po’ di  sole e di riposo, peccato però per i molti insetti che vi assaliranno.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;La  mattina successiva abbiamo lasciato la capitale lettone, ci ritorneremo  solo per poche ore per prendere il pulman e ci siamo concessi un paio  di giorni di pace e tranquillità ma non di relax nel parco nazionale del  Gauja. La nostra destinazione è la graziosa cittadina di Sigulda che  sorge ai piedi di una scoscesa e pittoresca zona boscosa ed ospita  diversi castelli medievali e grotte. Raggiungibile con il treno ( 0,71  Ls 1h 15’) situata su una collina, è molto piccola e si sviluppa intorno  alla stazione, la via principale è Pils iela dove si trovano i pochi  ristorantini e pub presenti ed un supermercato, un altro invece è  collocato a 500 m ad est della stazione ed è aperto dalle 8 alle 23.  Sulle due colline di fronte, al di là del fiume, si trovano le frazioni  di Krimulda e Turaida. Abbiamo alloggiato nell’unico ostello presente  sistemato all’interno del maniero di Krimulda, grande edificio bianco  con un enorme giardino adibito anche a clinica per bambini. Dispone di  casette in legno estive situate davanti all’edificio, il costo è di 5 Ls  a persone e le camere semplici ma graziose sono da 2-4 o più letti,  l’atmosfera che si respira è fantastica. Per raggiungerlo, con lo zaino  sulle spalle, è vivamente consigliato prendere la funivia (1 Ls – a/r  1,5 Ls) posta in Poruka iela all’estremità nord di Sigulda, partenza  ogni 15-30 primi dalle 7 alle 19.00 e in pochi minuti attraversa la  valle concedendovi meravigliose vedute della zona e arriva a Krimulda,  pochi metri sulla sinistra e trovate il maniero.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Un  altro posto dove si può dormire è il Makara Campings, un campeggio  anche per camper sulle sponde del fiume e si possono affittare tende e  materassini per chi ne è sprovvisto. Inoltre organizza escursioni in  canoa e rafting, una bella esperienza da provare visto che i prezzi non  sono eccessivi. Attraversate tutta Sigulda, scendete nella valle e  giunti al ponte prendete la strada a sinistra, il campeggio è poco più  avanti.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;L’attività  principale da queste parti è quella di sgranchirsi le gambe e fare  lunghe passeggiate, ammirando la spettacolarità del paesaggio e dei siti  principali, ovvero i castelli di Sigulda, Krimulda e Turaida, le grotte  di Gutmanis e Viktors. Preparatevi pertanto a camminare parecchio,  potete provare a fare l’autostop che non sembra molto diffuso anche se a  noi un passaggio ce l’hanno dato.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Dall’ostello  per raggiungere Sigulda e viceversa, a piedi avete tre possibilità:  scendere dalle scale, circa 200, alla sinistra del maniero, attraversare  un piccolo boschetto, passare il ponte e salire per la strada,  abbastanza comodo ma un po’ faticoso, da fare con la luce del sole;  valida alternativa ed anche meno faticosa, soprattutto se volete fare la  follia di andarci di sera visto che è illuminata, prendere la  strada/sentiero, era in corso di pavimentazione, che scende a fianco la  funivia, giunti a valle seguite la strada, il ponte ecc; terza ed ultima  possibilità ma vivamente sconsigliata perché molto lunga, 8 Km circa, è  prendere la strada provinciale che però fa tutto il giro della vallata.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Qualsiasi  decisione prendiate, se siete fuori di testa come i sottoscritti e  volete andarci in serata, portate con voi una torcia che può risultare  molto utile.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Un  buon posto dove mangiare è Tris Draugi (Pils iela 9, 8-22) che serve  gustose portate, abbondanti e a prezzi contenuti. Le pietanze sono  esposte in un lungo bancone, nello stabile adiacente si trova un pub.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-4691385174948782402?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/4691385174948782402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/lettonia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/4691385174948782402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/4691385174948782402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/lettonia.html' title='lettonia'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFcdqm7DbXI/AAAAAAAAAAc/4BcaXmYbGBU/s72-c/riga28.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-6442971359865381912</id><published>2010-08-02T21:27:00.002+02:00</published><updated>2010-08-02T21:29:04.157+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesi baltici 2006'/><title type='text'>lituania</title><content type='html'>&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFcbzUuCYrI/AAAAAAAAAAU/-2NYdSMFiqE/s1600/vilnius11.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFcbzUuCYrI/AAAAAAAAAAU/-2NYdSMFiqE/s320/vilnius11.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Siamo  partiti da Varsavia da dove abbiamo preso il pulman per Vilnius. Ci  sono due pulman, uno della Eurolines che parte alle 18.30 e arriva alle  6.30 e costa 130 zl e uno della PKP (compagnia ferroviaria polacca) che  sostituisce il vecchio collegamento in treno e parte il lunedì,  mercoledì e venerdì alle 23.00 dalla stazione centrale e arriva alle  9.00, ferma anche a Kaunas, il biglietto costa 89 zl. Già da questo  primo trasporto, ce ne saranno tanti altri, ho rimpianto i miei cari e  amati treni, spostarsi in treno è tutta un’altra cosa, si sta molto più  comodi, ci si può muovere camminando nei vagoni, si incontra gente,  insomma per me rimane il miglior mezzo di trasporto e devo ammettere che  mi è molto mancato....&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;A  Vilnius ci siamo fermati 4 giorni, utilizzandola anche come base di  partenza per delle escursioni nei paraggi. Mi ha colpito e affascinato  moltissimo il barocco della città vecchia, le sue strette stradine  acciottolate, l’orizzonte frastagliato dai tetti delle numerose chiese  ortodosse e cattoliche, ma soprattutto l’atmosfera che si respira e i  suoi simpatici abitanti. Passeggiate tranquillamente per i vicoletti  della città vecchia e del centro, non perdetevi l’ottimo panorama che si  ha dalla collina di Gediminas, inoltre una cosa simpatica da fare è  affittare una bicicletta al centro informazioni turistiche in Vilnius  Gatve 22 al prezzo simbolico di 1 litas (30 centesimi di euro)  riconsegna entro le 18.00 , e girovagare per la città.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Noi  abbiamo alloggiato al Filaretai Hotel in Filaretu Gatve 17, veramente  un bel ostello, carino, pulito e ben tenuto; dispone di camerate da 6  letti ed il costo è di 35 Lt (10 €) per la prima notte e 32 Lt per le  successive, sconti con tessera ostelli. Ha una cucina ben attrezzata,  fornisce le lenzuola e l’uso gratuito di internet e c’è un discreto  giardino con tavoli. E’ collocato a poco più di un km ad est del centro  nel bel quartiere di Uzupis (il quartiere di artisti e squatter  autoproclamatosi repubblica indipendente) e potete raggiungerlo o con  l’autobus 34 dalla stazione (fermata Filaretu, biglietto 1,10 Lt) o a  piedi. Altri due buoni ostelli sono L’Old Town Hostel in Ausros Vartu  Gatve 20 a un paio di minuti dalla stazione, 35 Lt a notte e il Centro  Turistico Giovanile in Polocko Gatve 7, letti a 24 Lt, non c’è né cucina  né internet, vicino al Filaretai, scendete alla fermata precedente.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Due  buoni posti dove mangiare e spendere poco sono Zamaiciu Smukle e Savas  Kampas entrambi in Vokieciu gatve al numero 24 e al 4. Nel primo provate  assolutamente lo Zeppelin (12 Lt) piatto tipico composto da una sorta  di spesso purè di patate a forma di dirigibile con un ripieno di  formaggio e carne condito con una salsa di burro panna acida e pezzetti  di bacon, attenzione perché la porzione è abbondante e pesante, ne  portano due molto grandi, serve inoltre buoni piatti di carne.  Nell’altro locale potete prendere il piatto del giorno buono ed  economico, ma non perdetevi i Koldunai (10 Lt) sorta di ravioli ripieni  di carne o funghi e serviti con diversi condimenti come panna e bacon,  noci e broccoletti ecc. &lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Un  simpatico locale dove passare la serata è il Brodvejus, movimentato  disco pub a due piani collocato in una piccola traversa (Mesiniu Gatve)  di Vokieciu Gatve, in quest’ultima via troverete alcune birrerie  all’aperto e un altro paio di locali.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Abbiamo  dedicato una giornata alla visita della affascinante Trakai, l’antica  capitale lituana che si sviluppa su una piccola striscia di terra  circondatala tre laghi. L’attrazione principale è il meraviglioso  castello gotico in mattoni rossi costruito su un’isoletta e collegato  alla terra con un ponte pedonale in legno. Godetevi una bella  passeggiata nella via centrale ammirando i colorati cottage di legno e  lungo la costa. Trakai è collegata a Vilnius con moltissimi autobus (45m  2,90 Lt) e diversi treni (40m 2,80 Lt). Sulla riva davanti al castello  ci sono un paio di localini, piccoli e graziosi, dove mangiare, magari  un filino turistici ma comunque accettabili, provate il Kibina Keptas  cibo tipico dei Carati, una sorta di fagottino di pasta di pane ripeino  di carne macina e cipolla tritata, molto buono.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Un’altra  giornata è trascorsa nella visita del Parco Nazionale di Aukstaitija,  il posto non è male con molti laghi e foreste di pini e abeti rossi ma  con una giornata sola, considerando anche il tempo per raggiungerlo non  si può apprezzare bene ed inoltre bisognerebbe disporre di un mezzo per  spostarsi. Nonostante tutto è stato piacevole concedersi un po’ di  tranquillità immersi nel verde, ma vi consiglio di evitare di fare le  nostre folli che abbiamo percorso dei sentieri per più di una decina di  Km. Per raggiungere il parco da Vilnius, prendete uno dei diversi  autobus (11 Lt) o treni (10 Lt) per Ignalina , da qui dei bus locali,  pochi minuti, vi portano all’interno del parco, es. Paluse dove si trova  il centro turistico.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Dopo  quattro magnifici e divertentissimi giorni abbiamo lasciato la capitale  lituana dirigendoci sulla costa baltica, precisamente a Klapeida. Ci  sono 4 autobus la mattina e 2 il pomeriggio, costo 49 Lt.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Terza  città della Lituania, ha poco da offrire, è piccola e tranquilla ma  rappresenta un ottimo punto di partenza per la visita della penisola  Curlandese. Esiste un minuscolo ostello, di fronte la stazione degli  autobus, con 12 letti che sembra più un appartamento di fuorisede, visto  che al 99,9% sarà completo la sistemazione più economica è l’hotel  Viktorija, vecchio e un po’ decadente, che offre camere  doppie/triple/quadruple 68/90/100 Lt comunque accettabili, situato in  Simkaus Gatve 2, in centro vicino la fiume.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Per  mangiare c’è un grazioso locale in Teatro gatve, sulla piazza  principale della parte vecchia, con tavoli anche all’aperto e buon cibo.  Fra i molti piatti provate le crocchette servite con una salsa di  funghi, nei paraggi trovate anche un paio di disco-pub.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Il  giorno successivo siamo andati a visitare la magnifica penisola  Curlandese, non perdetevela, una stretta lingua di terra ricoperta di  pinete e dune di sabbia bianca affacciata sul mar Baltico, si raggiunge  con un traghetto dal porto del castello vecchio di Klapeida (a/r 1,50 Lt  pochi minuti). Si sbarca a Smiltyne qui degli autobus vi portano fino a  Nida&amp;nbsp; (1h 7 Lt) il villaggio principale, passando  per gli altri tre piccoli villaggi , volendo potreste prendere anche un  taxi, a noi in 4 ha chiesto 10 Lt a testa, ma impiega molto meno tempo  visto che si è fatto la strada a 130 Km/h, scesi dopo questo viaggio  allucinante abbiamo baciato terra. Nida è un incantevole villaggio di  pescatori circondato da pinete e dune di sabbia bianca, attraversatelo  ammirando i bei cottage di logno con le reti da pesca appese fuori,  recatevi alla duna di Panidis,a sud, alta 52 m da dove avrete un  bellissimo panorama di tutta la zona: la sabbia, le coste e le foreste.  Attraversate la foresta e passando per il faro recatevi alla spiaggia  dove potete concedervi un po’ di riposo e se siete coraggiosi e non  soffrite il freddo fatevi il bagno nell’acqua gelata del Baltico. Se  avete del tempo potreste anche visitare il piccolissimo villaggio di  Juodkrante con le sue sculture di streghe e spiriti.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;La  mattina successiva con molto rammarico e dispiacere abbiamo salutato la  Lituania che ci ha così favorevolmente impressionato e sperando in un  futuro ritorno ci siamo recati a Riga. Partenza dell’autobus da Klapeida  alle 9.00 arrivo alle 14.30 costo del trasporto 44 Lt.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-6442971359865381912?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/6442971359865381912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/lituania.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/6442971359865381912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/6442971359865381912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/lituania.html' title='lituania'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFcbzUuCYrI/AAAAAAAAAAU/-2NYdSMFiqE/s72-c/vilnius11.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-3290164811766633839</id><published>2010-08-02T21:08:00.005+02:00</published><updated>2010-08-02T21:29:48.299+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesi baltici 2006'/><title type='text'>introduzione ai paesi baltici</title><content type='html'>&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFcal9MBXqI/AAAAAAAAAAM/6RDaph-P5-k/s1600/mappa.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFcal9MBXqI/AAAAAAAAAAM/6RDaph-P5-k/s320/mappa.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Ahimé,  come tutte le belle cose anche le vacanze finiscono presto! Un anno  intero ad aspettare, programmare e pianificare il viaggio ed ecco che in  un battito d’ali è già finito. Fortuna che ci sono le esperienze  vissute a farci ricordare per tutta la vita questi indimenticabili  momenti: luoghi incantevoli, avventure incredibili, centinaia di  incontri e nuove amicizie, una lista interminabile di e-mail e di inviti  in tutta Europa. Ora mi aspettano 12 lunghi mesi di lavoro, forse una  benedetta laurea se mi decido, e tanto tempo per progettare il prossimo  viaggio. Ma torniamo a noi.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Ormai  come un puzzle sta per realizzarsi il mio peregrinare per tutto il  nostro continente. Con il viaggio di questa estate, altre tre nazioni si  sono aggiunte alla mia lista, ed ora manca solo l’Islanda, i Balcani  orientali e la Russia, l’Ucraina e la Bielorussia… l’anno prossimo una  di queste mete!.....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Un  piccolo cambio nel mio modo di viaggiare quest’anno c’è stato, niente  paura, sono rimasto sempre un backpacker, ma per la prima volta, dopo  ben sette inter-rail consecutivi, il primo nel 99 e l’ultimo nel 2005  che mi hanno trasportato in tutte le zone ad eccezione dell’area H,  quest’anno ho dovuto fare a meno del mitico biglietto.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Il  viaggio, cominciato a pensare già al rientro dal precedente, ha preso  sempre più piede nel corso del 2006, registrando purtroppo anche il  forfait di un compagno, arrivando al progetto definitivo con partenza da  Roma il 6 agosto per Cracovia, poi Lituania, Lettonia, Estonia infine  Stoccolma passando per Helsinki e volo di ritorno il 26. Non avevo dubbi  sulla riuscita di questo viaggio, come tutti gli altri è stato  fantastico. Ormai è quasi una malattia, non riesco a stare più di tre  giorni fermo in un posto, la mia fame di conoscenza è insaziabile. E’  inutile che stia qui a dirvi la bellezza dei luoghi, la tranquillità  delle cittadine nei parchi nazionali, le foreste che circondano tutto o  le spiagge di sabbia bianca con il mare gelato; che vi parli dei litri e  litri di birra ingurgitati, dei buoni piatti tipici anche se un po’  pesanti, della movimentata vita notturna, dell’incredibile bellezza  delle donne di queste terre o dell’inaspettata simpatia e gentilezza  degli abitanti. Cercherò più che altro di fornirvi delle informazioni  pratiche che possano rivelarsi utili, illustrarvi il nostro itinerario,  dare qualche suggerimento e magari aggiungere delle riflessione  personali. Pertanto questo scritto non sarà un diario o racconto di  viaggio, anche perché nella mia folle testolina frulla ancora l’idea di  scrivere con il sogno di pubblicarli dei racconti per ogni mio viaggio,  impresa che però sta diventando un po’ megalomane vista la mole di  questi ultimi e che a questo punto sarebbe bello si trasformasse in un  libro complessivo sull’Europa, chissà se un giorno…&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Ma torniamo al viaggio vero e proprio.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Per  la prima volta la mia partenza non è stato un treno notturno da Termini  o Tiburtina ma dall’aeroporto di Ciampino il 6 agosto con un volo Wizz  air per Katowice (vicino Cracovia) costo totale del biglietto 80 €  acquistato a fine maggio, un’altra compagnia low cost che fa la stessa  rotta è la Sky Europe. Dall’aeroporto di Katowice che è molto fuori  città avete due possibilità: prendere una navetta express, è un pulmino a  9-15 posti, che vi porta a Katowice e prosegue per Cracovia (costo 50  zl, poco + di 12 €) oppure prendere l’autobus (giallo) di linea fino a  Katowice, si ferma alla stazione degli autobus di fronte a quella dei  treni, (20 zl, 5 €) e da lì per raggiungere Cracovia o un treno (12-18  zl in base al tipo di treno: osobowy – pospieszny) o un pulmino della  unibus (12 zl).&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Sui  treni diretti a Cracovia passano dei ragazzi con indosso una maglia  gialla che vi offrono da dormire in alcuni ostelli, 5-6 se non sbaglio, e  vi accompagnano con un pulmino dalla stazione. Noi abbiamo deciso di  tornare all’ostello di l’anno scorso, il Cadillac che si trova un po’  fuori dal centro, circa 2 km ad est in via Krolewska, ha camere con 4  letti, una cucina ed internet gratuito, costa poco più di 6 € se si  prenota su internet, 9-10 sul posto. Per mangiare vi consiglio sempre i  magnifici bar-mlecznys (latterie), sorta di trattorie popolari self  service dell’epoca sovietica,dove potrete gustare ottimi piatti tipici.  Nei dintorni della piazza centrale ce ne sono 4 tutte di ottima qualità,  fra queste vi consiglio U Stasi (ul.Mikolajska 16) situata in un  minuscolo cortile interno dispone di pochi tavoli ma il cibo è  eccezionale, vi conviene arrivare presto perché in poco tempo si riempie  e dovrete fare la fila. Una volta seduti, trovate anche il menù in  inglese, ordinate, finito di mangiare vi recate a pagare alla cassa  vicino l’entrata. Qui potrete mangiare dei deliziosi&amp;nbsp; pierogi.  Vi troverete sicuramente a condividere il pasto con impiegati o  studenti della zona. Altra buona latteria è Bar mleczny Pod Temida  (ul.Grodzka 4) più grande della precedente ma stessa qualità, qui ci si  reca al bancone si ordina si prendono i piatti e si paga. Unico neo ma  superabile è il menù rigorosamente in polacco sull’enorme tabellone  appeso nei pressi del bancone. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Infatti non abbiamo perso l’occasione di un ottimo pasto con i deliziosi pierogi.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;I piatti che vi consiglio di assaggiare assolutamente sono:&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Pierogi&lt;b&gt; &lt;/b&gt;grossi  ravioli normalmente ripieni di formaggio, ma si trovano anche alla  carne o ai frutti di bosco. Talvolta serviti con pancetta. Magnifici!!!&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Bigos involti di crauti con all’interno carne, salumi, funghi, pomodori. Da assaggiare&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Kotlet schabowy cotoletta di maiale impanata&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt;"&gt;Nalesniski squisito dolce di crepe ripiena di formaggio fresco servita con panna montata e mirtilli.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt;"&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt;"&gt;Un’ultima valutazione complessiva dei tre paesi baltici:  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt;"&gt;la  qualità degli ostelli è generalmente buona e i costi abbordabili, i  divertimenti abbondando e la natura è fantastica, la cucina locale va  sperimentata vista anche l’accessibilità dei prezzi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt;"&gt;I  trasporti sono discreti, purtroppo in Estonia le ferrovie sono un po’  all’abbandono e poco utilizzate e non c’è stata possibilità di  utilizzarla, evidentemente c’è una politica che per arcani motivi ha  smantellato il vecchio ma efficiente servizio su rotaie preferendo il  più inquinante trasporto su strada; fortunatamente in Lettonia ho potuto  sperimentare il treno, bella esperienza, che mantiene un alto utilizzo  grazie ai molti collegamenti e bassi costi, un po’ l’opposto della  precedente; mentre la Lituani è una via di mezzo, con alcune tratte  concorrenziali per numero di viaggi, costi e tempi con gli autobus ed  altre no, peccato che per un fattore di coincidenze non abbia potuto  sondare anche questi treni. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-3290164811766633839?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/3290164811766633839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/introduzione-ai-paesi-baltici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/3290164811766633839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/3290164811766633839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/introduzione-ai-paesi-baltici.html' title='introduzione ai paesi baltici'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2s8Dq1OLcQ0/TFcal9MBXqI/AAAAAAAAAAM/6RDaph-P5-k/s72-c/mappa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-6366533771313823826</id><published>2010-08-01T15:10:00.002+02:00</published><updated>2010-08-01T15:24:39.971+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Europa dell&apos;est 2005'/><title type='text'>Resoconto di viaggio</title><content type='html'>&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="color: #f3f3f3; font-size: large;"&gt;SLOVENIA, CROAZIA, UNGHERIA, POLONIA, REP. CECA, REP. SLOVACCA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Un’altra  estate è finita e un’altra fantastica vacanza se ne è andata, ora dovrò  aspettare un anno prima di poter girovagare per qualche altro luogo.  Quello che si è concluso questa estate è il mio settimo, e si avete  capito bene, settimo inter rail. Sette anni passati sui treni di tutta  europa che mi hanno permesso di conoscere luoghi e culture diverse,  persone straordinarie e paesaggi incantevoli. Sette anni in cui ho  attraversato in lungo e largo il nostro continente, dedicando ogni anno  alla visita di una zona differente. Un bagaglio di esperienze che ti fa  mettere in dubbio molte delle certezze sul nostro modo di vivere, che ti  fa percepire quante siano le cose che non vanno o che non funzionano.  Nel mio ultimo inter rail ho volto lo sguardo a est, a quella luce che  una volta veniva da queste terre, ho varcato l’ex cortina di ferro e con  qualche rammarico mi sono dedicato alla visita di questi luoghi, oggi  purtroppo invasi da un capitalismo selvaggio e da un consumismo sfrenato  che lasciano indelebili i segni dei loro mali. Ma nonostante ciò, certo  avrei voluto vedere queste terre prima, è stata una vacanza stupenda e  ne sono rimasto favorevolmente colpito. Città magnifiche e paesini che  ti fanno tornare indietro nel tempo, persone gentili ed ospitali, ottima  cucina, birra che sgorga a fiumi, buoni trasporti e belle ragazze.&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Dopo  il viaggio da Roma a Venezia e una breve escursione della città  lagunare inizia la vera e propria vacanza, puntiamo alla volta della  capitale slovena. Vallate e montagne e poi boschi, boschi e ancora  boschi, questo è quello che vediamo dal treno prima di giungere a  Lubiana. Due giorni in questa graziosa e piccola cittadina, elegante e  pulita dove è visibile l’influenza austriaca, una breve gita al lago di  Bled dove facciamo l’autostop, tra l’altro sembra che sia abbastanza  facile muoversi in questa maniera e poi via dalla più ricca e  occidentale delle ex repubbliche Jugoslave. Eccoci a Zagabria, subito  percepiamo la differenza, città più grande e caotica della precedente, è  piacevole passeggiare per le vie del centro soprattutto lungo due vie  piene di bar-pub dove puntualmente ci fermiamo per una birra. Siamo solo  all’inizio ma già capiamo che il tasso alcolico della vacanza sarà  elevato. Due giorni e via, proviamo ad andare ai magnifici laghi di  Plitvice ma per risparmiare e non prendere l’autobus da Zagabria  rimaniamo bloccati un’intera giornata in uno sperduto paesino di 20 case  e 100 abitanti. Vi vivono strani personaggi, i segni della guerra sono  ancora molto evidenti, non esistono collegamenti e nessuno parla inglese  e per finire la nostra presenza suscita molta curiosità. Nonostante  passino numerose auto di turisti diretti ai laghi nessuno ci da’ un  passaggio, che fregatura e pensare che siamo solo a 20 Km dalla nostra  meta. Comunque un’esperienza che ricorderò sempre con molto piacere.  Trascorriamo qualche ora a Ogulin dove ci imbattiamo in una festa che  per quel che capiamo è per festeggiare i 10 anni dalla fine della guerra  e poi giù a Spalato dove ci concediamo una giornata di mare sull’isola  di Brač. Durante il viaggio conosciamo alcuni croati, non ci scorderemo  di Franjo nativo di Spalato ma che vive a Belgrado con cui abbiamo  chiacchierato un paio d’ore ognuno nella propria lingua e riuscendo  stranamente a capirci. Un attimo e abbiamo già voglia di ripartire da  Spalato e Brač, invase di italiani e rimpiangiamo il nulla di Vrhovine.  Restiamo un po’ delusi dal mare, se ne parla così bene ma non ci sembra  niente di eccezionale, mentre l’imponenza della villa di Diocleziano ci  colpisce. Ci aspettano sedici ore di treno prima di giungere a  Budaspest, purtroppo visiteremo la Bosnia e la Serbia un’altra volta.  Ripenso a quando esisteva la Jugoslavia, quando questo territorio era un  unico stato con le sue incredibili bellezze naturali e artistiche,  quando croati e serbi, sloveni e bosniaci vivevano insieme ed in pace,  quando c’era il maresciallo Tito. Varchiamo il confine ungherese e il  treno si riempie, sale e scende gente dalle numerose fermate lungo il  lago Balaton. Dopo i primi momenti di diffidenza iniziamo una lunga  chiacchierata con gli altri viaggiatori, Giugia (susanna, che non ho  idea di come si scrive) suo padre di una sessantina di anni e una  signora molto vivace ed intraprendente con molta voglia di comunicare.  Ci indicano i luoghi più belli di Ungheria, ci insegnano alcune parole  base e noi facciamo lo stesso, poi coinvolgono tutto il vagone in una  discussione per dirci dove si trova una via e quando arriviamo alla  stazione ci accompagnano alla fermata dell’autobus. Tanta cortesia ci fa  molto piacere. Passiamo tre giorni eccezionali nella capitale  ungherese, passando in continuità da Buda a Pest, stupiti dall’immensità  del Danubio, respirando gli odori e i sapori locali, ammirando il suo  artigianato, ascoltando musica e bevendo birra, ma soprattutto ne  apprezziamo la vita notturna. Breve visita della graziosa Eger, nota per  i festival e per il vino che devo ammettere essere veramente buono e  poi di nuovo in viaggio. Arriviamo all’alba a Cracovia e subito ce ne  innamoriamo. Città bella, ordinata e pulita, ricca di storia e cultura,  vivace e allegra, di notte piena di divertimenti. Tre giorni di cultura e  sbronze, di ottima cucina polacca gustata a prezzi ridicoli nelle  magnifiche bar-latterie (trattorie popolari dell’epoca comunista), di  caos ed incontri. Come scordarci di quei pazzi dei tedeschi con cui ci  ubriacavamo cantando nella cucina dell’ostello. D’obbligo una visita ad  Auschwitz per ricordare gli innumerevoli crimini del nazismo-fascismo.  L’aiuto provvidenziale di un signore ci permette di non perdere il  treno, sul quale conosciamo Pavel con cui affrontiamo una lunga  chiacchierata sulla vita in Italia e in Polonia, su quanto sia cara  l’Italia e su come sia diventato impossibile campare. Visitiamo Danzica,  che non dimenticheremo per il suo centro invaso da un’immensa  Portaportese, stand e banchetti di cianfrusaglie ovunque che vendevano  cimeli della seconda guerra e qualsiasi altra cosa e per la follia dei  suoi abitanti. Infine è la volta della capitale Varsavia con il suo bel  centro completamente ricostruito e le folle di turisti che  l’attraversano. Lasciamo un po’ tristi la Polonia, che ci ha così  favorevolmente colpito e con la promessa di tornarci giungiamo nella più  conosciuta delle capitali orientali. Praga è come la si descrive:  affascinante, romantica, rinascimentale, ma purtroppo anche affollata e  piovosa. I tre giorni che trascorriamo qui passano lieti e felici,  stupendi gli stretti vicoli del centro che ricordano Trastevere, ponte  Carlo e l’ottima birra che ormai beviamo come se fosse acqua. Kutna  Hora, 30 Km da Praga, curata e affascinante ci offre un piacevole  rifugio dalle orde selvagge di turisti restituendoci un’atmosfera più  genuina, anche la periferia in classico stile sovietico ha il suo  fascino. Ultima tappa, ma non certo meno bella, l’altra metà di quella  che fu la Cecoslovacchia. Bratislava ci affascina, giovanile e vivace,  piena di vita, lascia una buona impressione nei nostri occhi ma anche al  nostro palato. Ed eccoci alla fine purtroppo, quando si sta bene il  tempo vola, tre settimane che sembrano esser trascorse in un secondo.  Davanti a noi 24 ore di treno, quattro stati, numerosi controlli dei  documenti e poi di nuovo a Roma, in attesa del prossimo viaggio.&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #f3f3f3; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;Veniamo  ora ai numeri e alle informazioni più pratiche. 22 giorni ci sono  costati 500 euro più il biglietto inter rail (275), non abbiamo dovuto  pagare supplementi o prenotazioni, abbiamo dormito 11 notti in ostello  pagando tra i 9 e 16 euro (Slovenia e Croazia i più cari). Quasi tutte  le città si possono girare benissimo a piedi, eccezion fatta per  Budapest, occhio ai controlli sulla metro. I luoghi sono tranquilli e  sicuri, basta un po’ di accortezza ma come in tutte le città del mondo.  Si può tranquillamente mangiare in locali, ma dovete saperli scegliere,  noi abbiamo speso per un pasto completo tra i 2 e i 6 euro, impossibile  resistere alla birra sia per qualità che per prezzo va dagli 80  centesimi ai 2 euro per mezzo litro. In diversi ostelli è possibile  cucinare ma dovete avere con voi l’attrezzatura, noi per esempio abbiamo  comprato pentola e scolapasta a Zagabria e l’abbiamo utilizzata per  tutta la vacanza. I treni sono di buona qualità, puliti ed efficienti,  esclusi quelli ungheresi che sono un po’ sporchi e vecchietti, mentre  quelli croati un po’ lenti; numerosi e ben collegati i notturni ed anche  sicuri, su quelli cecoslovacchi c’è addirittura la possibilità di  chiudere a chiave la porta dello scompartimento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-6366533771313823826?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/6366533771313823826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/resoconto-di-viaggio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/6366533771313823826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/6366533771313823826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/08/resoconto-di-viaggio.html' title='Resoconto di viaggio'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-2386352880916063957</id><published>2010-07-31T13:33:00.001+02:00</published><updated>2010-08-01T15:23:05.454+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gran bretagna ed irlanda 2003'/><title type='text'>brevi riflessioni</title><content type='html'>&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Times New Roman;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Il 31 agosto sono  tornato dal mio quinto inter-rail, purtroppo come sempre, le vacanze finiscono in un attimo! La quinta  estate trascorsa a girovagare per qualche paese europeo ed adesso non riesco ad immaginarmene una senza percorrere chilometri su chilometri, vedere  decine di posti e conoscere centinaia di persone. Viaggiare in inter-rail è  fantastico, ogni anno me ne innamoro sempre più, pensare che in poco tempo si ha l’opportunità di ammirare posti leggendari e lontanissimi, di essere in  un luogo e il giorno dopo a centinaia di chilometri, di imparare culture e  stili di vita diversi dalla nostra, parlare con tutto il mondo….. &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times New Roman; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Con  quello di quest’anno ho compiuto l’impresa di visitare tutta l’europa occidentale, dal Portogallo alla Finlandia, certo ci  vorrebbero mesi e mesi per poter dire di aver visto bene una nazione ma comunque  non posso lamentarmi. Ora sto meditando di volgermi verso l’est, anch’essa terra  di fascino ed interesse, quella che era una volta il simbolo di un mondo  nuovo carico di sogni e speranze, seppur non perfetto ma sicuramente migliore  di quello attuale. Certo avrei preferito e voluto visitarlo prima del  triste 1989-1990 e penso sia inutile stare qui a dire il perché ma andrò lo  stesso alla sua scoperta. Ora torniamo a noi e soprattutto a quest’anno, che mi  ha visto girovagare in Inghilterra, Scozia e Irlanda. Come i miei  precedenti viaggi è stata un’avventura stupenda ricca di sorprese ed esperienze, ah dimenticavo, è stata anche la prima volta che partivo da solo! Si sa gli  anni passano e gli amici hanno sempre più problemi (le donne !) ma confido  nella stagione ventura. Un primo consiglio, ne avevo conosciuta molto di gente  che era partita da sola ed ora è toccato a me, come logico, ero si convinto  di farlo, ma con qualche dubbio, capite bene un appoggio è sempre utile, ed  invece è stato fantastico ho conosciuto moltissime persone ed è stato poco il  tempo trascorso tra me stesso. Ci vuole poco per fare amicizia basta essere un  po’ socievoli e scegliere i posti giusti, ci sono nazioni dove è molto  semplice fare conoscenza (Irlanda, Spagna, Scandinavia, Francia…) e altri un po’  meno (Germania, Austria), un buon libro e un diario sono comunque ottimi  compagni di viaggio. Sarebbe innegabile dire che non abbia sentito l’assenza dei  miei amici, la complicità, il legame, la capacità di combinare casini e  divertirsi che ho con loro è difficile da trovare, chi come me conosce delle  persone da 10 anni ed è cresciuto insieme a loro passando ogni giorno della vita e  innumerevoli vacanze insieme sa bene cosa intendo e se a questo aggiungiamo che “semo  na banda de matti” il cocktail diventa esplosivo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times New Roman; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Non darò qui delle informazioni  molto dettagliate ma resterò su una linea generale perché sto valutando seriamente l’idea di  scrivere qualcosa di più curato e fornito, una sorta di piccola guida su tutti i  paesi che ho visitato indicando cosa vedere, dove dormire, altre informazioni  utili e qualche dritta, ma questo richiede del tempo. Comunque chi volesse nel frattempo può contattarmi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times New Roman; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Qualche notizia ve la do lo  stesso, per prima cosa sappiate che quello che si dice è vero la Gran Bretagna è carissima anche più della Norvegia, non su tutte le cose comunque; i  treni non viaggiano di notte ad eccezione del Caledonia sleeppers (Londra-Scozia (Glasgow-Edimburgo-Inverness)e viceversa); c’è un traghetto da  Holyhead(Galles) a Dublino che parte alle 2.50 di notte e quindi se volete evitare di  dormire qualche notte in ostello/campeggio organizzate bene il tragitto; la privatizzazione della ferrovia ha dato vita a decine di compagnie che gestiscono autonomamente percorsi diversi, questo comparta una pessima organizzazione (orari e collegamenti) e si dice che potreste vedere  cancellato un treno o cambiato un orario da un momento all’altro, questo comunque a  me non è successo; in Irlanda i treni sono pochi, lenti e non raggiungono i  numerosi piccoli centri di notevole interesse, per cui armatevi di pazienza e se desiderate vedere paesaggi naturali stupendi preparatevi a dover  prendere degli autobus o potete ricorre ad un mezzo più economico che però funziona  bene: l’autostop, a voi la scelta; un lato positivo è che non dovrete mai  pagare un supplemento o una prenotazione e lo credo bene visti i treni! Ci sono moltissimi ostelli, ovunque e seppur siano tanti i turisti, un posto  riuscirete sicuramente a trovarlo, se volete essere sicuri basterà prenotare in  questo modo potrete anche risparmiare un po’ riservando le camerate più  economiche, le prime che si riempiono.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times New Roman; text-align: justify;"&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Quanto costa fare un inter-rail ?  questa è una bella domanda e se si esclude il costo del biglietto che più o meno è uguale  per tutti, la spesa diventa molto soggettiva, sono molte le voci che  influiscono, dalle abitudini alla voglia di usare le proprie gambe. Per darvi un’idea  posso illustrarvi le mie e dirvi come affronto il viaggio. Quest’anno per 4  settimane in Gran Bretagna e Irlanda ho speso, escluso il biglietto inter-rail, 1  milione e 500 mila di vecchie lire, lo scorso sempre per un mese ma in  Scandinavia 1 milione e 400 mila lire; queste le mie spese necessarie per dormire,  mangiare, divertirsi e per i traghetti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: 12pt;"&gt;Alcuni consigli per risparmiare: viaggiare di notte e su posti a sedere, quando possibile; scegliere per dormire sempre gli ostelli  meno cari o se volete i campeggi, io preferisco la prima soluzione anche se un po’ più costosa, rigorosamente quelli con cucina in modo da poter fare un buon piatto di  pasta, si risparmia e si mangia bene e tanto; evitare di prendere mezzi  pubblici oppure non pagarli se ci riuscite, abbiamo gambe e piedi perché non  usarli? qualche chilometro non può essere certo un problema, e poi del movimento  fa sempre bene; evitare di comprare l’acqua, può sembrare una stupidaggine  ma invece è una grande spesa, dotatevi di una bottiglia e riempitela dove  possibile, l’acqua è ovunque potabile in Europa, come in ostello e in quelle rare fontanelle che potete trovare, attenti però a non bere da fontane a  ciclo chiuso, non siate tonti; ridurre al minimo, se non potete farne proprio a  meno, i regali e le altre cavolate.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: 12pt;"&gt;Per  ora è tutto, non vi resta che preparare lo zaino e partire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="ctl00_MainContentPlaceholder_ctl01_ctl00_lblEntry"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-2386352880916063957?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/2386352880916063957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/07/brevi-riflessioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/2386352880916063957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/2386352880916063957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/07/brevi-riflessioni.html' title='brevi riflessioni'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2534245971829062035.post-5558991093470033393</id><published>2010-07-31T13:22:00.001+02:00</published><updated>2010-08-01T15:22:02.515+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='francia e olanda 1999'/><title type='text'>diario di viaggio folle</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 180%;"&gt;Tre pischelli alla conquista d'Europa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Introduzione&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Penso che prima di cominciare la  lettura di questo diario vi debba dare alcune spiegazioni, chiamiamole  così. Per dire la verità, l’idea di scrivere un diario su l’inter-rail  fatto nell’estate del 99, è venuta al mummia e al roscio, i miei due  compagni di viaggio. Non mi ricordo bene se solo ad uno di loro ma  diciamo che è al 50%, comunque ciò che conta è che a me non passava  assolutamente per l’anticamera del cervello, forse perché in vita mia  scrivo molto poco perciò siate clementi. Comunque torniamo a noi, i miei  degni compari erano galvanizzati dall’idea che avevano avuto ed erano  riusciti a far nascere anche in me un po’ di passione per quest’opera.  Il progetto prevedeva di scrivere giorno per giorno  tutto quello che ci sarebbe accaduto, chiaramente in modo ironico e  divertente, insomma dovevamo far ridere, tutto ciò veniva fuori dal  fatto che eravamo coscienti che ne avremmo combinate di tutti i colori,  mi scuso anticipatamente per il fatto che non è stato facile  raccontarle. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Volete sapere quanto è durato il loro entusiasmo?  Beh, praticamente fino a mezz’ora dopo la partenza da Roma, cioè da  quando mi hanno messo in mano la penna e il quaderno e hanno detto  scrivi te perché scrivi meglio. Non potendo rifiutare mi sono fatto  carico di questo pesante onere, cercando di assolverlo al meglio. Subito  me ne sono appassionato e mi sono ripromesso di  portare il lavoro alla fine, cioè di raccontare tutti i giorni di questa  vacanza, anzi più ne passavano e più mi sentivo preso, che abbia  scoperto una passione? Scrivere mi è sempre piaciuto, diciamo che però  ho bisogno di avere un obiettivo per farlo, per questo prometto di  scriverne uno per ogni vacanza. Lascio a voi stabilire se sono riuscito in qualcosa di simpatico e divertente, l’intento era  quello, spero almeno di non essere caduto nel banale; nonostante tutto  rappresenta il ricordo di un momento bello della nostra vita, di una  vacanza da favola che consiglio a tutti. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Un’ultima cosa riguarda il  linguaggio, praticamente ho riportato su carta il modo in cui noi  parliamo e perciò sono presenti termini in romano ma anche espressioni  tipiche dei giovani o infine parole coniate da me o dai miei amici.&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Roma 28-7-99&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Ore 22.45  inizia la nostra prima vacanza in  Europa. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Sta per cominciare l’avventura!  Dopo molta fatica per il viaggio in metro, siamo montati sul treno  diretto a Nizza, ci siamo infilati in uno scompartimento che guarda caso  era prenotato , al volo ci siamo spostati in un altro. Per ora siamo  noi tre, chissà se rimarrà così. Intanto mentre il Roscio dice un sacco  de stronzate e er Mummia fa er piacione dar finestrino, a me m’hanno  costretto ( porco d.. er Roscio m’ha acciaccato er quaderno ) a srive  sto cazzo de diario.“Alimortacci vostra  come ve puzzano li piedi !!”  deve aver detto er vecchio quando ha aperto a porta dello  scompartimento. Alle 23 30 si accendono i motori, semaforo rosso, luce  gialla e via “” il mostro divorava la pianura”. I sei sedili sono  diventati tre bei lettoni, speriamo che non ci prenda sonno. Manco a  fallo a posta er Mummia già sta a russà e pure er Roscio se sta a  appisolà e io che non voio dormì me resta sola da scrive. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;E’ 00.45, loro due dormono da  un pezzo, cioè da quando semo partiti, dovremmo essere al confine con la  toscana, credo che passerò la notte scrivendo e pensando. Che bello !  er Mummia è vivo! Ha bestemmiato, chiuso er finestrino e s’è rimesso a  dormì!. Purtroppo ogni sorta di comunicazione è vana. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nizza 29-07-99&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Ore 9.50, sbarchiamo a terra, ha  inizio la conquista della Francia! &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;E’ panico nella stazione,  cerchiamo l’orario dei treni ma non ci capiamo niente, troviamo il  deposito bagagli ma servono gli spicci e perciò me tocca annalli a  rimedià. Ma con la lingua come la mettemo? E così da tre puri francesi  riesco, parlando in romano, nella gloriosa impresa. Ora tocca al Mummia,  che sfoggia il suo perfetto(?) inglese e rimedia l’orario del treno per  Parigi. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Si va in visita nella città. Il mare è stupendo, pieno di belle  gnocche con i meloncini all’aria ( a Mummia ma che me fai scrive).  Peccato che il costume è rimasto con lo zaino in stazione. I vicoli  della città vecchia so’ da paura, pieni zeppi de negozietti che vanno. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Pranzo, sacro per noi, i  barbagianni entrano in azione. Tra un morso a un panino e un goccio de  coca, te spunta ‘na bionda, no la birra!, sorride, tira fuori la  macchinetta e ce fa ‘na foto, noi se la guardamo er Roscio scambia il  favore ma il richiamo della panza è più forte, perciò non ci alziamo,  così la bionda salutando sparisce come uno dei più bei sogni. Vista  l’impresa, si, persa! Dedichiamo il pomeriggio alla cultura: scarpinata  al castello con visione panoramica. Mentre se riposamo sulla spiaggia, i  piedi avevano bisogno d’aria! ce capita de tutto, er sole sparisce tra  le nuvole e arriva l’acqua tanto sperata, peccato che viene dal cielo!  Tornamo zuppi alla stazione, i keeway so’ rimasti cor costume, lì stanno  bene. Tra un cazzo e un altro, montamo sul treno, affianco a noi se  mettono tre pischelle italiane. Indovinate che fanno i barbagianni?  Niente direte voi, olmo! Un lampo di genio illumina er Roscio: “Che  c’avete ‘na sigaretta?” Proprio a scusa più stronza pensate voi. Così si  trasferiscono nel nostro scompartimento ora completo. Simona, Maura ed  Elisa tre ragazze simpaticissime e pure parecchio scocciate, nel senso  che non ce stanno cor cervello, ce fanno compagnia per 4 ore, loro so’  dirette a Barcellona. In questo tempo se semo ammazzati de risate,  l’autista Mummia è astemio, così s'è dichiarato, er Roscio se chiama  Lucio; Così dicendo, tra un pollo, la nostra cena, e un pezzo di pane  nutella, gentilmente offertoci, tutto bagnato da birra e coca semo  arrivati ad Avignone dove sono scese. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Il treno è pieno de matti, ogni  tanto s’affaccia qualcuno e dice qualche cazzata. E’ l’una, vedemo se  potemo dormì un po’, alle 7.00 arrivamo. Er Mummia apre er sacco a pelo e  se prepara a dormì. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;La giornata è stata positiva, certo potevamo fa’ de più, basta  poco che ce vo’? &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Nizza è ‘na bella città piena de  pischelli soprattutto pischelle sicuramente ne è valsa la pena.  &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Parigi  30-07-99&lt;/span&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Parigi ore 7.00, arriviamo alla  capitale, boni tutti, de capitale ce n’è una sola: Roma! Il caos totale,  “Do’ annamo? Che famo? A stronzi!!!” Riusciamo a trovare dov'è  l'ostello, lì sfoggiamo il nostro perfetto inglese " manddeche ao!", ne  usciamo vincitori, “na stanza per tre, si ma a che  prezzi! Torre Eiffel e Arc de Trionfe i luoghi che guardiamo, qualcuno  me vole fa per forza na caricatura, chissà perché? Finalmente un pranzo degno di  questo nome: penne col tonno, fatte da me che so’  er cuoco ufficiale. Tra n’imitazione e l’altra due pischelle che se so  messe a fianco a noi ce chiedono se semo italiani e così cominciamo a  parlare. Camilla, romana, e Nicole, tedesco-olandese-svizzera-italiana-  ect, chi più ne ha più ne metta, rimediano un invito a cena.  Ore 15.00  consegna delle stanze, per tutti tranne che per noi, la solita fortuna!  Finalmente dopo averla chiesta più volte un attimo  de gioia ce riempie er core; Anelkà ce da le chiavi e noi ie damo giù  de doccia e panni puliti. Breve escursione a Notre Dame, cor solito culo che  ce ritrovamo, stanno a ristrutturà na facciata e così non se vede un  cazzo, poi gran finale: pasta alla carbonara. Serata conclusa in camera  nostra a bere, 10 birre senza alcool però! Ma esistono solo qua? Vedi a  comprà a robba fori senza legge tutte l’etichette! E pensà che c’avemo  messo pure na cifra pe decide quale prenne; a parlare e fumare. Se semo  taiati de risate, ognuno tra un “bravo” e n’altro ne sparava qualcuna  delle sue. Camilla e Nicole so’ forti, semo stati proprio bene. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;So’ le 2.00 e volemo dormì un  po’ pe na volta che c’avemo la possibilità de sta’ su na specie de  letto, limortacci loro.  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Parigi… non so’ proprio  divve com’è, a metro spacca e costa pure! In ostello se sta na crema, ma  so’ tutti così? Avemo parlato con sacco de gente, c’è tutto er monno  qua, l’italiani so’ un ber po’ e pure i romani non mancano. Come ar  solito l’altri se so’ spenti, mo li seguo a rota, ma prima spegnemo sta  torcia.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Parigi 31-07-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Lasciamo l’ostello direzione la stazione, che puntualmente  sbagliamo, damo retta a Mummia noi! Per sapere l’orario del treno per  Amsterdam. Qui conosciamo due pischelle de Roma e decidiamo così di fare  il viaggio insieme, il treno parte alle 23.15 e so’ appena le 11.00. La  stazione è una colonia italiana sembra de sta’ a casa, che bello! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Er Roscio ha  cominciato a rompe perché dovevamo anna’ a vede’ a tomba de Jim Morrison  e così per passare la giornata e soprattutto per non sentillo più  decidiamo di andarci. Dentro al cimitero che era grosso come na città ce  semo persi; dopo più de n’ora che stavamo a girà e essece passati  intorno 4 o 5 volte, avemo trovato sta benedetta tomba. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Raggiunto lo  scopo si è deciso di terminare la giornata in un parco là vicino, olmo  proprio la vicino! Più de 2 chilometri a piedi se semo fatti e Roscio  n’antro po’ ce more. Comunque ne è valsa la pena, peccato che appena er  tempo de fasse un panino e acchittà qualcosa che n’antro po’ ce se  bevono, così se semo dati. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Sbragati alla stazione, tra una  cazzata e na risata, sapesse quello che le romane stavano a combinà! Ao  non pensate male eh! abbiamo atteso con impazienza il treno. Grazie a  una furbata de Roscio siamo riusciti ad occupare, certo manco no  striscione, due scompartimenti. Oltre a noi, le due romane e Federico,  romano anche lui conosciuto il giorno prima all’ostello che comunque è  tutto matto: sta a fa l’inter-rail da solo. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Il viaggio è  stato assurdo, c’erano tutti italiani, chissà perché? Riuscì a dormì è  stato impossibile, almeno per noi visto che lue tipe c’hanno messo  n’attimo. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Amsterdam 01-08-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Manco er tempo de scende e  puntamo dritti a………………………. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;l’ostello con la vana speranza  de trovà un posto. Attendiamo con fiducia insieme a due ragazze toscane,  Federica e Laura, giunte lì poco prima di noi. Pieni di soddisfazione  otteniamo i 4 posti che ci servono, a, perché non ve l’ho detto?  Federico detto Nino si è unito a noi per adesso e ci diamo appuntamento  con le ragazze per una cena comune. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;L’ostello è molto carino,  stiamo in una camerata con 30 letti, mica annamo deppiù c’avemo er posto  migliore ed è pieno di belle ragazze. E Roscio smania per andare a  prendere il biglietto per Ajax-Lazio, sti buri, pure qua! e con molta  fatica scoprimo dov’è lo stadio. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Breve visita del centro, molto  bello con i canali in mezzo e le strade ai lati, con case alquanto  caratteristiche e ogni sorta de negozi, però tira n’aria qua! da molti  aprezzata. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Mortacciloro, sti olandesi stanno fori, n’altro  po’ c’acciaccano, co ste biciclette vanno a palla, non frenano mica. Nel  pomeriggio ci dividiamo, er Mummia e Roscio allo stadio ed io e Nino in  giro per la città. N’avemo fatta de strada con le nostre scarpine  chicco, ancora me fanno male li piedi. Se beccamo con le toscane e  scroccamo la cena, spaghetti col sugo alle vongole che però cucino io.  Dopo la ricca mangiata aspettiamo gli altri due che nel frattempo hanno  rischiato de dormì in metro, quando arrivano so’  tutti gioiosi per la vittoria della Lazio per 3-2, che se festeggiano se  tanto hanno perso lo scudetto! E così tutti insieme andiamo a fare un  giro. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Capitiamo per puro caso(!) nel quartiere a luci rosse, che  merita pienamente di essere visto, se rimane co l’occhi de fori, in  tutti i sensi e poi tappa ad uno dei tanti coffe shop. Giusto er tempo  de entrà e mettese a sede che quello chiude, eppure è solo l’una e così  sconsolati puntiamo alla panchina a bordo canale di fronte l’ostello.  S’ammazzamo de risate, Federica comincia a parlare e non se ferma più,  peggio de na macchinetta ma comunque s’è fatta na certa e la prima notte  in questa città dei balocchi volge al termine. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Amsterdam 02-08-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Porca puttana, se semo giocati  la colazione, er Mummia ma svegliato alle 11.00 e così cercamo almeno de  fa’ er pranzo. Ricca spesa , nel senso che un pacco de pasta costa  2.000 lire !! e poi abbondante pranzo contraccambiando l’invito di  Federica e Laura. Nel tardo pomeriggio giro turistico e shopping per gli  amici, non ve fate troppe illusioni. Ritorniamo in ostello  e  Roscio se fa proprio del male, non ve preoccupate se fa per di’, passa  diverso tempo sulla famosa panchina con n’altro italiano distruggendose,  al punto che pronta la cena semo costretti ad andarlo a prende ma sta  talmente “bene” che s’addormenta sul tavolo, così vola direttamente al  letto o almeno è quello che ha pensato visto che ce l’abbiamo portato di  peso noi. La serata si conclude con giro per il centro e una visita ad  un coffe shop e infine sulla nostra panchina a parlare e ridere tutti  insieme, tratte e Roscio che stava in coma al letto. Questa vacanza è stupenda , si vedono così tanti posti e si  conosce così tanta gente che già solo dopo pochi giorni siamo  felicissimi. Amsterdam è graziosa ed è piena di giovani, non se vede né  un vecchio né un bambino, boh! &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Diverse città 03-08-99    &lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Decidiamo di lasciare la città destinazione Anversa, er Mummia&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;ha insistito tanto, chissà perché? Forse se lo sentiva dal  profondo! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Prima tappa Haarlem, Federica e Laura ci seguono, dopo qualche  foto puntiamo per L’Aia e salutiamo le due toscane, so tristi sti  momenti, non ce vorebbero mai. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Visita del centro, è pieno de  gente, quanto so bone ste olandesi! Non ne vedi una brutta, e poi al  parco dove ridiamo per un’ora e creiamo un nuovo monumento nazionale il  “cannoniere”. Di nuovo alla stazione, treno per Anversa dove saremo  dovuti rimanere a dormire. Arrivati a destinazione veniamo colti da  attimi di… di… , me sto proprio a rincoglionì non me ricordo che volevo  scrive! Sembra di essere su un film di Sergio Leone, è tutto deserto non  c’è n’anima manco a pagalla, pure le case so’ vote. Con perseveranza puntiamo all’ostello, tanto la metro non se  paga, estrema periferia in mezzo ad un parco ma è completo, attimi di  gioia riempiono qualcuno, eh-eh- di disperazione gli altri. Si ritorna  alla stazione alla volta di Bruxel, e che è? Niente di più di puntino  nero su una cartina, dove si spera di poter dormire. Cerchiamo un  ostello ma anche questo è completo, ma come cazzo è possibile in una  città dove non c’è niente da vedere e da fare e non gira nessuno, manco  li zombi solo na mummia! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Così si decide di prendere il  treno per Parigi delle ore 1.47, aspettiamo solo due ore sdraiati alla  stazione. Restiamo inquietati dalle foto di bambini appese all’entrata  della metro, e meglio che se sbrigamo ad annassene. Certo che cazzo de  nazione il Belgio! Eliminiamola è un pezzo che avanza. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Parigi-Caen 04-08-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Il posto migliore che abbiamo  trovato, so proprio ridotto male me so addormentato mentre scrivevo, me  stanno a fa proprio un brutto effetto sti due! Allora dicevo, ah si, era  sul corridoio del vagone della posta(?) ma mesà che era più na cella  frigorifero!! Viaggio assai tranquillo(!) er Mummia e Nino hanno fatto  la guardia perché c’erano dei tipi loschi che stavano a rubbà. Arriviamo  a Parigi, qui la nota dolente quel simpaticone de Nino ha deciso di  tornare ad Amsterdam e così con grande dispiacere dobbiamo salutarci,  tanto se ribbeccamo a Roma ‘ndo scappa, noi invece puntiamo in  Normandia, so riuscito a convincerli, tappa a Caen. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;La zona  dell’ostello che è in periferia è deserta e sti due se stanno già a  lamentà ma basta che dormono e so’ contenti, in compenso però la camera  non è niente male ce stata pure l’angolo cottura e il bagno e che volemo  deppiù? Un lucano? No magari na lucana, comunque! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Così dopo un bel  pranzetto, ce scappata pure na bistecca, ci facciamo due tiri a pallone  sul prato, i soliti italiani ce mancava solo la chitarra e stavamo al  completo. Pomeriggio piovoso e così niente escursione turistica, prima  di cena momento topico, si decide l’itinerario, stavolta devo cedere a  sti rompi coglioni, si decide di tornare ad Amsterdam e poi Mont-Saint  Michel e il sud. Stravolti dalla fatica e da qualcos’altro crolliamo sul  letto.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Bayeux-Paris 05-08-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Sveglia all’alba, le 7.30 per  precisare e partenza per Bayeux, piccola e carina cittadina molto  caratteristica. Dopo la visita ci dirigiamo alle spiagge del famoso  sbarco, quello in Normandia appunto. Giro nell’immenso cimitero  americano e poi giù al mare, incredibili le fortificazioni tedesche, ma  come hanno fatto a sbarcare? Deve esse stato proprio n’inferno. Sulla spiaggia lasciamo una scritta, ne sentivo la mancanza, e  soddisfatti torniamo nella cittadina. Ci fermiamo in un parco dove c’è  na specie de campo de calcetto e dei canestri da basket, possibile che  solo da noi non ce stanno ste cose? Così facciamo due tiri a pallone e  sfidamo tre francesi che però ce devono aver avuto  paura vista la nostra classe(!?).Torniamo alla stazione ma la pioggia ci colpisce a  metà strada, puttana Eva, sta doccia non era preventivata!! Si apre una  discussione se l’acqua piovana è potabile: io  dico di si er Mummia e il Roscio de no, la soluzione non è stata  trovata, voi che ne dite? Ciò ragione io vero? &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Alle 18.21  partiamo per Parigi per poi da lì ripartire. A gare du nord conoscemo  Simone de Pistoia, pure lui sta a fa’ l’inter-rail da solo, allora è un  vizio! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Insieme prendiamo il treno per ritornare nella  città dei balocchi e sul treno conosco subito tre pischelle.  &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Amsterdam 06-08-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Breve prefazione, potrebbe  sembrà na cazzata ma è importante: sulla metro de Parigi s’è rotta la  mia collanina, è un brutto segno. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Arrivati ad Amsterdam puntiamo  all’ostello, ma sorpresa, è pieno! Proviamo in altri, stessa identica  risposta; un’alternativa possibile è il campeggio ma una volta visto  semo spariti. Piccola domanda, perché all’andata il tram c’è costato  4.70 e al ritorno 3 ? mesa che c’hanno fregato! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Così stanchi  morti e molto dispiaciuti andiamo a mangiare, po’ succede de tutto ma  quello non se sarta mai(!). Riesco a riparare la collanina che mi  rinfilo. Torniamo all’ostello e chiediamo una prenotazione per quello di  Biarritz, si scioglie nuovamente la collanina e non se trova er posto,  come la rilego tutto risolto, posti trovati, e come se non bastasse,  mentre aspettiamo alcune informazioni all’improvviso ce dicono che se  so’ liberati dei posti e così ancora increduli ci accomodiamo in camera.  Sarà un segno del destino ? comunque sia non credo che me la toglierò  nuovamente! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;A questo punto indovinate chi ce sbuca ? No, no,  pensatece bene prima de risponde. Vabbè, volete che vo’ dico io ? Quel   matto de Nino sta qua e così abbiamo riformato il gruppo, che  taio ! Giusto er tempo de salutasse e beccamo pure le due romane, strane  coincidenze, vero? &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;A cena conosciamo cinque ragazze  di Padova, che rimangono colpite dalla mia nota bravura culinaria,  sparamo un po’ de cazzate insieme e poi usciamo per il solito giro.  &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Amsterdam 07-08-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Allora qualcuno ce lo fa apposta  ?! Sta cazzo de pioggia ce sta a seguì da per tutto. Decido di andare a  visitare Delf, cittadina vicino L’Aia, mentre gli altri stranamente(!)  rimangono a dormire. Mentre faccio colazione incontro Livia, una delle  romane, che decide di venire con me. La mattinata scorre tranquilla se  non fosse pe tutta l’acqua che avemo preso, quando torniamo dagli altri  siamo praticamente zuppi. Trascorriamo il pomeriggio a chiacchierare,  fuori piove. Nel frattempo si uniscono a noi le padovane, oltre  naturalmente alle romane, che aspettano di partire alle 22.00. Peccato  che dobbiamo salutarci, perché ci siamo fatti un sacco de risate,  speriamo de incontrasse in Francia fra qualche giorno. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;La sera andiamo a bere  qualcosa, intanto il Mummia fa qualche numero dei sua, inventa scuse a  destra e sinistra mentre noi s’ammazzamo de risate, quanto l’avemo preso  per culo!! Si, però se lo meritava proprio! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Terminiamo la  serata sulla nostra panchina che è stata ribattezzata “cso la panca”,  già ridevamo pe cazzi nostri, quando compaiono due tipe e cominciamo a  parlà in inglese, come al solito non capimo na mazza! E così pe disse  due parole ce mettemo n’ora, si ma quanto avemo riso non vo potete  immaginà. I barbagianni come al solito non se mevono, forse le due  olandesi s’aspettavano qualcosa de più e così alle 4.00 annamo a dormì.  Questo giorno è stato ribattezzato “the Mumia day”  favve  na lista de quello che ha detto e fatto è impossibile!! Ne so successe  veramente tante.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Amsterdam 08-08-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;E si, è proprio così, ce l’ha  con noi, mannaggia al pontefice massimo, piove pure oggi e oltretutto  dovemo lascia l’ostello. Sta diventando difficile scrive, che ve sto a  rompe le palle? Basta dillo eh! Lo sai che c’è, io ce sto a provà! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Nonostante la mandi come Dio  comanda decido d’annamme a vedè Leiden, cittadina lì vicino, l’altri  come al solito me seguono(!) olmo, passano il pomeriggio fattoni in  cucina. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Per l’ora de cena lasciamo l’ostello e ci dirigiamo alla  stazione. Premetto: un ponte alto 12 metri sotto tutto marone come na  spremuta…. na spremuta de merda, scusate ho sbagliato film, allora  dicevo il binario era pieno de gente ma puntiamo ad uno scompartimento e  così con una finta a destra, due a sinistra e un pallonetto ne  prendiamo uno. Il viaggio passa cercando di dormire, impresa eroica  riuscirci. Abbandoniamo l’Olanda per questa vacanza.&lt;/span&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Parigi-St. Malò 09-08-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Aspettate n’attimo che so  entrate due… ok , alle 7.00 arriviamo a Parigi, ormai è un’ossessione  sta città, come cazzo è possibile e meno male che non ce piaceva!!  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;L’idea  è quella di andare a St. Malò e le Mont-Saint Michele, mi informo su  come raggiungerli e poi come andare da lì a Biarritz, bisogna cambiare 4  treni. A questo punto rimango l’unico a voler andare, loro insieme alle  romane vanno subito sulla costa oceanica,  a me danno  tutti del matto e in preda(!) ad una crisi mistica decido di partire da  solo. Scusate ma c’è gente che fa l’inter-rail da sola e io non posso  andà un giorno, guarda Nino, a proposito come ti va? Lo salutiamo, parte  pe Calais obiettivo Londra, ci riuscirà ? tanto a Roma lo ripiamo e  ‘ndo scappa. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Arrivo a St. Malò alle 14.40 in preda alla disperazione e alla  fame, non posso vedere Moint-Saint Michele perché sta troppo lontano, ma  ci devo tornare. Così opto per una visita della città dopo aver  raccolto suggerimenti da una coppia che avevamo conosciuto ad Amsterdam.  Con lo zaino in spalla, mannaggia a quel porco non ce so più depositi  liberi e gli impermeabili indossati, te pareva piove pure qua! parto per  la visita. Arrivato alla città vecchia mi strofino gli occhi tre  quattro volte, non credo a quello che mi trovo davanti, è eccezionale.  La città vecchia è circondata da mura, i bastioni su cui è possibile  camminare e che sono stracolmi di persone, sembra di essere a via del  corso anche perché molti sono i connazionali, cadono quasi a picco sul  mare e c’è solo un piccolo lembo di spiaggia. Ho l’impressione di essere  in un film, avete presente quelle roccaforti pirate di secoli fa? E’  questo quello che si pone alla mia vista. Entusiasta e sbalordito giro  tutta la fortificazione, la stanchezza svanisce sotto gli effetti della  bellezza di questo luogo incantato. Immortalo il possibile con la mia  fida canon prima compagna di viaggio che non mi abbandona mai, e così  purtroppo giunge l’ora di abbandonare sto posto da favola. Chissà mai  perché! In preda alla disperazione, vado via ma tornerò, distrutto, non  sento più né un polpaccio né le spalle, prendo il primo treno di questo  lungo viaggio. St. Malò è il posto più bello che abbia mai visto,  consiglio a tutti di andarci, sicuramente ne vale la pena! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Nel frattempo  loro hanno passato il pomeriggio sul treno e la sera dormendo alla  stazione di Biarritz, per domani l’ostello è prenotato. Possibile che  stanno sempre a dormì! E so sempre stanchi! Non so proprio tipi da  inter-rail, dovevo annà da solo, però me fanno taià.&lt;/span&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Biarritz 10-08-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Finalmente dopo il lungo viaggio  alle 9.00 arrivo a destinazione. Manco er tempo de scende e salutà i  milanesi, avemo fatto er viaggio insieme, e ‘ndovinate chi ve sbuca ?  con la faccia ancora addormentata riconosco la sagoma del mummia. Tutti e  tre insieme andiamo all’ostello. Non so se ancora dormo e se so  sveglio, un miraggio si trova dinanzi ai miei occhi, alla recption c’è  una bionda eccezionale, mentre ci parla non capisco più niente, pure  perché non capimo l’inglese. I posti disponibili sono due in una stanza e  uno in un’altra. E’ inutile che ve dica come è annata a finì, pure la  bionda l’ha capito e s’è messa a ride. Quando li separi a quelli,  c’hanno bisogno dell’accompagno pure pe annà ar bagno! Entro in camera e  incontro due americane e un francese, riusciamo a salutarci e  presentarci poi purtroppo la comunicazione finisce qua, è ora che  studiamo un po’ di inglese!n Vado a chiamare gli altri, er Mummia se sta  già addormentà, ma come cazzo fa dico io, possibile che non riesce a fa  altro? &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Ci diamo appuntamento alle 16.30 per andare al  mare. Comincio una lunga attesa, i minuti passano inesorabili, si fanno  le 17.00 ma di loro neanche l’ombra, intanto arrivano le romane e  passiamo il resto del giorno insieme. Tento più volte di andarli a  chiamare ma è tutto inutile, ma che c’hanno i sarcofagi insonorizzati?  Finalmente alle 20.00, guarda caso, un segno di vita proviene dalle loro  camere, ancora cor cuscino in faccia andiamo a cena. La sera si  trascorre sulla riva del lago a guardare le stelle cadenti, qualcuna  l’abbiamo pure vista eh. All’improvviso m’addormo proprio, la stanchezza  si fa sentire e non solo quella capite a me! E così lascio gli altri  quattro ai loro discorsi(!?) e alle loro risate. Me stavano a pia per  culo perché dicono che russo, ma tanto n’è vero.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Biarritz 11-08-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Lunga e diritta correva la  strada, il treno veloce correva…. la giovane estate era già  terminata..... &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Finalmente si va al mare, ma  prima, c’è l’eclissi, così ci muniamo degli appositi occhiali, bello  spettacolo peccato che qui non è totale, meio de carcio sue palle però.  Intanto all’ostello so arrivati altri due italiani, era ora! Tutti e  sette adiamo sulla sospirata spiaggia. Dopo una lunga passeggiata  l’oceano ci si pone davanti agli occhi, un’immensa distesa d’acqua nulla  a che vedere con il mediterraneo, le onde sono gigantesche e chi ce  serfa qua! Er bagno scatta subito, mica cio potevamo perde, quelle onde  c’hanno proprio impressionato, non se ponno descrive, t’arrivano certe  botte, boh ! Passiamo tutta la giornata qui e torniamo in ostello per  cena. La sera vado cor pischello de Foligno a fa un giro in città,  all’altri gli pesa er culo come ar solito, che a parte il panorama del  lungomare non è che sia un gran ché.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Carcassonne 12-08-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Ci alziamo presto per partire, salutiamo le romane e i due di  Foligno. Dopo più di 3 ore giungiamo a Carcassonne e ci dirigiamo verso  l’ostello, sto a spiccà un inglese da paura! altro che scuola, certo che  er Mummia e Roscio so proprio….. bo…. non me viene n’espressione  adeguata, comunque voi capite. Dopo una lunga camminata con gli zaini in  spalla si arriva alla città vecchia, l’ostello sta dentro le mura,  d’improvviso sembra di trovarci nel medioevo, ai tempi di re Artù e i  cavalieri della tavola rotonda, riuscite a rendervi conto di quello che  intendo dire, spiegare quello che i nostri poveri occhi osservano non è  impresa facile. Un’intera fortezza con tanto di castello, tutto  totalmente integro e ottimamente conservato. Manco er tempo de lavasse e  comprà la pasta per la cena e annamo un po’ a “scaricà” le nostre  pistole fotografiche. Dopo questa incantevole visione, pausa di  riflessione sul tavolo con le forchette e di nuovo a fare foto, infine  birretta al bar dell’ostello che è pieno de stranieri, ce stanno tutti:  italiani, pure na cifra, spagnoli, francesi, tedeschi, canadesi che sta  in camera nostra e c’avemo pure parlato un po’ e Fantozzi che dorme  sopra er Mummia, che bella coppia! So rimasto ancora qua al bar, tutti  stanno a parlà con qualcuno, l’unico solo so io, te credo, al calar  delle tenebre i miei compagni di viaggio rientrano nelle loro amate  bare. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Sono proprio contento di essere  venuto a Carcassonne che insieme a St. Malò so i posti più belli che ce  stanno. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Toulouse 13-08-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Apro una parentesi, una delle  tante direte voi. E Roscio ieri ce n’ha regalata una stupenda, alla  domanda di un canadese “Da quanto tempo state in viaggio?” Risposta “20  anni”, peccato che era convinto de aveie detto 20 giorni,  logicamente  tutto in inglese. Dopo la lunga scarpinata per arrivà alla stazione,  prendiamo er treno per Toulouse, si è deciso di passare la giornata lì.  Nel frattempo telefono alle padovane e scoprimo che prenderanno il  nostro stesso treno per Nice. Passiamo svariato tempo su una panchina,  uno ce chiede n’informazione e quando sente che parlamo in italiano se  mette a ride, pure lui è italiano, il colmo, se avesse voluto non ce  sarebbe riuscito. Dopo un  giro per il centro,  squallidissimo, torniamo alla stazione. Finalmente arriva er treno,  cerchiamo de salì ‘ndo stanno le padovane ma hanno preso le cuccette ste  furbe, purtroppo le porte do scompartimento so chiuse e così  s’attaccamo, porca troia.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Un dubbio m’attanaglia, ma  c’avemo proprio la faccia da spacciatori, almeno 20 persone ce lo so  venute a chiede. Che dite? &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Nice 14-08-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Arrivati a Mentone ci dirigiamo  all’ostello solo che per raggiungerlo ce vorrebbe n’elicottero, cristo  santo, ce meritamo un premio,. E così altro che Pantani, te scalamo na  montagna a ritmi incredibili, 4000 scalini con gli zaini in spalla,  manco con Zeman so così tanti. Le padovane so scese a Nice così se damo  na punta al mare. Giungiamo sulla spiaggia, me so scardato er numero e  mo come famo? Fortunatamente loro ce vedono. Passiamo tutta la giornata  insieme, ce semo divertiti na cifra e so molto simpatiche, er mare è  veramente da favola de un colore da paura, però potrebbero usà a sabbia  invece che sti macigni. An certo punto me sento chiamà, sta volta ce  compare Luca e Daria, i due de Foligno. Se fa tardi, le ragazze hanno il  treno alle 21.00 e così dopo un giro prendiamo il treno insieme.  Rimango d’accordo con Luca de andà a Mont-Saint Michele, er Roscio er  Mummia domani sera vonno partì e io che faccio?&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Dove ero rimasto a si stamo sur  treno con loro, purtroppo come sempre ormai, arriva er triste momento de  dovesse salutà, con la promessa di riverci in Italia, sarà così?&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Oggi s’è passata una giornata  stupenda e molto divertente, er bello de sto viaggio e che se conosce un  sacco de gente però questo è pure er brutto. Mo dopo tutte ste fatiche  me vado a gode er dovuto riposo, famme raggiunge l’altri in stanza-&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Monaco 15-06-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Si decide di visitare la famosa  Monaco, e così dopo aver raggiunto Luca a Nizza facciamo rotta verso la  nostra destinazione. Decidemo, sarà stato un miracolo, de vedè il, museo  che sta lì. E’ da paura soprattutto la parte riferita all’acquario,  anvedi c’è na murena gigante e pure na cifra de squali. Finita la visita  ci perdiamo nei meandri di un centro commerciale, riuscì a trovare  l’uscita è stata ardua impresa però fa su e giù con gli ascensori è  stato divertente. Alla stazione morimo de risate, un signore toscano ce  regala na performance da paura, sembrava de sta a parlà co benigni, non  ce crederete semo cascati per terra dalle risate, dovrei raccontavve  quello che stava a combinà pe favve ride, ma mica so no scrittore io ! A  Nizza aspettiamo i treni che ce servono, e Roscio er Mummia stanno a  torna a casa, quanto me dispiace mentre io e Luca proseguiamo, tristi ci  salutiamo. Me pare de sta ar primo giorno de vacanza, vo ricordate? Ma  non se po tornà indietro? Sul treno se taiamo, Luca se fa no so quante  risate e tutti i passeggeri so costretti a subì le cazzate che dico ,  meno male che non c’erano italiani. Chissà quei due matti che hanno  combinato! &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Mont Saint Michel 16-08-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Er viaggio è volato via  tranquillo, mo da Parigi tocca pià l’altro treno, mi informo nel  frattempo per il ritorno l’unica soluzione che ciò è partì alle 19.00,  facendome du conti su 60 ore ne passo circa 45 sui treni, da folli vero?  &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Avevo detto che sarei tornato e così eccomi qua, Mont Saint  Michel sei mia. Alle 15.00 arriviamo finalmente alla meraviglia  dell’occidente, ah si me so scordato de divvelo, voi non scoprirete mai  chi ho incontrato, è inutile che tentate tanto ogni vostra risposta è  sbagliata, come è strana la vita chi non incontri al Trullo lo becchi a  Parigi, vabbe vo dico er Lappa. Giriamo in lungo e in largo st’isolotto   e mentre famo un giro beccamo du pischelle una spagnola l’atra  cilena, i casi della vita peccato che fra due ore devo partire, sarei  dovuto rimanere! &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;La marea che ha reso celebre  questa punta di terra comincia a salire, quella che ora è una penisola  sarà presto un isolotto, sfortunatamente non potremo gustarci tale  fenomeno ma intanto avvertiamo i primi sintomi. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;L’autobus che ci riporta alla stazione tarda incredibilmente,  rischio seriamente di restare qui, beh tutto sommato non male però, su  l’autobus conosciamo due fiorentine che so proprio bone. A malapena  saluto Luca, simpatico sto ragazzo e inizio un lungo e triste viaggio di  ritorno. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Chissà che hanno fatto gli  altri, me mancano un pochetto. La giornata è stata eccezionale, tutta la  fatica fatta non è stata sprecata, il luogo è veramente incantevole e  suggestivo. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;b&gt;Avignone 17-08-99&lt;/b&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Arrivato a Lione, siccome non me  bastato de prende i treni decido di passare la giornata ad Avignone.  Cerco inutilmente di trovare un telefono coi spicci poi parto alla  visita della città. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;E’ piena di Italiana, stamo  proprio da per tutto, semo peggio dei giapponesi! Er Mummia se starà a  divertì al lavoro? Che dite?  Passo la giornata nei  giardini della residenza papale che non sono niente male, certo che ve  ne sete persa de roba? &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Nel treno per Nizza mi ritrovo  in uno scompartimento con tutti stranieri, ma inizia una lunga  conversazione tra i presenti, uno di questi è un francese che va a Roma e  lavora per Dio, boh(!?). &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Alle 8.00 stiamo a Nizza e  prendo il treno per casa, no, non me va per niente de tornà, so finite  le vacanza cristo santo. Le voci di casa riecheggiano sul treno, da na  parte so felice, certo che manco er tempo se salicce sopra e sti treni  italiani se riconoscono subito, non se respira, se fa la schiuma, l’aria  condizionata che ce faceva morì de freddo su quelli francesi qua è un  sogno.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Come sempre e come tutto i  giochi so finiti, comunque vada è stata na vacanza da favola e chi  avrebbe mai pensato de poté girà così tanto, vedè tutti sti posti,  conosce tutta sta gente e morì de risate. Ripartirei pure subito, chissa  se famo come quer norvegese che ce raccontava quarcuno, che mo c’ha 42  anni e so 20 anni che fa l’inter-rail, no i 20 anni che dice er Roscio.  Nessuno potrà dircelo, staremo a vedè. Ah si comunque so tornato a casa  sano e salvo, ora che sono qui ve devo confessa che me mancava un po’.  Vi saluto perché mi madre me sta già a sbroccà, aho se vede che so’  tornato, casa dolce casa. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;P.S. Ciò provato a favve ride,  ce lo messa tutta deppiù non se po’, aho buon viaggio! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2534245971829062035-5558991093470033393?l=cileno80.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cileno80.blogspot.com/feeds/5558991093470033393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/07/diario-di-viaggio-folle.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/5558991093470033393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2534245971829062035/posts/default/5558991093470033393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cileno80.blogspot.com/2010/07/diario-di-viaggio-folle.html' title='diario di viaggio folle'/><author><name>cileno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05479182577178439187</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
